Donne in cerca di guai. Intervista a Cristina Marino

Donne in cerca di guai. Intervista a Cristina Marino

Cristina Marino è una delle protagoniste del film Tafanos, in onda su Sky Cinema Max. Il suo approccio al mondo del cinema, appena iniziato, è però all’insegna della curiosità e della voglia di emergere. Empire Italia si è seduto con l’attrice per dialogare di film horror, benessere, musica e donne con gli attributi.

Che ruolo interpreti nel film Tafanos?

Il mio personaggio si chiama Sylvie ed è una ragazza molto spavalda e sopra le righe, l’hanno definita la sexy del gruppo. Diciamo che gioca a fare la sexy. È un po’ l’amica che vorrei avere, dato che non ha paura di niente e mantiene sempre un certo humor anche quando, come capita nel film, è circondata da tafani carnivori e assetati di sangue. Mi riconosco in lei nella misura in cui non è una donna passiva. In questo voler sempre reagire alle cose che accadono siamo molto simili.

Che film è Tafanos?

È un omaggio ai film di genere, in fondo stiamo parlando di tafani carnivori, diciamo che è un b movie di ispirazione horror.

Hai dovuto affrontare una preparazione specifica per il ruolo?

Questo è il primo film che giro in inglese, non so perché ma questo mi ha aiutato, anche perché non dovevo essere l’americana che parla, per dire, con l’accento newyorchese stereotipato, infatti interpreto una sudamericana. Il film è stato girato vicino a Roma ma viene distribuito anche all’estero, perciò abbiamo girato in presa diretta e poi ci siamo ridoppiati in inglese. Spero che il pubblico possa cogliere e apprezzare l’ironia di cui è disseminato il testo.

C’è un’immagine particolarmente divertente che ti sei portata dietro dal set?

Io che ammazzo tafani invisibili (nel senso che sono stati aggiunti in post-produzione) usando un reggiseno che uso a mo’ i fionda. Sembravo pazza, invasata…. Comunque essendo quello di Tafanos un set di coetanei (siamo stati  tutti costretti a girare per settimane in una casa di campagna abbandonata a gennaio, con un freddo polare), si è instaurato un bel clima di amicizia e cameratismo, senza egoismi.

Quali attori prendi a modello?

Sicuramente la Charlize Theron di Atomic Blonde, mi piace il fatto che un’attrice come lei abbia attraversato così tante trasformazioni. E lei rapata a zero come Furiosa in Mad Max… bè è di una bellezza estrema.

Quale supereroina vorresti portare in scena?

Per esempio Catwoman, ma come dicevo adoro tutto quello che è azione, declinato in chiave femminile. Certo, sono ruoli molto difficili da riuscire ad aggiudicarsi in Italia.

C’è un momento che consideri un punto di svolta per te?

Ho iniziato a 17 anni a fare il mio percorso nel cinema, con Federico Moccia in Amore 14, poi ho fatto un cinepanettone con Neri Parenti. All’inizio lo vivevo più come un gioco, poi, dopo il film di Natale, ho deciso di dedicarmici seriamente. Ho cominciato a studiare, a fare più provini possibile. Inoltre ho aperto un mio blog di sport, Befancyfit, per dare sfogo all’altra mia grande passione, e colmando così i momenti di “vuoto” che questo lavoro a volte crea.

Parlaci del tuo blog.

Con Befancyfit cerco di raccontare che la vita sana può essere una piacevole abitudine e non solo un sacrificio estremo e doloroso. Il segreto è coltivare un rapperto sano con se stessi, senza ossessioni. Per un attore, secondo me, mantenere il contatto con se stessi è fondamentale. Per fare questo lavoro è fondamentale non tanto essere belli quanto essere in forma

Un ruolo che non stai più nella pelle per interpretare?

Mi piacerebbe compiere una grande trasformazione, diventare una cosa lontana da me. Ma sono appena all’inizio del mio percorso, per me qualsiasi ruolo rappresenta una grande opportunità di crescita. Però per esempio, mi piacerebbe interpetare un tipo di ragazza più problematica di quanto faccio solitamente, qualcosa di più drammatico.

La tua serie tv preferita?

Stranger Things mi ha fatto impazzire, poi c’è anche Narcos che mi ha indotto a intense sessioni di binge watch. Anche la Casa di Carta mi è piaciuto molto. Ecco un altro ruolo che adorerei, la rapinatrice.

Hai una routine irrinunciabile prima di andare sul set?

Prima di una scena in particolare no, ma ogni mattina mi somo educata a fare esercizi di respirazione in modo sa iniziare la giornata in armonia, con lo stato d’animo giusto. Sul set cerco di non isolarmi mai, rimango concentrata, al limite metto su delle canzoni che so che mi smuovono determinate emozioni.

Hai paura del typecasting?

Sì ed è il motivo per cui dico che vorrei fare cose diverse da me. Non mi è mai capitato di fare il brutto anatroccolo, per intenderci. Io vorrei fare un ruolo che mi obbliga a trasformare la mia fisicità, che in certi casi può diventare limitante.

Un regista con cui vorresti lavorare?

Virzì, Ferzan Ozpetek, Sollima, Sorrentino… chi non vorrebbe lavorare con loro?

Dicci la tua ricetta vegana preferita.

Sono vegetariana, non vegana. Da 10 mesi per la precisione, non perché sia animalista ma per una scelta di benessere. Mangiare pollo allevato con ormoni di ogni tipo non mi alletta più di tanto. La mia ricetta vegetariana preferita? Purè di fave con cicoria. Ma vado pazza anche per le fajitas vegetariane messicane, poi amo il pesto. Sono maniaca di pesto.

Sei legata sentimentalmente all’attore Luca Argentero. I tuoi ruoli preferiti nei quali lo hai visto al cinema?

Il suo personaggio in Solo un padre, su tutti.

Essere entrambi attori aiuta o è uno svantaggio?

Secondo me aiuta perché abbiamo ritmi simili. Se stessi con un direttore di banca, probabilmente non lo vedrei mai…

La playlist musicale che porti dentro e fuori dal set?

Passo da un genere all’altro, da Mozart a Einaudi, poi il pop di Beyoncè, Jay Z e Kanye West, ma anche classici come i Dire Straits.

Che rezioni ti aspetti a Tafanos?

È un film fatto e pensato per i fan del cinema di genere. Per essere un b movie made in Italy lo trovo un bellissimo esperimento e spero apra la strada ad altre esperienze simili.

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