Ritmo, intelligenza e umorismo scorretto sono gli assi nella manica di The Big Sick, film che vi farà ‘ammalare’ di felicità grazie alla sua ironia contagiosa e alla sua tenerezza inaspettata. Pellicola attuale che diventa occasione per riflettere sulle differenze tra culture che possono essere appianate davanti al vero amore.

Girlfriend in a Coma è il titolo di un famoso pezzo degli Smiths ma potrebbe fornire il sottotitolo perfetto al film di Michael Showalter, commedia ironica e toccante sulla vera storia d’amore nata tra il comico Kumail Nanjani e la psicologa Emily V. Gordon. Nella pellicola, Nanjani interpreta se stesso, mentre il ruolo della Gordon è affidato alla brava Zoe Kazan. La malattia di cui parla il titolo è la ‘malattia di Still dell’Adulto’, una forma molto rara e grave di artrite reumatoide che, se non curata, può mandare in tilt i principali organi del corpo, con conseguenze fatali.

È questa la sindrome che nel 2007 colpì improvvisamente Emily, all’epoca psicoterapeuta specializzata in problemi di coppia, impegnata da otto mesi in una relazione con Nanjani. Ciò che all’inizio sembrava un normale raffreddore si rivelò ben presto una malattia insidiosissima che costrinse addirittura i dottori a mettere la paziente in coma farmacologico per due settimane. Una volta risvegliatasi nel suo letto d’ospedale, Gordon cominciò un difficile percorso di riabilitazione con il sostegno di Nanjani che annullò perfino un tour al fianco del collega Zach Galifianakis per poter vegliare al capezzale della fidanzata convalescente. Pochi mesi dopo, i due erano sposati. The Big Sick funziona perché fa della stranezza che caratterizza la sua premessa narrativa (“Vi siete mai innamorati di una ragazza in coma?”) qualcosa di più di uno spunto aneddotico e casuale.

the big sick, recensione, zoe kazan, kumail nanjianEssa è infatti la vera e propria cifra stilistica di una pellicola che sa schivare tutti i cliché e le convenzioni retoriche tipiche di molte “rom-com”, facendo dello humor anche nero un’infallibile arma di intrattenimento. Nanjani ha un indubbio talento comico, come sa chi ha assistito ai suoi spettacoli di stand-up comedy. Durante i suoi sketch, il comico pakistano naturalizzato statunitense si lancia spesso in lunghe tirate autobiografiche sulla sua adolescenza trascorsa in uno stato fondamentalista islamico. Esilarante, ad esempio, la storia del sistema che aveva orchestrato per poter guardare di nascosto le videocassette porno che gli passava un amico (“La soluzione era mimetizzare spezzoni di film porno all’interno dei film normali. La videocassetta iniziava con il film vero, poi dopo 40 minuti c’era un pezzo del porno, seguito dal film vero che proseguiva fino alla fine.

Ho usato questo trucco con Jurassic Park e Chi Ha Incastrato Roger Rabbit”). Ma The Big Sick non è semplicemente il racconto di una storia d’amore. Non di una soltanto, perlomeno. Se la pellicola ci racconta infatti come Kumal si è innamorato di Emily, a prendersi il centro della scena è ben presto l’inattesa e sorprendente alchimia che si instaura, dopo le prime iniziali diffidenze, tra Kumal e i genitori di lei. È su queste ali che si spiega la vera poesia del film, che tra ironia e leggerezza riesce a scherzare non solo sui risvolti più spiacevoli di una malattia terribile ma anche sulla difficoltà, per uno ‘straniero’, di ambientarsi negli Stati Uniti. Un Paese dove pregiudizi e preconcetti sono ancora una realtà tangibile. Specialmente se sei un pakistano innamorato di un’americana.

4

Buono

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