Una storia senza nome – il film di Roberto Andò fuori concorso a Venezia 75

Una storia senza nome – il film di Roberto Andò fuori concorso a Venezia 75

Circa cinquant’anni fa un velo di mistero stava per travolgere Palermo. Quel capitolo rimasto impresso nella storia contemporanea sarà al centro del prossimo progetto cinematografico di Roberto Andò: Una Storia Senza Nome. È notte fonda nel capoluogo siciliano, quando all’interno dell’Oratorio di San Lorenzo accade l’inaspettato. Il dipinto Natività con i Santi Lorenzo e Francesco d’Assisi di Michelangelo Merisi, conosciuto ai più come il Caravaggio, scompare dal santuario, privando il mondo di uno dei suoi capolavori artistici. Da quel giorno la celebre opera del pittore non ha più visto la luce, avvolta dall’oscurità e dalle speculazioni nel corso degli anni.

Non si sa infatti molto in merito a quel colpo avvenuto il 17 ottobre del 1969. L’unica certezza è che sia stato un furto compiuto da Cosa Nostra, con modalità e dinamiche ancora sconosciute. Per molto tempo si pensava che il capolavoro fosse andato perduto, come alcuni pentiti hanno più volte affermato durante le deposizioni. Questo alternarsi di notizie è balzato sulle principali testate nazionali elevando il fatto avvenuto al termine degli Anni ’60 al pari di un mito. Uno dei primi riguardava l’ex boss Francesco Marino Mannoia, che dichiarò al magistrato Giovanni Falcone di essere stato tra gli artefici della rapina. Il quadro, secondo la sua testimonianza, aveva subìto dei gravi danni durante la sua rimozione, portando i membri del clan a decidere per la sua completa distruzione. Tutto vero, o è un ennesimo tentativo di depistaggio? Le rivelazioni che di lì a poco emergeranno non faranno altro che alimentare la leggenda dell’opera scomparsa. Secondo Giovanni Brusca, la Natività è stata persino al centro della trattativa Stato-Mafia. Secondo il collaboratore di giustizia, Cosa Nostra avrebbe riconsegnato il dipinto, a patto che le istituzioni romane riducessero le pene dell’articolo 41-bis che colpivano i mafiosi detenuti nelle carceri di massima sicurezza.

Il valzer di Caravaggio continua nel 2009 quando Gaspare Spatuzza, un altro ex membro di Cosa Nostra, riporta al centro della cronaca la famigerata vicenda della Natività, mettendosi nelle fila di chi, come Mannoia, sostiene che il quadro rappresenta solo un ricordo lontano. L’ultima, forse decisiva, spiegazione in merito alla scomparsa dell’opera d’arte a Palermo arriva dalle parole del criminale Gaetano Grado, avvalorando quella piccola speranza mantenuta viva da molte persone. Il quadro, conclude il pentito, non è andato distrutto, ma è stato scomposto in molte parti per essere infine venduto all’estero nel mercato illegale. Una trama praticamente già scritta per il cinema e degna dei grandi polizieschi, visti gli intrecci e i punti rimasti ancora oscuri. Proprio questa storia, consegnata da un ex poliziotto (Renato Carpentieri), incrocerà la strada di Valeria (Micaela Ramazzotti), una giovane segretaria di un produttore che scrive per uno sceneggiatore di grossa fama, Alessandro (Alessandro Gassmann). Una Storia Senza Nome recita il titolo, ma sono proprio racconti come questi che nascondono ogni genere d’insidie. Non si potrà più tornare indietro; l’alternativa è una sola: terminare il percorso.

Il trailer di Una storia senza nome

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