Wonder Woman: azione sì, ma con l’anima dentro

Wonder Woman: azione sì, ma con l’anima dentro

A ben guardare, a volte i migliori film d’azione non sono esattamente film d’azione in senso stretto. Nel senso che un film puramente action alla fine sarà una somma di grandi scene action, nella migliore delle ipotesi. Ma esiste la possibilità di girare scene molto spettacolari e allo stesso tempo considerarle un mezzo e non un fine. Questo semplice accorgimento cambia tutto nel quadro finale. Patty Jenkins, la regista di Wonder Woman parla di come le scene d’azione del film lo distinguano da quelle degli altri cinecomic.

Ogni scena d’azione avviene dal suo [di Wonder Woman] punto di vista ed è utile alla sua storia. E quindi non c’è mai stato un momento in cui noi uscivamo fuori dal contesto e dicevamo “guarda che spettacolo!” Lei assiste a una battaglia sulla spiaggia che scuote il suo mondo e modifica la sua percezione di cosa sia la guerra. Poi arriva nel mondo dell’uomo e vede una guerra che tutti dicono essere impenetrabile e non si può fare nulla in merito e lei dice ‘Cosa posso fare per questa cosa?’ Quindi è questo il lato divertente, e rende la cosa come le altre che ho fatto, perché pensi ‘Questo è il mio personaggio, questo è il viaggio che stanno facendo, come voglio farne esperienza e come la fai tu?’

Una cosa di cui soffrono i blockbuster dell’era digitale è l’eccesso di azione, che spesso diventa un film nel film invece che contribuire alla visione di insieme. Dalle parole della Jenkins, sembra che in Wonder Woman dobbiamo aspettarci un approccio molto più personale, in cui l’azione resta dentro alla storia e contribuisce alla definizione del personaggio. Per quante acrobazie si possano inventare, non esiste modo più efficace di alzare la posta in gioco per i protagonisti.

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