Land di Babak Jalali presentato alla 68esima Berlinale

Land di Babak Jalali presentato alla 68esima Berlinale

Il film del regista iraniano apre uno straziante spaccato sulla vicenda delle riserve indiane d’America.

I problemi di alcol, gioco d’azzardo e intemperanze varie sono parte di un clichet spesso associato al mondo delle riserve indiane, un universo dal sapore spesso triste e malinconico che noi occidentali abbiamo imparato a guardare con un distacco colpevole. Ma su questa realtà tipicamente americana, la vicenda complessa e difficile dei Nativi Americani, può raccontarci molto sul concetto di popolo in generale, e sui modi in cui un popolo può venire relegato nello spazio fisico ma anche nell’immaginario collettivo, fa ora luce con il suo film, Land, un regista iraniano emigrato a Londra.

Si tratta di Babak Jalali e la sua pellicola, da lui scritta e diretta, incentrata su una storia americana ma finanziata tutta in Europa (sviluppata in collaborazione con Torino Film Lab – FrameWork, è prodotta da Ginevra Elkann), è appena stata presentata all’interno della 68esima Berlinale, nella sezione collaterale Panorama.  Il film ci porta nella riserva indiana di Prairie Wolf (dove il regista ha trascorso diversi mesi per preparare e ideare il film) e dove vive la famiglia dei Denetclaw. È lì che li raggiunge la notizia della morte di Floyd, il figlio minore, morto in combattimento in Afghanistan; inizia così l’attesa del corpo del ragazzo che deve essere riportato nella riserva per la sepoltura.

“Questo non è un film documentario,” ha dichiarato Jalali “ovviamente la sceneggiatura è stata scritta dopo ricerche e conversazioni con le persone che vivono in quei luoghi. Ma c͛’erano domande e questioni che volevo approfondire con questo film, volevo osservare coloro che si barcamenano in una vita, apparentemente, senza speranza. Molti dei personaggi di questo film incarnano questo stato d͛’animo.” La lavorazione del film ha richiesto molto tempo e ne è emerso un affresco delle riserve americane che commuove e strazia per la sua lucidità, la sua attualità e la sua capacità di raccontare un mondo “perduto”.

“Sono stato in circa 30 riserve indiane,” prosegue Jalali “e ho provinato nativi americani di diversi stati. Land è un film politico che mostra una comunità dimenticata dal sistema, negletta. Quando racconti storie come questa non ci sono bianco e nero, devi bilanciare gli elementi, ma è molto difficile rimanere neutrali”. Con Rod Rondeaux, Florence Klein, Wilma Pelly e James Coleman, il film è una produzione Asmara Films, the cup of tea e To Be Continued, Topkapi Films, Piano e Rai Cinema.

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