La guida sui 6 film di genere italiani da non perdere nelle sale

La guida sui 6 film di genere italiani da non perdere nelle sale

Avvertenze per i lettori dell’articolo. La lista che tra poco leggerete non riguarda un elenco generale sulle prossime uscite, ma si concentra su un gruppo di pellicole in via di estinzione. Si tratta dei film di genere, una categoria presente in molte zone del mondo, ma che in Italia, per un discorso che è meglio non approfondire in questa sede, è relegata in pochissime riserve sparse per i cinema nazionali. Solo in questi ultimi anni si è deciso di offrire maggiore spazio ad alcuni progetti cinematografici che esulano dagli archetipi della commedia e del dramma d’autore, in particolare dopo l’uscita nelle sale di alcuni piccoli, ma importantissimi, racconti che hanno avuto successo sia di pubblico che di critica. Si pensi a Lo chiamavano Jeeg Robot di Gabriele Mainetti, un cinecomic ambientato a Tor Bella Monaca che ha ottenuto 5 milioni di euro al botteghino a fronte di 1 milione di budget iniziale, o al dramma a quattro ruote Veloce come il vento di Matteo Rovere, con alcune inquadrature mozzafiato che ricordano alcuni grandi film sportivi e d’azione americani. E che dire di Mine di Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, un thriller di forte introspezione con al centro un sodato alle prese con un nemico ancora più grande degli avversari sul fronte, una mina, un oggetto invisibile e nascosto sotto la sabbia ma che può determinare le sorti di chi si trova sopra di esso.

Alcuni di questi autori li troveremo di nuovo con progetti altrettanto coraggiosi e rischiosi, segno che forse l’industria cinematografica si sta svegliando, conscio del fatto che se le storie funzionano, il pubblico ripaga con un sostegno che va oltre il semplice strappo del biglietto. Qui sotto sono presenti i 6 film di genere che lo spettatore non deve assolutamente perdere.

– The End – L’inferno fuori (14 agosto 2018)

Forse non è il periodo perfetto per il cinema, con la maggior parte del pubblico che si troverà sicuramente al mare a godersi il meritato riposo. Per chi ama l’horror e i racconti sugli zombi, il consiglio è quello di catapultarsi in sala a vedere The End – L’inferno fuori, il film di Daniele Misischia che vede Alessandro Roja nei panni di un uomo d’affari che riesce a ottenere un importante colloquio di lavoro. Peccato che proprio nel momento in cui si trova nell’edificio, un guasto interrompe la sua salita verso gli uffici, bloccandolo di fatto all’interno dell’ascensore. Quello che poteva essere un problema tecnico nasconde in realtà qualcosa di terrificante. Roma non è più la stessa, e in poco tempo il panico e la paura divaga per tutta la città, che dovrà affrontare un temibile virus che muta i suoi abitanti in famelici zombi. Questo film rappresenta anche un’ottima occasione per omaggiare il maestro del genere, George Romero, quando proprio 50 anni fa usciva il caposaldo del genere, La notte dei morti viventi.

– Ride (13 settembre 2018)

Sempre di sopravvivenza si tratta, ma con in più quella dose di adrenalina che accompagna i grandi sport estremi. Alla regia di Ride non ci sono Fabio Guaglione e Fabio Resinaro, qui nel ruolo di produttori, ma Jacopo Rondinelli, al suo primo progetto da regista dopo aver diretto tre cortometraggi. Il fatto interessante di questo racconto è la capacità di unire passato e presente grazie a due mezzi apparentemente agli antipodi come la classica macchina da presa e le moderne Go-Pro, usate proprio per questo genere di sport. Protagonisti sono infatti Max e Kyle, interpretati da Lorenzo Richelmy, Ludovic Hughes, i quali accettano di partecipare a una gara che mette come premio per il vincitore della corsa ben 250 mila dollari. Una cifra che fa gola a chiunque, ma che spingerà i personaggi verso alcune sfide che mettono a rischio non solo il fisico e la psiche dei personaggi, ma anche quelli dello spettatore, che si sentirà parte di quella gara grazie alle inquadrature in prima persona che lo porterà a superare i propri limiti.

– Soldado (18 ottobre 2018)

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Non è ancora uscito il secondo capitolo di Sicario, dal titolo Soldado, che già Stefano Sollima è impegnato nella realizzazione della serie televisiva tratta dal testo di Roberto Saviano Zero Zero Zero. Cambiato il formato, ma non la sostanza, perché sempre di narcotraffico si tratta. Sollima prende l’eredità lasciata da Denis Villeneuve (impegnato nella produzione di Dune dopo aver diretto i due film fantascientifici Arrival e Blade Runner 2049), e lo trasforma in un prodotto molto più vicino alle sue corde. C’è l’azione, c’è un cast di tutto rispetto, come Benicio del Toro e Josh Brolin, già presenti nel primo episodio di Sicario, ma soprattutto ci sarà un’attenta analisi sul potere incontrastato dei cartelli messicani sul territorio, un’influenza che tocca anche il suolo americano dopo la scoperta che i clan stanno aiutando i terroristi a entrare negli Stati Uniti. Per questa ragione, la CIA affida la missione a Matt Graver, che per compierla dovrà chiedere il sostegno di Alejandro Gillick. In poche parole, per fermare tutto questo, bisogna sporcarsi le mani ed entrare in territorio nemico, una zona che i due conoscono molto bene.

– Suspiria (autunno 2018)

È forse uno dei papabili film presenti al Lido, alla 75° Mostra del cinema di Venezia, ma già dalle prime immagini mostrate a Las Vegas in occasione del CinemaCon Suspiria ha avuto i primi riscontri positivi. Luca Guadagnino, dopo il successo di Chiamami col tuo nome, vincitore dell’Oscar come migliore sceneggiatura adattata, ha preso la strada dell’horror, rileggendo il cult di Dario Argento Suspiria. In questo racconto rivedremo sul set Dakota Johnson, Tilda Swinton, già viste in A Bigger Splash, con l’aggiunta di attori come Chloë Grace Moretz, Mia Goth e Jessica Harper, la protagonista della storia originale del 1977. La narrazione ripercorrerà quanto già visto nella pellicola diretta da Argento, ma non si può definirlo un remake, come lo stesso regista ha più volte sottolineato in numerose interviste. Suspiria sarà infatti una rilettura personale di Guadagnino, che è stato segnato dall’uscita di quel film al cinema, a tal punto da voler proporre una sua versione più vicina alle sue esperienze in età giovanile.

– Il primo re (2018)

L’epica torna al centro di un progetto tutto italiano. A capo di tutto c’è Matteo Rovere, che dall’asfalto liscio delle piste di Veloce come il vento ha deciso di passare per un terreno instabile, mutevole, pieno di rischi. Il primo re, con protagonisti Alessandro Borghi, Alessio Lapice, Michael Schermi, Vincenzo Crea e Ludovico Succio, ripercorrerà il mito di Romolo e Remo, i fondatori della città eterna. La sceneggiatura è stata scritta da Filippo Gravino, Francesca Manieri e dallo stesso regista, mettendo in scena il rapporto fraterno tra i due personaggi, un legame indissolubile in un contesto nel quale la solitudine li ha messi a dura prova. Il film, con al suo interno conversazioni in lingua protolatina, è ambientato in un mondo ostile e ricco di conflitti, ma nonostante questo Romolo (Alessio Lapice) e Remo (Alessandro Borghi) useranno tutte le loro capacità per sfidare il volere degli Deì, con le loro gesta divenute ormai leggenda.

– Freaks Out (2019)

A chiudere la lista è il secondo lungometraggio di Gabriele Mainetti, Freaks Out, con le riprese iniziate in queste settimane e con un budget di 9 milioni di euro. C’è grande attesa per questo secondo film di Mainetti, che non ha deciso di percorrere il sentiero intrapreso con Jeeg Robot, ma ha optato per una storia radicalmente opposta. Nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, la storia ripercorre le vicende di Matilde, Cencio, Fulvio e Mario, 4 fenomeni da baraccone cresciuti come fratelli nel circo cittadino, dove hanno vissuto per tanto tempo. Ad un certo punto Israel, il proprietario che li ha cresciuti, scompare dalla loro vita dopo aver tentato di offrire loro una via d’uscita. Senza di lui, hanno praticamente perso tutto, visto che il circo era il solo posto sicuro e in grado di garantirli protezione. Nel cast troveremo Claudio Santamaria, visto già nell’opera prima di Mainetti, Aurora Giovinazzo, Pietro Castellitto, Giancarlo Martini, Giorgio Tirabassi, Max Mazzotta e Franz Rogowski.

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