Il Signore degli Anelli – Harvey Weinstein minacciò di cambiare Peter Jackson con Quentin Tarantino

Il Signore degli Anelli – Harvey Weinstein minacciò di cambiare Peter Jackson con Quentin Tarantino

Con lo scandalo che ha travolto il produttore americano Harvey Weinstein, stanno gradualmente uscendo alcune indiscrezioni piuttosto rilevanti in merito al suo ruolo e alla sua influenza all’interno dell’industria cinematografica. Moltissimi appassionati di film ormai conoscono come alcuni film abbiano realmente lasciato il segno nell’intera storia del cinema. Uno di questi è sicuramente la trilogia de Il signore degli anelli, tratto dall’omonimo romanzo di J. R. R. Tolkien e che ha ottenuto nel tempo ben 17 Oscar complessivi (11 dei quali con solo Il ritorno del re), e quasi 3 miliardi di dollari a fronte di un budget di 281 milioni. Un lieto fine meritato, considerato il tragitto non proprio sereno del progetto. Come già trapelato in precedenza, le prime scintille tra il regista e Harvey Weinstein iniziarono sin dalle proposte degli interpreti da inserire nel cast. All’epoca era infatti Miramax, la società di Weinstein, a detenere i diritti del film, e dopo un incontro tra l’autore e il produttore, era stato deciso di cancellare Ashley Judd e Mira Sorvino dalla lista degli attori per il film. Il motivo: erano inaffidabili. Jackson all’epoca non andò a fondo alla questione, ma capì solo ora le reali motivazioni che spinsero il capo dello studio a toglierle dall’elenco.

“Ricordo che Miramax ci ha detto che era un incubo lavorare con loro e che dovremmo evitarli a tutti i costi. Questo era probabilmente nel 1998. All’epoca non avevamo motivo di mettere in discussione ciò che questi ragazzi ci stavano dicendo – ma a ben vedere, mi rendo conto che questa era molto probabilmente in pieno svolgimento la campagna diffamatoria di Miramax. Ora sospetto che ci siano state fornite false informazioni su entrambe queste donne di talento – e come risultato diretto i loro nomi sono stati rimossi dalla nostra lista durante la fase del casting”.

I problemi non finirono qui, perché al centro della bufera ci finì persino l’autore neozelandese, come rivelato dallo scrittore Ian Nathan nel libro Anything You Can Imagine: Peter Jackson & The Making of Middle-Earth. L’occasione fu la scelta di dividere Il signore degli anelli in due capitoli distinti, una decisione che Weinstein non la prese di buon occhio. Secondo quanto sostenuto nel testo, questa scelta di stilare ben due sceneggiature era stata piuttosto dispendiosa, perdendo (secondo il parere del produttore) 12 milioni di dollari. Non essendoci più denaro a disposizione, Weinstein aveva messo Jackson di fronte a un bivio: realizzare un solo lungometraggio di due ore, o abbandonare l’idea lasciando spazio ad altri registi di alto profilo, come John Madden o Quentin Tarantino. A confermarlo, è Ken Kamins, che all’epoca era stato chiamato da Weinstein a supervisionare il progetto:

“Harvey era tipo, ‘o lo fai così, o sei fuori’ e ho pronto Quentin per dirigerlo”

A offrire ancora più dettagli su una gestione davvero travagliata da parte di Miramax è il diretto interessato. Jackson ricevette una nota dalla società sostenendo la necessità di girare un film con un approccio “molto più semplificato e radicale” rispetto a quanto lui stesso aveva descritto, una scelta che avrebbe messo i fan sul piede di guerra.

“Era praticamente certo che avrebbe deluso ogni singola persona che ha letto quel libro”

In pratica, se Il signore degli anelli fosse stato ancora sotto il controllo di Weinstein, probabilmente non avremmo visto scene come quelle al Fosso di Helm, o quelle con al centro Gandalf di fronte al malvagio Balrog. In più, Eowyn avrebbe sostituito Faramir come la sorella di Boromir, e, fatto ancora più inquietante, era persino in bilico il ruolo di Saruman, uno dei personaggi centrali del testo di Tolkien. Fortunatamente non andò così, con il cineasta che, dopo alcuni momenti di riflessione, decise di rispondere a Kamins di non essere interessato a questo tipo di imposizione da parte del capo di Miramax.

“Preferiamo avere le nostre vite, fare i nostri film e non occuparci più di questa spazzatura, dì ad Harvey di andare avanti e fare il suo film e buona fortuna”.

Fortunatamente per Jackson (e per noi), i fatti andarono per il verso giusto grazie all’aiuto di Ken Kamins, che consigliò a Weinstein di offrire al regista la possibilità di proporre Il signore degli anelli ad altre case di produzione come New Line Cinema, interessata più che mai a un’intera trilogia. Ma questa è un’altra storia.

Fonte: Indiewire, Stuff

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>