La Vedova Winchester senza la presenza di Helen Mirren potrebbe quasi passare in secondo piano perché è un ghost movie come tanti, nonostante la singolare storia vera su cui è basato. Una buona ambientazione, la casa più infestata al mondo, ma la trama troppo lineare e i pochi colpi di scena deluderanno gli amanti del genere.

La Vedova Winchester è il classico film che deve molto al nome altisonante nel cast, una Helen Mirren alle prese con un ruolo oscuro. La meravigliosa attrice premio Oscar porta sullo schermo Sarah Winchester, proprietaria dell’azienda da cui prendono il nome i famosi fucili e architetta di una delle case più affascinanti del mondo a New Haven,  San José in California. Siamo nel 1906 quando inizia il film e il medico interpretato da Jason Clarke viene incaricato dalla Winchester Company di indagare sugli inquietanti comportamenti della vedova a capo della ditta fin dalla prematura scomparsa del marito fondatore. Un lutto che si è acuito con la morte dell’amata figlia tre anni dopo e che ha spinto Sarah Winchester a logorarsi nel dolore.

Sarah Winchester vive come un eremita nella sua casa che è considerata ancora oggi una delle più infestate della California, una casa che viene ampliata, disfatta e ricostruita da capo incessantemente giorno e notte. Tutto questo perché ogni stanza riproduce il luogo dove è morto qualcuno a causa dei famigerati fucili prodotti dall’azienda di famiglia, soltanto nel corso del film si capirà per quale motivo Sarah Winchester è così attenta ai dettagli delle sue stanze.   Una casa che ha ispirato molti amanti dei fantasmi nel corso degli anni, che può contare ancora oggi su migliaia di visitatori l’anno, tra cui uno dei primi è stato il mago Houdini.

la vedova winchester, recensione, helen mirren, michael spierig, peter spierigLa Vedova Winchester è un ghost movie, non un horror come ha ribadito con forza la protagonista Helen Mirren, ma con chiaro e netto messaggio contro la lobby delle armi, per un problema che è mondiale e non soltanto circoscrivibile all’America. La storia diretta dai fratelli Michael e Peter Spierig, già registi di Saw Legacy e del più interessante Predestination, si sviluppa con una narrazione molto lineare e priva di effetti sorpresa, ma comunque può contare su una fotografia dai toni scuri e su scenografie interessanti, con la casa protagonista essa stessa e fondamentale nella vicenda.

Probabilmente gli amanti del cinema horror rimarranno delusi dal film proprio per l’assenza di spunti originali e colpi di scena, ma chi cerca un buon film di intrattenimento potrebbe apprezzare  La Vedova Winchester. L’opera è anche arricchita da una love story molto particolare, un elemento che allieta spesso e volentieri il pubblico mainstream a cui sicuramente è diretto il film.  La pecca maggiore del film è proprio nella fragilità della sceneggiatura, perché con soli quattro personaggi, nonostante la lunghezza modesta, non c’è una sufficiente caratterizzazione che avrebbe sicuramente compensato la banalità di alcuni passaggi. Helen Mirren è pronta ad accogliervi in questa casa labirintica dal 22 febbraio nelle sale italiane, per una nuova scommessa nella carriera di un artista che a più di 70 anni è ancora in grado di mettersi in gioco e di farlo regalandoci un’intensità e un immersione nel personaggio che solo gli attori shakespeariani sanno rendere al meglio. Probabilmente La Vedova Winchester è il classico esempio di film del giorno d’oggi, dove si sfruttano anche idee interessanti tratte da storie vere ma purtroppo non si riesce a trasporle sul grande schermo con la forma che meriterebbero per essere dei grandissimi lungometraggi.

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