Michael Haneke al comando della prima serie televisiva “Kelvin’s Book”

Michael Haneke al comando della prima serie televisiva “Kelvin’s Book”

Anche uno dei grandi autori cinematografici alla fine si è convertito. Michael Haneke dirigerà la sua prima serie televisiva, in collaborazione con la compagnia tedesca UFA Fiction. Il racconto sarà Kelvin’s Book, una storia divisa in 10 episodi ambientato in un futuro distopico. Le puntate, girate in lingua inglese, vedranno dei giovani alle prese con un viaggio in un aeroplano, costretti ad un certo punto a un atterraggio di emergenza in un posto lontano dal loro paese nativo. Uno degli aspetti che contraddistingue il cinema da una serie è la brevità del racconto, che molto spesso cela alcuni elementi necessari alla comprensione della storia, un problema che, se non in alcune rare eccezioni, non appartiene a un progetto seriale. Michael Haneke vuole cimentarsi quindi in qualcosa di totalmente diverso da quello che ha saputo fare egregiamente in questi anni, regalando al pubblico dei capolavori indiscussi.

“Dopo 10 film TV e 12 film, volevo raccontare una storia più lunga per una volta”.

Kelvin’s Book sarà quindi realizzato dal dipartimento di FremantleMedia UFA Fiction, con a capo di questo racconto i produttori esecutivi Nico Hofmann e Benjamin Benedict. Hofmann ha dichiarato che, oltre a rimandare a una storia moderna, il racconto rifletterà il tema inerente al rapporto con i nuovi media, già affrontato nel suo ultimo film Happy End, uscito nelle sale a gennaio.

“Nessun regista contemporaneo mi ha ispirato tanto quanto Michael Haneke. Kelvin’s Book è una storia straordinariamente ricca, avvincente e ambiziosa. Con temi contemporanei e un riflesso dell’era digitale in cui viviamo, non c’è momento migliore per questo progetto”.

Haneke ha alle spalle una carriera cinematografica invidiabile. L’autore ha lasciato il segno grazie a film come Il nastro bianco e Amour, con i quali ha ottenuto due Palme d’Oro al festival di Cannes, e, nel caso di Amour, un Oscar per il miglior film straniero. Tra gli altri lungometraggi, Funny Games, uscito nel 1997 e riproposto nuovamente dal regista 10 anni più tardi con una versione americana; La pianista e Niente da nascondere, con il quale ha visto il premio come miglior regia sempre al festival transalpino.

 

Fonte: The Hollywood Reporter

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