Maria Maddalena è un convincente biopic della misteriosa figura storica che emerge così in una nuova luce grazie a alla fantastica performance di Rooney Mara e la regia di Garth Davis. Un film che lascia la voglia di saperne di più, in senso buono.

Una storia si può raccontare in infiniti modi, e ci sono storie che indubbiamente catturano la nostra attenzione e immaginazione più di altre. È infatti uno dei più grandi misteri degli ultimi due millenni quello appena approdato al cinema per la regia del cineasta australiano Garth Davis, già autore del dramma biografico Lion – La Strada Verso Casa, che gli è valso una nomination come Miglior Film all’89esima edizione degli Academy Awards. Maria Maddalena vede come protagonista la talentuosa Rooney Mara, la stessa che in Millenium – Uomini Che Odiano Le Donne di David Fincher si era già rivelata capace di scioccare e attirare l’attenzione di tanti, sia dentro sia fuori dall’industria del cinema. Quando si ha a che fare con un biopic c’è sempre la preoccupazione di raccontare i fatti nel modo giusto.

Dato poi che questo soggetto in particolare è uno dei più controversi di tutta la storia, e che si sa così poco della vita di Maddalena a parte quanto si è letto nei Vangeli che – non dimentichiamolo – furono scritti decenni dopo la morte di Gesù e poi continuamente inteprretati e rimaneggiati negli anni successivi, regista e sceneggiatore avevano davanti una doppia sfida. Da un lato avevano spazio di manovra per interpretare e rileggere creativamente la storia, dall’altro però dovevano stare attenti a non distorcere i fatti o cadere nel ridicolo. Davis e i due scrittori, Helen Edmundson e Philippa Goslette, hanno scelto di mostrare un lato diverso di Maria Maddalena – uno molto differente dal volto che disegnò per lei nel sesto secolo Papa Gregorio I. Il pontefice all’epoca interpretò il Vangelo a modo suo, dichiarando Maddalena una prostituta e affibbiandole quell’etichetta di ‘donnaccia’ sensuale e tentatrice che si è poi portata dietro per tutto il Rinascimento.

maria maddalena, rooney mara, joaquin phoenix, recensione, garth davisIn Maria Maddalena, il sapiente lavoro della macchina da presa, l’eccellente costume design e la grande performance di Mara ci mostrano effettivamente Maddalena in una luce diversa. Emblematico come la fotografia riesca a sottolineare la semplicità della piccola cittadina di Magdala – piccolo villaggio di pescatori adagiato su un porto bagnato dal mare di Galilea – evidenziando il modo in cui il paesaggio sabbioso e roccioso si fonde con il colore degli edifici, dei veli e vestiti leggeri indossati dagli abitanti. In molti momenti vediamo la camera inquadrare nitidamente il volto di Mara incorniciato dal velo, spesso con primi piani o campi stretti nei quali il paesaggio rimane sfocato sullo sfondo, un elemento che accentua la risolutezza e il coraggio espressi dallo sguardo del suo personaggio. La sua bellezza gentile e naturale comunica perfettamente la compassione che Maria Maddalena porta con s’è quando cura i sofferenti e aiuta i bisognosi senza offuscarne la determinazione e forza d’animo. Qualità che le sono servite per andare controcorrente, seguendo ciecamente Gesù e lasciando la sua famiglia. In questo modo, Maddalena ha sfidato tutti i costumi dell’epoca e il ruolo che era richiesto alla donna, considerata una mera proprietà degli uomini della famiglia dalla quale ci si aspettava di sposarsi e generare prole, nient’altro.

Forza e determinazione, dolcezza e compassione. Tutti questi aspetti trasudano dalla performance di Rooney Mara. Ma non possiamo certo dimenticare Gesù: cosa sapremmo di Maria Maddalena oggi, se non fosse per la sua relazione con il Salvatore? I creatori hanno scelto di affidare il ruolo del Messia a Joaquin Phoenix, ma si tratta della scelta giusta per rappresentare il 33enne Messia che il vecchio mondo attendeva per porre fine alle sofferenze della tirannia dell’Impero Romano? Se infatti Joaquin Phoenix è a tutti gli effetti, e meritatamente, un’autentica leggenda del cinema, il 43enne attore prima di tutto sembra un po’ fuori parte, nel senso che dovrebbe essere 10 anni più giovane per il ruolo, (barba lunga e capelli incolti non bastano a renderti automaticamente adatto per la parte). Inoltre il personaggio scritto per lui risulta un po’ troppo ‘over the top’ e quindi non del tutto credibile come Gesù. Insomma, vedi Mara e pensi, questo potrebbe essere accaduto davvero, poi vedi Phoenix e la sospensione dell’incredulità si attenua e scivola un po’ via. Ma se ci si concentra su Maddalena come fa la cinepresa, allora si arriva alla fine del film con un senso di meraviglia per la storia e la figura raccontate, e con la voglia di saperne di più.

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