Resident Evil 7: Biohazard – Recensione

Resident Evil 7: Biohazard – Recensione

REGISTA Koushi Nakanishi

CAST Todd Soley, Katie O’Hagan

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Sarà anche il franchise che ha dato inzio al genere videoludico del survival-horror, ma dobbiamo proprio dire che negli ultimo anni Resident Evil aveva perso la propria identità. Per fortuna però, Resident Evil 7: Biohazard segna un importante cambio di approccio. Addio alle sequenze di azione in stile Michael Bay e bentornato invece a un mood orrorifico della serie “ti faccio diventare la spina dorsale di gelatina” che ci riporta finalmente in un gameplay confinato in spazi chiusi.

Una dimensione che ci riporta alle origini di Resident Evil, ai tempi della PS1, e che ne rappresenta la vera forza simbolica. Fin dall’attacco, quando il giocatore si trova a esplorare una casa della Louisiana apparentemente abbandonata, l’atmosfera è molto claustrofobica, decisamente inquietante e capace di generare una tensione costante. Inoltre le versioni per PC e PS4 offrono la possibilità di giocare in modalità Virtual Reality, un’opzione che innalza l’angoscia e i sussulti sulla sedia a livelli da infarto. Bè, noi vi abbiamo avvertito.

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