Deadpool 2 – Le tecniche di combattimento

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Grande umorismo scorretto e un fiume di parole non devono farci scordare che Deadpool e soci menano forte. Ecco come.

Oltre a saper usare molto bene la lingua, essendo di norma un gran chiacchierone durante i film, Deadpool ha alle spalle una carriera come soldato nell’esercito americano. Sa usare bene le armi, su questo non ci sono dubbi al riguardo, ma il suo bagaglio si è nel tempo arricchito di tecniche di arti marziali all’avanguardia e spettacolari. Oltre a rompere la quarta parete, Wade Winston Wilson è capace di mettere in seria difficoltà gli avversari che trova nel suo cammino. Molti potranno obiettare sull’effettiva utilità di queste tecniche, essendo che il nostro caro anti-eroe di quartiere ha una qualità che non tutti (a parte Wolverine) possiedono. Deadpool può infatti rigenerarsi in continuazione dopo i ripetuti colpi mortali ricevuti durante gli scontri. Di conseguenza difficilmente può lasciare facilmente il mondo terreno, ma non per questo il personaggio interpretato da Ryan Reynolds è immune ai dolori lancinanti nel momento in cui un proiettile,una spada, o una battuta non proprio riuscita,lo colpisce nei punti di maggior debolezza. Poi passa, certo, ma il male si sente, con il rischio che anche il più simpatico dei supereroi Marvel, uno con cui passare una serata tra amici, si trasformi in uno spietato assassino.

Per non rischiare di essere trafitto ripetutamente dai nemici, imparare i segreti per difendersi da loro è forse la cosa più salutare per ottenere benefici per il proprio corpo. Non si ha sette vite come i gatti, e neppure infinite come Deadpool. Nel corso dei due lungometraggi diretti rispettivamente da Tim Miller e David Leitch, sono presenti infatti scene d’azione mozzafiato che tengono il pubblico col fiato sospeso, in attesa di quello che succederà nella sequenza successiva. Tra queste, spiccano le scene di combattimento che ricordano i grandi classici degli arti marziali degli anni ’80. I film di Deadpool riescono tuttavia a compiere un passo in avanti, mischiando tecniche variegate e provenienti da ogni angolo del mondo, come quelle sottoelencate.

 

– Kendo

La prima, la più palese, riguarda il Kendo, un’arte marziale di origine giapponese usato dai più validi samurai dell’isola. Questa tecnica è spesso utilizzata da Deadpool, viste le sue abilità e le sue caratteristiche nell’arte del combattimento.  Il personaggio non va in giro per i quartieri della città senza di loro, le sue due katane, che rappresentano un’estensione diretta delle sue braccia in grado di mettere a segno colpi imprevedibili e da cardiopalmo. Non saranno per niente felici gli avversari quando quelle spade sono in azione e non dentro la propria custodia.

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– Wing Chun

Avete presente Yip Man, il maestro delle arti marziali del Wing Chun di uno degli attori più celebri di questo genere cinematografico come Bruce Lee? L’insegnante, considerato il migliore per quella determinata disciplina, è stato protagonista della saga hongkongese Ip-Man, interpretato da Donnie Yen, visto in produzioni occidentali come Rogue One. Quello stile viene più volte inserito nelle strabilianti sequenze con al centro il nostro eroe. Il WingChun è considerato uno degli stili più completi e immediati da imparare, che non fa affidamento al solo uso della forza, ma è capace di adattarsi alla specifica situazione usando entrambi gli arti.

 

-Kickboking

Il kickboking è forse la tecnica più conosciuta e visibile nel film di Deadpool. È uno sport molto praticato in ogni angolo del globo, ma ha un’origine precisa. Nasce ufficialmente in Giappone, negli anni ’60, edè capace di unire due diverse culture, oriente e occidente, mettendo insieme le diverse qualità di ogni disciplina sportiva. C’è il pugilato, con la possibilità di usare solo le mani per infliggere un colpo all’avversario, ma c’è anche l’armonia dello stile asiatico che ha dato vita alle innumerevoli tecniche di arti marziali viste sul grande schermo.

 

– Wrestling

Non si può non citare quest’ultimo, uno sport tanto caro al pubblico americano e occidentale, tanto da accrescere giorno dopo giorno il pubblico presente ai vari incontri. C’è chi non lo ritiene uno sport vero, ma poco importa. Il Wrestling è sinonimo di spettacolo, di emozione e passione verso gli idoli presenti sul ring, un aspetto che non può mancare in un lungometraggio come Deadpool, dove tutti i personaggi possiedono una caratteristica originale e atipica. Lo stesso personaggio si trova in un ring, anche se diverso da quello classico, e dovrà fare i conti non solo con gli sfidanti, ma anche con le proprie paure. Troppo melò? Non resta allora che rendere il film più diretto, con acrobazie e mosse aeree che si vedono solo in televisione.

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