Vice: cosa aspettarsi dal film con Christian Bale e Amy Adams?

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La casa di produzione Annapurna ha calato un poker di assi, organizzando nel corso della giornata di sabato e domenica al Bruin Theatre di Westwood alcune proiezioni di Vice, il biopic su Dick Cheney, Vice Presidente degli Stati Uniti durante l’amministrazione Bush, diretto da Adam McKay.

A giudicare dalla reazione dei presenti e dalla qualità della pellicola, possiamo dire che dovremo attenderci nomination certe per Christian Bale e Amy Adams, grandiosa nel ruolo della moglie di Cheney, Lynne.

Ma per questo titolo occorre attendersi altre potenziali nomination, tra cui quella per miglior film (McKay), miglior sceneggiatura e migliore regia, editing, original score (di Nicholas Brittell) e miglior attore non protagonista, un Sam Rockwell straordinario. A ben guardare è proprio l’intero cast del film a dover essere considerato notevole, nessuno escluso, compreso il buffo e patetico Donald Rumsfeld interpretato da Steve Carell. Il film racconta un pezzo della storia recente degli Stati Uniti e i retroscena della sua politica; un biopic che ha anche la forza di essere piacevole, a tratti divertente e originale. Oltre a descrivere in modo estremamente lucido l’uso e l’abuso del potere a Washington DC.

Il merito è tutto di McKay, che ha trovato il modo di far passare un messaggio così serio ed a tratti drammatico, vestendolo con i toni leggeri della commedia. Il regista non è estraneo ai piani alti delle nomination grazie alla sua precedente collaborazione con Bale in La Grande Scommessa, che ha fruttato la nomination come miglior sceneggiatura per McKay, oltre a quelle per Miglior Film e per Bale come supporting actor.

Al termine della proiezione, McKay, Bale, Adams e Tyler Perry, che interpreta il segretario di Stato Colin Powell in un ruolo piccolo ma significativo, si sono resi disponibili per un breve incontro con i media nel corso del quale Bale ha definito la sua presenza nel ruolo di Dick Cheney come una “sfida quasi impossibile” e di come Adam sia “un pazzo geniale.”

Nel periodo di ricerca sui personaggi del film, nonostante il cast non abbia avuto la possibilità di incontrare i Cheney, la Adams ha fatto notare come su Lynne vi fosse molto materiale a disposizione e come questa le ricordasse sua nonna.

A differenza degli altri, Perry è riuscito a confrontarsi con Powell, definendo l’incontro “molto utile nella costruzione del personaggio.”

Per McKay, questa è stata l’occasione per fare qualcosa di diverso. “C’e’ la convinzione diffusa che occorra per forza produrre e vedere film divertenti. E io ho desiderato rompere con questa regola. Forse perché sono anche un po’ secchione e mi piaceva lavorare confrontandomi con la storia. A ben pensare, la grandezza del cinema risiede nel fatto che non obbedisce a nessuna regola, tranne a quella se funzioni un’idea funzioni o meno al botteghino.” Di sicuro sentiremo parlare ancora molto di questo titolo.

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