Intro – Lucy Fry

lucy fry, intervista, bright, wolf creek

Empire alle prese con le star di domani.

Testo Alex Godfrey

Qual è stato il tuo primo ruolo?
Avevo 18 anni. Interpretavo un alieno in una serie tv australiana per bambini intitolata Lighting Point. Negli Stati Uniti era stato ribattezzato Alien Surf Girls. Facevamo surf, poi ci mettevamo a fare questa specie di balletto alieno e a quel punto le nostre batterie aliene si ricaricavano.

Parlaci un po’ del tuo ruolo in Bright.
Tikka è un elfo in possesso di una bacchetta magica – si tratta dell’arma più pericolosa esistente al mondo. È piena di mistero, un piccolo concentrato di segreti. Sono talmente innamorata di lei. Ho fatto un corso di Reiki [durante le riprese], volevo davvero impossessarmi del suo magico misticismo. E ogni giorno tiravo fuori i miei cristalli e mi mettevo in contatto con lei. Sono andata avanti così per tutto il periodo delle riprese.

Com’è stato il tuo primo provino?
È da quando avevo 10 anni che desideravo interpretare un elfo. Ero così emozionata all’idea di fare questo personaggio. Al provino finale, David [Ayer] mi ha chiesto di fare un esorcismo a Will [Smith]. Ho improvvisato parole elfiche, poi ho posizionato le mie mani sopra la testa di Will, fingendo di estrarre le forze del male dalla sua testa e scacciare i demoni. Allora Will ha detto: “Spero proprio non sia necessario”.

Qual è il regista dei tuoi sogni?
Mi piacerebbe moltissimo lavorare con Guillermo Del Toro. Adoro The Shape of Water, e così pure ho sempre amato Il Labirinto del Fauno. Riesce a mettere così tanto amore nei suoi film – sono davvero magici, commoventi e veri.

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Qual è il tuo Chris preferito: Pine, Evans, Hemsworth o Pratt?
Dico Hemsworth. È un attore australiano che sta lavorando veramente bene, inoltre mi piace un sacco l’interpretazione che dà di Thor, così con i piedi per terra – è un classico australiano. Penso che Chris sia uno in gamba.

Quale vorresti che fosse il tuo superpotere?
A volte provo frustrazione a parlare con qualcuno e quello rimane chiuso in se stesso. Se potessi, frugherei con le mie mani dentro la sua mente e cercherei il pulsante ‘apri’ perché si attivi e smetta di essere assente.

Se ci fosse un film sulla tua vita, chi interpreterebbe la tua parte?
Sceglierei la mia piccola amica di cinque anni, penso che ne verrebbe fuori un film veramente interessante. È una tipa stravagante, brillante e coraggiosa, e mi ricorda un po’ com’ero io quando ero piccola. Mi saprebbe interpretare anche a questa età; non è che sia cambiata molto.

I tuoi prossimi progetti?
Ho appena finito un film indie ad Albuquerque intitolato Highway. Siamo io ed Eliza González di Baby Driver – parla di due migliori amiche nel cuore dell’America, e io devo partire in viaggio per trovarla. Chi vincerebbe in un combattimento: una papera grande come un cavallo, o cento cavalli grandi come una papera? Vincerebbero i cento cavalli grandi come una papera. È grazie alla forza del gruppo. Due cavalli insieme possono trasportare un carico quattro volte superiore a quello di un cavallo solo. Sta tutto nel gioco di squadra.

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