Ammazzare il tempo

Come Ti Ammazzo il Bodyguard Empire

Come Ti Ammazzo il Bodyguard presenta la coppia armata fino ai denti Ryan Reynolds e Samuel L. Jackson in una serie di avventure ad alto tasso carismatico. Empire li fa accomodare e poi guarda volare le schegge di proiettile.

Testo  Ian Freer

Samuel L. Jackson e Ryan Reynolds hanno girato un film insieme nel 2013, ma non si sono incrociati neanche una volta. Questo perché il film era il cartone animato in computer grafica Turbo, il racconto non esattamente classico di una lumaca da giardino (doppiata Da Reynolds) che sogna di diventare un pilota da corsa, e che a un certo punto riceve un discorso d’incoraggiamento da un loquace mollusco di nome Whiplash (Jackson). “Puoi fare 300 film d’animazione per la Dreamworks e non incontrare nessuno dei co-protagonisti, nemmeno una volta, – spiega Reynolds – quelli sono lavori occasionali”.

Il film che li ha finalmente fatti incontrare davvero, invece, è Come Ti Ammazzo il Bodyguard. Un ritorno sfacciato al genere buddy movie anni ’80 e ’90, la pellicola è una commedia d’azione che vede Reynolds nei panni della guardia del corpo con un misterioso passato Michael Bryce (che è anche un maniaco del controllo), cui viene affidato l’assassino interpretato da Jackson, Darius Kincaid (che non potrebbe essere più rilassato), col compito di assicurarsi che raggiunga in tempo il tribunale per testimoniare contro un malvagio dittatore dell’Europa dell’Est (Gary Oldman, ovviamene). Il film è pieno zeppo di azione, battibecchi, eleganti location in giro per l’Europa, inseguimenti in macchina, un sacco di parolacce rivolte alle madri e brani musicali utilizzati con ironia. “A volte guardi qualcuno sullo schermo e pensi: “Quel tipo sembra simpatico, – dice Jackson – poi arrivi lì e il tipo non è simpatico. È uno stronzo. Quindi pensi: ‘Wow, questo tizio è un attore migliore di quello che pensassi”. Ma Ryan è stato grande. Ha funzionato molto bene”. L’incontro con Empire avviene in un hotel a New York, e la coppia dà subito il via a un divertente siparietto: Jackson tiene banco, mentre Reynolds interviene commentando con intelligenza. È come essere all’interno di un buddy movie in 3D, ma senza l’inseguimento in macchina.

Come Ti Ammazzo il Bodyguard Empire

“Figlio di puttana” è un’interiezione usata parecchio in questo film. Qual è la gioia nel dirlo?

Reynolds: Ha così tante sillabe che lo puoi fare rotolare a piacimento dentro la bocca.

Jackson: Gli inglesi non lo dicono.

Reynolds: È simile al modo in cui si usa la parola “passera”.

Jackson: Quando venni a Londra per fare Ragtime nel 1980, quello era il mio biglietto da visita per far capire alla gente che ero americano. Ero alla stazione dei treni di Euston, e questi ultras si sono messi a fare dei cori rivolti a me (fa una buona imitazione di un gruppo di ultras che strillano), allora ho detto tipo. D’accordo, figli di puttana! E quelli hanno fatto, “Oh, è americano!”

Reynolds: Io la uso più che altro come un’espressione di dolore. (Lentamente) “Figlio….di…..puttana”

Jackson: È così versatile, dipende da come lo dici. Può esprimere rabbia: “Figlio di puttana!”. Può esprimere incredulità (scuotendo la testa) “Figlio di puttana……”. Può anche esprimere affetto (con gioia) “Allora come va, figlio di puttana?” È un verbo, un aggettivo, un sostantivo. Può essere qualsiasi cosa.

Reynolds: In effetti l’unico momento in cui non lo puoi dire è mentre ti stai realmente facendo tua madre. Lì sarebbe strano.

Andiamo avanti. Ryan, non c’è niente che somigli a questo film nel tuo CV……

Reynolds: È vero. Ho fatto film dove ero il protagonista e altri in cui facevo parte di un cast più corale, ma non ho mai partecipato a un buddy movie. Mi piaceva il fatto che fosse una commedia d’azione di razza pura, che filava via liscia e sicura. Nessun espediente, solo personaggi e azione.

Jackson: Inoltre ci era permesso di abbellire i personaggi a nostro piacimento, per renderli più umani. Quando hai due tizi seduti insieme in macchina, devono avere qualcosa per tenere alta l’attenzione del pubblico.

Una cosa che fate in macchina è cantare. Ryan, tu eri fissato con All That She Wants degli Ace of Base.

Reynolds: Ho cantato quella canzone dieci volte peggio dell’originale, il che la dice lunga.

E tu, Sam, ti sei lanciato in un’interpretazione di Hello di Lionel Ritchie.

Jackson: Sì, in realtà avevo chiesto di intonare quella canzone nel film. Ho telefonato a Lionel e quello ha risposto: “Certo, vai pure”. Non gli ho detto però che alla base di quella scena c’era una grossa scazzottata in un bar dove si vede questa donna (Sama Hayek) che prende a calci la gente mentre canta: “Hello, is it me you’re looking for?”.

Come è stato fare coppia insieme? 

Jackson: È stato divertente come pensavo

Reynolds: (A Jackson) Hai risposto in modo carino. È stato divertente L’alchimia non è qualcosa che ci si inventa.O c’è, o non c’è.

Ryan, quand’è stata la prima volta che sei venuto a conoscenza di Sam come attore?

Reynolds: Credo sia stato con Una Vita al massimo. Semplicemente è saltato fuori dal nulla e ha spalancato un buco nello schermo. Ricordo che pensai: “Chi diavolo è questo tizio?”.

Jackson: Tony Scott (il regista) voleva che facessimo quella scena e nella sceneggiatura c’era questo ntero passaggio dove si parlava di cunnilingus e tutto il resto. Nel momento in cui entro, Gary Oldman mi chiede: “Big D, tu le lecchi le passere? E allora dico: “Certo amico, lecco le passere, lecco i culi, lecco ogni fottuta cosa”. Quella battuta non era nello script, avevo solo detto la prima cosa che mi era venuta in mente. Dopo dissi a Tony: “Questa roba non finirà mai nel film”. E lui rispose: “Sì, si, certo, ma è grandiosa”. Rimasi sorpreso che avessero mantenuto la mia parte.
  
E Sam, quand’è che Ryan è entrato per la prima volta nei tuoi radar?

Reynolds Più o meno nelle quattro settimane di ripresa di Come Ti Ammazzo il Bodyguard.

Jackson: Ricordo di aver avuto molte conversazioni a proposito di lui prima di vedere il suo lavoro…

Reynolds: Non mi piace la piega che sta prendendo l’intervista.

Jackson: E mi ero fatto un’idea solo basandomi su quello che era stato scritto e detto su di lui. Bisognerebbe sempre aspettare, e guardare prima il lavoro.

Ryan, è stato strano essere votato l’uomo più sexy del mondo dalla rivista People nel 2010?

Reynolds: Ho solamente pensato che i miei fratelli maggiori mi avrebbero picchiato. Chiunque tu sia, un attore, uno scrittore, uno sportivo, penso sia anormale ridotto a essere un titolo di tre parole, in qualsiasi circostanza, a meno che tu non sia, faccio per dire, Lebron James (il giocatore di basket soprannominato “Il Treno L”). Sarà sempre strano vedere la tua faccia stampata nella copertina di una rivista.

Qual è il segreto di un buon buddy movie

Jackson: Mi piacciono i film di questo tipo. Adoro Prima di Mezzanotte. E Arma Letale con Mel Gibson e Danny Glover.

Reynolds: 48 ore. E penso anche a Bing Crosby e Bob Hope. Quel tipo di intesa. Incredibile.

Jakson: In Die Hard – Duri a Morire il mio compito era essenzialmente interpretare un membro del pubblico dentro un film di Die Hard, ossia andare in giro con John McClane e reagire come avrebbe fatto una persona comune buttata nella mischia insieme a un pazzo che ama le pistole. Ma la cosa più vicina a questo l’ho fatta con Spy. Lì stavo molto tempo in macchina con Geena (Davis). Quei ilm sono divertenti se ti piacciono i personaggi della storia. Prendi Come Ti Ammazzo il Bodyguard: anche se interpreto un killer, sono un killer simpatico. È una cosa che cerco di fare con quei personaggi che si presume siano spregevoli, come Ordell in Jackie Brown. Una persona molto cattiva, ma con cui ti fa piacere passare del tempo.

Reynolds: Già! Siamo tutti gli eroi della nostra storia personale.

Come Ti Ammazzo il Bodyguard Empire

 

Entrambi vi siete cimentati in un sacco di azione, qui. Qual è il vostro rapporto con gli stunt? 

Jackson: Per questo film, un tizio si è lanciato al mio posto da un edificio e ha scavalcato una scala. Quel tipo fa parkour – è in grado di fare ogni genere di cosa.

Reynolds: Era veramente pazzesco. Quel tipo ha le molle addosso.

Jackson: Ma è Kiante (Elam) la mia personale controfigura. Lui viene da una famiglia di stunt. Suo padre è stato una delle prime controfigure di colore a Hollywood. Idem i suoi fratelli, tutti stuntmen È cresciuto saltando dai tetti e distruggendo auto,ed è molto bravo in quello che fa. Inoltre mi somiglia molto fisicamente, il che è grandioso. Il fatto è che io non ce la faccio proprio ad alzarmi in piedi e fare un salto mortale.

E per quanto riguarda te, Ryan?

Reynolds: Nel momento in cui mi sono infilato i pantaloni, ho davvero già fatto tutto quello che avevo in programma per la giornata. Oggigiorno le cineprese sono talmente definite e ti stanno così vicine. Non è più come ai vecchi tempi, con l’esplosione ripresa in campo lungo e questo tizio . con addosso lo stesso vestito anche se pesa 40 chili in più – che vola dall’inquadratura. Oggi è tutta un’altra storia.

Jackson: O se si tratta di una ragazza, in realtà è un tipo con una parrucca in testa, e a te viene da dire: “Accidenti, che tipa atletica!”

Reynolds: Qualche brutta ferita me la sono fatta anche io durante gli stunt. In Safe House – Nessuno è al sicuro mi sono rotto un paio di vertebre cervicali. È stata una brutta situazione. Mi ricordo il dottore seduto nel suo studio – era circa la settima volta che mi presentavo da lui quell’anno –  che sta scribacchiando qualcosa sul suo ricettario, poi strappa via la nota sul figlio e c’è scritto “stuntman”. Ok, ricevuto il messaggio. Per questo, adesso ho ben quattro tizi  differenti che vengono sempre con me. Per fortuna in questo film non è successo nulla di allarmante.

Nessuno di voi due assume guardie del corpo?

Reynolds: (rivolto a Jackson). Tu non hai bisogno di una guardia del corpo perchè la gente ha visto i tuoi film. Guardaci, siamo due tipi ben piazzati. Mi sentirei in imbarazzo ad avere una guardia del corpo.

Jackson: L’aggressività cambia da paese a paese. In Francia la gente si accampa fuori dall’hotel e si mette a schiamazzare il tuo nome. In Germania ti viene davvero voglia di avere una guardia del corpo, perchè i tedeschi diventano aggressivi ogni volta che vogliono la loro merda autografata. Ma la maggior parte delle volte mi sento a posto.

Reynolds: Se mai dovessi portarmi dietro l security, l’unico omento sarebbe quando vado al Comic Con di San Diego, perchè lì ti serve davvero qualcuno che ti aiuti a percorrere 30 metri.

Jackson: La prima volta che sono stato a Johannesburg avevo l’abitudine di andarmene in giro a bordo di una macchina a prova di proiettile, e quel genere di stronzate. Cinque uomini vennero a prendermi all’aeroporto. Uno di loro ha cominciato a dire (imita l’accento sudafricano): “Mike sarà sempre alla sua destra perchè estrae la pistola con la destra. Io sono mancino, quindi starò sempre alla sua sinistra. Se a un certo punto proviamo a farla accucciare per terra, ce lo lasci fare. Non. Faccia. Resistenza. E io: “Che cazzo è? Sono qua per una conferenza stampa, amico”.

Reynolds: Sudafrica, la partita è chiusa bello.

Jackson: Questo era vero quando era finito l’apartheid. Johannesburg era ridotta che sembrava il Far West. Furti d’auto con le persone a bordo. Non ho idea se sia un mito oppure no, ma ho sentito dire che avevano delle auto dove, se qualcuno si avvicinava, era possibile premere un bottone con cui azionare un lanciafiamme.

Reynolds: (rivolto a Jackson) Sarei stata una fantastica guardia del corpo per te a Johannesburg. Mi sarei preso un proiettile per te. Ok, un proiettile no. Mi sarei preso un’arancia in faccia per te.

Come Ti Ammazzo il Bodyguard Empire

 

Questo film vi fa girare per l’Europa come il personaggio di Clark Griswold di National Lampoon’s Vacation. Cosa avete imparato?

Jackson: Che Anversa ha una meravigliosa cattedrale. veramente bellissima, sembra un museo. Ho tutte queste foto che ho fatto col mio telefono. È veramente bellissima, sembra un museo. Sono andato in giro per tutte quelle piccole strade piene di ristoranti. Hanno un ristorante all you can eat specializzato in barbecue texano. Te ne vai letteralmente in giro con una pila enorme di costolette, e dopo che hai finto con la tua ciotola piena di ossa, puoi di nuovo riempirti il piatto. Una cosa pazzesca.

Reynolds: Gesù. In Belgio sanno come prepararlo, il barbecue texano. Sam, quando vai in Europa, la gente ti fa domande a proposito del sistema metrico decimale di Pulp Fiction?

Jackson: La gente dice: “Sai come chiamano un quarto di libbra con formaggio in Francia?” E allora rispondo: “No, come?”, che è quello che dico nel film. La maggior parte dice: “No, dai, amico!” Solo sei o sette persone si sono accorte che sto ripetendo la battuta del film, e rispondono: “Oh, Royale con formaggio”. E sono così contenti perchè  abbiamo ripetuto il vero dialogo del film.

Già che ci siamo, visto che interpretate entrambi dei personaggi Marvel, quante delle vostre conversazioni con le persone iniziano con “chi vincerebbe in uno scontro tra..  “?

Reynolds: Un sacco. È fantastico pensare che hai queste conversazioni quando sei in seconda media e continui ad averle quando sei grande, grosso e pistolone. Io i film (di Deadpool) li scrivo, per cui gran parte della mia giornata la trascorro facendo questo genere di conversazioni. E adoro tutto questo.

Jackson: Sono d’accordo. Va a finire che sei in grado di dire quali sono i bambini che leggono i fumetti e quali non lo fanno.

Reynolds: Chi vincerebbe in un combattimento? Deadpool si rigenera, amico.

Jackson: Io direi solo: “Vieni qui. Voglio che combatti con questo tipo verde (riferito a Hulk) e vediamo come te la cavi. Oppure lo spedirei a casa di Tony Stark e lì lo prenderei un pò a sberle.

Reynolds: Come un figlio di puttana. E così siamo tornati al punto di partenza.

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