Cannes 71 – le produzioni Netflix saranno fuori concorso

Cannes 71 – le produzioni Netflix saranno fuori concorso

Più che il tappeto rosso, a Cannes molto probabilmente vedremo delle trincee a cielo aperto. Il festival diretto da Theirry Fremaux ha dovuto prendere ufficialmente posizione di fronte a quanto era successo l’anno scorso, con l’aggiunta di ulteriori provvedimenti che stanno facendo scalpore per chi opera nel settore. Ma partiamo con ordine. A Cannes 70 nella categoria in concorso sono presenti ben due produzioni Netflix in corsa per la Palma d’Oro, Okja di Bong Joon-ho, e The Meyerowitz Stories di Noah Baumbach. La scelta ha scatenato un vero e proprio putiferio, con cineasti e autori contrari nell’assistere a dei lungometraggi che di fatto non passeranno per il circuito tradizionale. Lo stesso presidente di giuria, Pedro Amoldóvar, espresse preoccupazione nonostante un introduzione inizialmente dolce verso le nuove piattaforme digitali:

“Personalmente non credo che la Palma d’Oro debba andare a un film che non sarà visto al cinema. Mi batterò sempre per la fascinazione che il grande schermo ha sugli spettatori”.

La polemica è rimbalzata persino all’interno dei giurati, con Will Smith a spezzare una lancia a favore di Netflix.

“Ho tre figli a casa che vanno al cinema due volte alla settimana pur guardando anche Netflix“.

Fremaux cercò, con il pugno duro, di mettere una pezza in questo enorme problema che sta mettendo a serio rischio la riuscita dello scorso festival di Canees. Netflix, dal canto suo, cercò di distribuire i due film in concorso nelle sale francesi per una sola settimana, in concomitanza con l’uscita nel catalogo, ma le leggi nazionali sono estremamente ferree per quanto riguarda la distanza tra il rilascio nelle sale e quello domestico dei prodotti audiovisivi. Il direttore tuttavia ammette di essere stato duro con l’azienda, ma che la scelta del festival non esclude una loro partecipazione fuori concorso.

“L’anno scorso, quando ho selezionato due film di Netflix, speravo di poter convincere la compagnia a farli uscire nei cinema. Sono stato presuntuoso: hanno rifiutato. La gente di Netflix ha amato il red carpet e vorrebbe essere presente con altri film, ma capirà che l’intransigenza della sua politica è l’opposto della nostra. Dobbiamo tener conto dell’esistenza di questi nuovi e potenti giocatori: Amazon, Netflix e forse tra qualche tempo Apple, ma il cinema trionferà comunque anche in questa epoca d’oro delle serie. La storia del cinema e la storia di Internet sono due cose diverse ”.

A tutto questo trambusto ci aggiungono i divieti delle star di effettuare i selfie durante il red carpet e la cancellazione delle proiezioni in anteprima per la stampa, eliminando di fatto le critiche che precedono l’anteprima ufficiale. Queste scelte sono controcorrenti rispetto ad altri eventi come Venezia, che da un anno a questa parte ha persino indetto un concorso dedicato alle produzioni in realtà virtuali. L’impressione è che Cannes voglia rinchiudersi in una bolla di cristallo, lasciandosi alle spalle i cambiamenti nella fruizione dell’audiovisivo con l’avvento delle nuove tecnologie. Se il Lido sta valorizzando il messaggio rispetto al medium, la kermesse francese vuole invece differenziarsi dal resto delle mostre puntando sulla tradizione e sulle abitudini classiche della sala cinematografica. Una scelta più che legittima, ma che si dimentica del punto cardine di un festival, che è la scoperta di nuove forme di esperienza cinematografica e di nuovi autori.

Fonte: The Hollywood Reporter

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