Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello: Cinque curiosità che (forse) non sapete sul film

Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello: Cinque curiosità che (forse) non sapete sul film

Il 18 gennaio del 2002 usciva in Italia “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello“, un film (presto arriverà anche la serie prodotta da Amazon) destinato a cambiare per sempre la storia del cinema aprendo la strada alla trilogia più premiata di tutti i tempi. Il genio di Peter Jackson ha deciso di realizzare un’opera a cui soltanto l’animazione aveva osato avvicinarsi nel 1978 con l’opera animata di Ralph Bakshi, oggi considerato un cult ma all’epoca poco apprezzato soprattutto in Italia dove l’opera del professor J.R.R Tolkien non era ancora così amata. Il regista neozelandese decise già dopo averlo letto a 18 anni in sole 12 ore durante un volo che un giorno avrebbe voluto realizzarne un film e l’occasione gli si è presentata quando la Universal gli rifiutò il remake di “King Kong” permettendogli di concentrarsi su questo ambizioso obiettivo. Il resto è storia con un’opera entrata nella cultura pop contemporanea e capace riscrivere la storia del genere fantasy, che prima era considerato una nicchia per pochi. Potremmo definire la trilogia di Peter Jackson come il nuovo “Guerre Stellari”, ma anche come semplicemente l’opportunità di riscoprire maestri dimenticati in grado di dare forma a nuovi mondi con un loro linguaggio e i loro abitanti. Peter Jackson ha reso omaggio come nessun altro avrebbe potuto fare a “Il Signore degli Anelli” di J.R.R Tolkien, ecco cinque curiosità sul primo capitolo de “La Compagnia dell’Anello”.

1 – La trilogia de “Il Signore degli Anelli” doveva essere un solo film

Peter Jackson e sua moglie Fran Walsh, entrambi sceneggiatori che collaborano insieme per ogni film, pensavano che nessuno studios avrebbe mai autorizzato un progetto della portata de “Il Signore degli Anelli” nella loro visione integrale. Quando iniziarono a sottoporlo agli studios presentarono due sceneggiature, una pesantemente tagliata per un solo film e un’altra molto più voluminosa da dividere in due lungometraggi. L’unico studios che all’inizio mostrò reale interesse per il progetto era la Miramax di Harvey Weinstein, che diede l’ok alla produzione di un solo film. Quando però i costi di produzione lievitarono in modo importante Peter Jackson decise di proporre il film alla New Line, che subentro alla produzione dando l’ok per la trilogia così come la conosciamo oggi. Proprio per questo motivo le riprese del primo e del secondo film si sono svolte in contemporanea, mentre quelle de “Il Ritorno del Re” che è probabilmente il capitolo più dettagliato della saga è stato girato successivamente.Il grande lavoro di produzione di Peter Jackson è stato documentato in modo esaustivo nel cofanetto Extended Cut con 15 dischi di cui 9 blu ray e 6 dvd.

 

2 – Christopher Lee l’unico a conoscere Tolkien e…a scegliere Ian McKellen

Christopher Lee è l’unico membro del cast e della crew ad aver incontrato di persona il professor J.R.R Tolkien. Questo fatto non era noto a molti fan, almeno fino ad un’intervista di Christopher Lee contenuta nella splendida Extended Cut de “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello” in cui racconta di come lo stesso J.R.R Tolkien, rimasto affascinato dalle interpretazione del leggendario attore in “Dracula”, gli avesse dato la sua benedizione nell’interpretare Gandalf in un ipotetico adattamento cinematografico. La sorpresa per Christopher Lee è stata che, una volta incontrato il regista Peter Jackson, non venne ritenuto adatto per interpretare Gandalf poiché troppo anziano. Il cineasta neo zelandese offrì all’iconico attore la possibilità di interpretare il capo dell’ordine Saruman e lui accettò, a patto che il ruolo di Gandalf fosse andato all’unico altro attore vivente che secondo Christopher Lee sarebbe stato accettato dal professor J.R.R Tolkien, l’interprete londinese Ian McKellen. Col sennò di poi la scelta di Christopher Lee e di Peter Jackson è stata quella giusta dato che entrambi hanno portato sullo schermo in modo sublime due complessi protagonisti dell’epopea fantasy, chissà se Ian McKellen abbia mai offerto una cena al collega per ringraziarlo dell’endorsment.

3 – Aragorn non voleva essere Aragorn

Viggo Mortensen è un attore con molti film all’attivo, capace di ottenere anche una nomination all’Oscar per la sua interpretazione in “Captain Fantastic”,  ma tutto il mondo lo ricorderà sempre come Aragorn figlio di Arathorn erede al Trono di Gondor. Quel che alcuni fan forse non sanno è che l’attore aveva declinato la proposta di prendere parte al colossale progetto, come ha svelato egli stesso nella Extended Cut. Viggo Mortensen non è mai stato attento ai cosiddetti “film commerciali” e aveva per l’appunto rifiutato l’offerta della produzione, salvo poi cambiare idea dopo che il figlio Henry lo invitò a leggere l’opera di J.R.R Tolkien. Il giovane era un grande fan de “Il Signore degli Anelli” e il padre si appassionò al punto da richiamare in fretta e furia Peter Jackson felice di averlo nel cast. Viggo Mortensen si è talmente identificato nelle sfumature caratteriali di Aragorn da girare anche fuori dal set durante le pause delle riprese con una spada in mano provocando non poche preoccupazioni alla crew.

4 – La Compagnia a scuola da Darth Vader

Il ruolo dello stuntman negli ultimi anni sta ottenendo il giusto riconoscimento ad Hollywood, anche perché spesso e volentieri nei cosiddetti blockbuster sono proprio questi grandi artisti a svolgere la maggior parte del lavoro. Quando si trovò a scegliere i suoi collaboratori per “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello” Peter Jackson affidò il compito di coreografo dei combattimenti con la spada di Aragorn e compagni a Bob Anderson, il più famoso della storia di Hollywood. Bob Anderson divenne una leggenda grazie al ruolo che ebbe nella saga di Star Wars in cui interpretò Darth Vader nei combattimenti de “L’Impero colpisce ancora” e “Il ritorno dello jedi”. Curiosamente quando uscirono al cinema i film George Lucas scelse di non accreditare come attore Bob Anderson nei titoli di coda, ma per motivi commerciali di tenere il solo David Prowse. Il riconoscimento ufficiale arrivò soltanto nel 1983, tre anni dopo l’uscita di Episodio V, grazie ad un’intervista rivelatrice di Mark Hamill. Fortunatamente per Bob Anderson per “Il Signore degli Anelli” è andata diversamente e lo stesso Viggo Mortensen ha dichiarato di essersi trovato benissimo con lui, che ha ritrovato ne “Il Destino di un Guerriero” del 2006. Orlando Bloom invece lo ha ritrovato anche nella saga de “I Pirati dei Caraibi”.

Orlando Bloom insieme a Bob Anderson sul set

5 – Trucco massacranti per nani e hobbit

John Rhys-Davies è uno degli attori più amati della saga de “Il Signore degli Anelli”, come abbiamo avuto modo di verificare ancora una volta all’ultimo Milano Comic Con. Peter Jackson lo ha scelto personalmente per interpretare il nano Gimli colpito dalla sua recitazione in “Indiana Jones”, ma nessuno dei due aveva fatto i conti con un piccolo dettaglio: l’attore ha dovuto subire sul set de “Il Signore degli Anelli” un massacrante lavoro di make up di ben tre ore ogni giorno sul set! Questo sarebbe stato sicuramente sopportabile per un professionista, se non fosse che John Rhys-Davies ha avuto una violenta reazione allergica che lo ha letteralmente torturato durante l’intero arco delle riprese. L’attore ha svelato di essere riuscito a stare fisicamente sul set soltanto una volta ogni tre giorni e di essere stato spesso sostituito dalla sua controfigura, che si è fatto anche al suo posto dopo il categorico rifiuto il tatuaggio che hanno tutti i membri della Compagnia. Proprio per questo motivo ha rinunciato ad interpretare Gloin nella trilogia de “Lo Hobbit”. Il povero John  non era l’unico però a dover subire il “cerimoniale” del trucco ogni mattina: Elijah Wood e i suoi colleghi Hobbit si dovevano alzare ogni giorno alle cinque del mattino per l’applicazione dei piedi giganti, durante quest’applicazione delle protesi dovevano restare anche per un’ora a gambe sospese. Probabilmente quello ai make up artist de “Il Signore degli Anelli” è stato uno degli Oscar più meritati di sempre, ma quantomeno avrebbero dovuto regalare la statuetta alle loro povere cavie.

Tanti auguri dunque a “Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello”, lì dove gli italiani 16 anni fa trovarono la loro Terra di Mezzo

 

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