Sin dall’annuncio di questo sequel Jumanji aveva fatto indignare i fan dello storico film di Robin Williams, ma il gioco da tavola diventa un videogame in cui i ragazzi si trovano catapultati all’interno vivendo una partita completamente diversa. “Jumanji – Benvenuti nella Giungla” è il classico esempio di come anche il cinema più trash possa diventare un discreto prodotto di intrattenimento, soprattutto grazie alla prova di Dwayne Johnson e Jack Black che ancora una volta si mostrano camaleontici e divertenti.

Jumanji è uno dei capolavori degli anni ‘90, un film che ha assunto quasi un che di divino per i suoi fan specie dopo la prematura scomparsa dell’inimitabile Robin Williams. Alle prime notizie di un sequel della saga in cui il protagonista sarebbe stato Dwayne “The Rock” Johnson i fan sono insorti da subito contro l’opera, ma bisogna dire che dopo la visione di Jumanji – Benvenuti nella giungla di Jake Kasdan in tanti si sono dovuti ricredere. Il nuovo Jumanji ha degli aspetti originali rispetto al primo e non si prende mai sul serio con una comicità trash che già il regista aveva sfoggiato in Sex Tape, ma che qui coniuga anche a una discreta dose di action.

La prima differenza sostanziale è nel salto di tempo generazionale tra il primo e il nuovo Jumanji, infatti il gioco da tavola si trasforma in una classica cartuccia per NES tanto in voga nel 1996 . Il nuovo protagonista è Alex, che aveva snobbato i vecchi dadi ma decide di prendere in mano il joystick e di giocare scomparendo all’interno dello schermo.  Nick Jonas nella trama sarebbe dunque un novello Robin Williams pronto a tornare nel mondo reale per farsi aiutare a finire la partita, ma come detto siamo all’interno di un film diverso e quando nel 2016 quattro ragazzi in punizione a scuola decidono di passare il tempo giocando ad un vecchio videogame sono loro ad essere catapultati all’interno finendo nella giungla di Jumanji. I quattro ragazzi sono uno diverso dall’altro, ma quando si ritrovano nel videogame diventano avatar che assumono le qualità dei loro rispettivi amici in un passaggio in cui la capacità di adattamento e l’invito alla tolleranza per il diverso sono forse il punto meno trash del film.

jumanji benvenuti nella giungla, recensione, jake kasdan, the rock, recensioneDa questo momento in poi parlare del primo Jumanji diventa superfluo perché nulla è come prima, tant’è che forse se si fosse chiamato in un altro modo nessuno avrebbe azzardato fare delle assonanze tra i due. I ragazzi prendono dunque vita come avatar prendendone anche le fattezze fisiche, ed è per questo che probabilmente i due più divertenti sono Dwayne Johnson e Jack Black rispettivamente nella vita reale un super nerd “sfigato” e una sexy bambola sempre aggiornata sull’ultimo filtro alla moda per Instagram. I cambiamenti riguardano anche gli altri due ragazzi del gruppo, da giocatore di football ad intelligenze zoologo e da ragazzina insicura a sexy cacciatrice assassina di uomini.

Il viaggio di Jumanji è il più classico dei videogame con più livelli che si susseguono, anche se qui c’è da dire che la pur buona parte action è abbastanza scontata anche se supportata da dei dialoghi brillanti in cui le risate sono assicurate. Jumanji sceglie di non diventare soltanto un film pieno di action, ma anzi continua a svelare delle sfumature dei nostri protagonisti presentandoceli anche sotto aspetti inaspettati all’inizio facendo così diventare un viaggio di sopravvivenza anche di formazione capace di non far perdere quasi mai il sorriso. La pecca maggiore, ci dispiace dirlo, è per il villain erede di Van Pelt di JohnatanHyde interpretato da Bobby Carnevale che non si vede quasi mai e ci lascia l’amaro in bocca per il mancato scontro con Dwayne Johnson. Un film dunque come tanti questo Jumanji, ma sicuramente un’opera strutturata diversamente dall’originale e capace di regalare quel divertimento trash che se preso così com’è funziona regalando intrattenimento dall’inizio alla fine.

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