Oscars 2019 – ecco gli 87 progetti in corsa per il miglior film straniero

Oscars 2019 – ecco gli 87 progetti in corsa per il miglior film straniero

È sempre bello giocare a chi riesce a beccare i film che concorreranno per un posto così ambito come quello che l’Academy offre alla miglior produzione oltre confine agli Oscars 2019. Ci si basa sul gusto, sulla fortuna, ma soprattutto, sul percorso che quel lungo ha compiuto fino ad arrivare a essere il candidato di uno Stato per il miglior film straniero. Partiamo dal core italiano, Dogman, dove Matteo Garrone ha portato in scena un racconto autentico ed emotivo su un uomo che lotta per stare a galla in un mare (la periferia di Roma) che punisce solo chi è iù debole. Vincitore a Cannes del premio per il miglior attore (andato a Marcello Fonte), l’autore romano dovrà vedersela con una schiera di agguerritissimi registi, altrettanto capaci di portare sullo schermo delle storie uniche e a loro modo ricchi di significato. A spiccare c’è il Giappone, con la Palma d’Oro Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda che affronta un tema delicatissimo e riflessivo come è tipico del suo cinema: la famiglia nelle sue variegate sfumature.

Tra le altre candidature da segnalare c’è sicuramente il Leone d’Oro Roma, che rischia di passare alla storia per lo scontro culturale emerso in Italia (e nel mondo) tra gli esercenti e Netflix, che per il suo effettivo valore stilistico e il suo contenuto striato e mutevole, grazie ad Alfonso Cuaron che ha saputo regalare sia una narrazione su una fase cruciale della storia messicana, sia un racconto su un nucleo familiare in difficoltà che deve contare solo su se stesso. Sempre da Venezia, il secondo film di László Nemes Sunset è da tenere d’occhio per la sua capacità di unire la decadenza di un impero con quella di una dinastia (quella che ha lasciato il segno per il suo marchio di fabbrica, la cappelleria) allo sbando che deve trovare un suo ruolo. La Germania ha invece proposto il ritorno di Florian Henckel von Donnersmarck con la sua Opera senza autore, che ripercorre, attraverso la figura dell’artista Kurt Barnert, gli anni dalla fine della Seconda Guerra mondiale agli anni ‘70.

Dalla croisette francese il Belgio ha proposto la Camera d’Or Girl di Lukas Dhont, mentre il Gran Premio della Giuria Cafarnao è stato scelto dal Libano per una corsa già densa di grandi firme, come Pawel Pawlikowski, vincitore dell’Oscar per il suo Ida e che torna a essere tra i protagonisti grazie a Cold War, premiato per la miglior regia proprio al festival di Cannes di quest’anno.

Qui tutti i candidati agli Oscars 2019:

-Afghanistan, Rona Azim’s Mother di Jamshid Mahmoudi
-Algeria, Until the End of Time di Yasmine Chouikh
-Argentina, El Ángel di Luis Ortega
-Armenia, Spitak di Alexander Kott
-Australia, Jirga di Benjamin Gilmour
-Austria, The Waldheim Waltz di Ruth Beckermann
-Bangladesh, No Bed of Roses di Mostofa Sarwar Farooki
-Belgio, Girl di Lukas Dhont
-Bielorussia, Crystal Swan di Darya Zhuk
-Bolivia, The Goalkeeper di Rodrigo “Gory” Patiño
-Bosnia Erzegovina, Never Leave Me di Aida Begić
-Brasile, The Great Mystical Circus di Carlos Diegues
-Bulgaria, Omnipresent di Ilian Djevelekov
-Cambogia, Graves Without a Name di Rithy Panh
-Canada, Family Ties di Sophie Dupuis
-Cile, …And Suddenly the Dawn di Silvio Caiozzi
-Cina, Hidden Man di Jiang Wen
-Colombia, Birds of Passage di Cristina Gallego, Ciro Guerra
-Corea del Sud, Burning di Lee Chang-dong,
-Costa Rica, Medea di Alexandra Latishev
-Croazia, The Eighth Commissioner di Ivan Salaj
-Danimarca, The Guilty di Gustav Möller
-Ecuador, A Son of Man di Jamaicanoproblem
-Egitto, Yomeddine di A.B. Shawky
-Estonia, Take It or Leave It di Liina Trishkina-Vanhatalo
-Filippine, Signal Rock di Chito S. Roño,
-Finlandia, Euthanizer di Teemu Nikki
-Francia, Il dolore di Emmanuel Finkiel
-Georgia, Namme di Zaza Khalvashi
-Germania, Opera senza autore di Florian Henckel von Donnersmarck
-Giappone, Un affare di famiglia di Hirokazu Kore-eda
-Grecia, Polyxeni di Dora Masklavanou
-Hong Kong, Operation Red Sea di Dante Lam
-India, Village Rockstars di Rima Das
-Indonesia, Marlina the Murderer in Four Acts di Mouly Surya
-Iran, No Date, No Signature di Vahid Jalilvand
-Iraq, The Journey di Mohamed Jabarah Al-Daradji
-Islanda, Woman at War di Benedikt Erlingsson
-Israele, The Cakemaker di Ofir Raul Graizer
-Italia, Dogman di Matteo Garrone
-Kazakhstan, Ayka di Sergey Dvortsevoy
-Kenia, Supa Modo di Likarion Wainaina
-Kosovo, The Marriage di Blerta Zeqiri
-Lettonia, To Be Continued di Ivars Seleckis
-Libano, Cafarnao di Nadine Labaki
-Lituania, Wonderful Losers: A Different World di Arunas Matelis
-Lussemburgo, Gutland di Govinda Van Maele
-Macedonia, Secret Ingredient di Gjorce Stavreski
-Malawi, The Road to Sunrise di Shemu Joyah
-Marocco, Burnout di Nour-Eddine Lakhmari
-Messico, Roma di Alfonso Cuarón
-Montenegro, Iskra di Gojko Berkuljan
-Nepal, Panchayat di Shivam Adhikari
-Niger, The Wedding Ring di Rahmatou Keïta
-Norvegia, What Will People Say di Iram Haq
-Nuova Zelanda, Yellow Is Forbidden di Pietra Brettkelly
-Olanda, The Resistance Banker di Joram Lürsen
-Pakistan, Cake di Asim Abbasi
-Palestina, Ghost Hunting di Raed Andoni
-Panama, Ruben Blades Is Not My Name di Abner Benaim
-Paraguay, The Heiresses di Marcelo Martinessi
-Perù, Eternity di Oscar Catacora
-Polonia, Cold War di Pawel Pawlikowski
-Portogallo, Pilgrimage di João Botelho
-Repubblica Ceca, Winter Flies di Olmo Omerzu
-Repubblica Dominicana, Cocote di Nelson Carlo De Los Santos Arias
-Romania, I Do Not Care If We Go Down in History as Barbarians di Radu Jude
-Russia, Sobibor di Konstantin Khabensky
-Serbia, Offenders di Dejan Zecevic
-Singapore, Buffalo Boys di Mike Wiluan
-Slovacchia, The Interpreter di Martin Šulík
-Slovenia, Ivan di Janez Burger
-Spagna, Campeones di Javier Fesser
-Sud Africa, Sew the Winter to My Skin di Jahmil X.T. Qubeka
-Svezia, Border di Ali Abbasi
-Svizzera, Eldorado di Markus Imhoof
-Taiwan, The Great Buddha+ di Hsin-Yao Huang
-Thailandia, Malila The Farewell Flower di Anucha Boonyawatana
-Tunisia, Beauty and the Dogs di Kaouther Ben Hania
-Turchia, L’albero dei frutti selvatici di Nuri Bilge Ceylan
-Ucraina, Donbass di Sergei Loznitsa
-Ungheria, Sunset di László Nemes
-United Kingdom, I Am Not a Witch di Rungano Nyoni
-Uruguay, 12 anni di Álvaro Brechner
-Venezuela, The Family di Gustavo Rondón Córdova
-Vietnam, The Tailor di Buu Loc Tran, Kay Nguyen
-Yemen, 10 Days Before the Wedding di Amr Gamal

Fonte: e-duesse.it

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

*