Ryan Gosling compie 37 anni: ecco 5 performance da festeggiare

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Un conto è essere bravi attori, un altro è essere iconici. La magia del grande schermo non scatta solo se esegui correttamente tutte le mosse che ti insegnano i manuali, recitare non è abbastanza, occorre avere quella presenza che per ragioni misteriose riempie il ruolo e il film, un’influenza positiva su  tutto ciò che hai attorno nella sua completezza. Uno degli attori della generazione tra i 30 e 40 a possedere questo dono è Ryan Gosling. L’interprete canadese oggi compie 37 anni e, per quanto la sua carriera sia già molto ricca e brillante, tutto fa pensare che abbia ancora tanti film indimenticabili a cui prendere parte.

Se Gosling ha ottenuto un così grande successo è per via di tante ragioni. Certamente da un lato conta molto che abbia scelto i progetti giusti a cui partecipare (il che rientra perfettamente tra le qualità fondamentali di un attore, se lo chiedete a me), dall’altro, una cosa che Gosling trasmette quando recita è che non sta cercando di piacere. Lo trasmette in qualche modo anche durante le interviste, fuori dalle scene. Questo senso di indipendenza rispetto all’opinione dello spettatore è una bella risorsa, che risalta ancora di più se si considera quanti invece, nell’ambiente del cinema e dello spettacolo in generale, girano con sorrisi indelebili stampati in volto, seguendo una regola non scritta, a puro uso e consumo del loro prossimo, o costellano il loro percorso artistico di prove istrioniche a effetto, in cerca di una risposta immediata nel gradimento del pubblico.

Ma dato che è di un attore che stiamo parlando, ecco un riepilogo di cinque performance memorabili della sua carriera.

 

BLADE RUNNER 2049, di Denis Villeneuve

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Arriviamoci con un sillogismo: Blade Runner 2049 è forse la più grande scommessa vinta nel cinema di questi anni. Venirsene fuori con un sequel di uno dei film più acclamati e influenti di sempre, ci rendiamo conto? Non era mica Alien o Terminator, che sono serializzati da decenni. Blade Runner era lì, intatto, e nessuno pensava che ci volesse un seguito. Poi, quando è uscito il 2049, la critica lo ha salutato come un capolavoro o giù di lì. Ora, un film non può funzionare così bene se il protagonista è sbagliato. Questo vuol dire che Gosling non solo è un degno successore, in questo universo narrativo, del grandissimo Harrison Ford, ma anche che è riuscito ad aggiungere qualcosa, a fare il suo gioco senza replicare l’effetto dell’illustre predecessore. Una cosa che, e su questo sono più o meno d’accordo tutti, vale anche per il film intero. L’agente K è una figura complessa, che muove i primi passi verso un’umanità che desidera ma che teme non gli appartenga davvero. Non è scontato rendere tutte queste sfumature con la recitazione calma e pacata di Gosling, onore al merito quindi.

 

DRIVE, di Nicolas Winding Refn

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Se non fosse che si tratta di un (mezzo) criminale, potremmo azzardare un po’ e definirlo quasi un supereroe con un look minimalista, in borghese ma non troppo. Ryan Gosling incarna qui un autista senza nome, un pilota che garantisce la fuga ai rapinatori che lo assoldano, uno che col volante in mano non ha più limiti. Il celebrato noir diretto da Nicolas Winding Refn scolpisce quello che forse più di tutti è il personaggio simbolo della carriera di Gosling fino ad ora. Parla poco, osserva molto, tiene tutto sotto controllo e se le cose vanno storto diventa una furia. I suoi silenzi restano impressi quanto le sue esplosioni di rabbia, con un romanticismo sommerso ma persistente. Se esiste un archetipo del duro dal cuore tenero per il nuovo millennio, questo è il pilota senza nome di Drive.

 

LE IDI DI MARZO, di George Clooney

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Lasciamo stare che si tratti di uno dei film più belli di quelli diretti da George Clooney, ma qui Gosling è la ciliegina sulla torta di un cast eccellente che comprende lo stesso Clooney, il compianto Philip Seymour Hoffman, Marisa Tomei, Paul Giamatti e Evan Rachel Wood. Vi chiederete come se la cavi il buon Gosling in mezzo a tutto questo ribollire di talento. Ebbene, se la cava alla grande. Il suo personaggio è un giovane uomo molto più comune di tanti altri che ha interpretato, ma la cui discesa nei meccanismi loschi della politica e delle relazioni sociali tra i potenti viene svolta con la consueta calma e brillantezza. Quando hai un carattere definito e riconoscibile non esiste attore, per quanto bravo, che possa oscurarti.

 

LA LA LAND, di Damien Chazelle

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Non è la prima volta che affronta il genere romantico, ma questo personaggio sognante e un po’ goffo, protagonista di una sorta di favola agrodolce a suon di musical (ma neanche troppo) permette a Ryan Gosling di mostrare il suo lato più rassicurante e idealista, anche se la storia non è certo tutta rose e fiori. Forte anche dell’ottima alchimia con la sua collega Emma Stone, il nostro eroe mette in cassaforte un altro ruolo memorabile che riscuote un successo fragoroso, con la sua fiducia nell’amore e nel seguire i propri sogni. Per quanto il pubblico possa diventare distaccato e cinico, c’è qualcosa in questa visione della vita che continua a fare presa su tutti. A patto ovviamente di raccontarla bene, cosa per cui è sempre buona norma cominciare dal giusto casting.

 

IL CASO THOMAS CRAWFORD, di Gregory Hoblit

ryan gosling, blade runner 2049, drive, il caso thomas crawford, la la land, le idi di marzo

Provateci voi, a soli 27 anni, ad avere un confronto diretto davanti alla macchina da presa con un gigante del calibro di Anthony Hopkins e a non sparire nella nebbia prima che lui abbia finito anche solo la sua prima battuta. Nel 2007 esce questo legal thriller ben costruito e confezionato, in cui Gosling interpreta un giovanissimo a ambizioso avvocato alle prese con un caso complesso e dominato dall’astuzia diabolica del suo avversario, che Hopkins rende in modo elettrizzante. Per il giovane attore è un match decisivo, giocato con una concentrazione che traspare da ogni fotogramma e, ancora una volta, senza cedere alla voglia di strafare e cercare scorciatoie per ingraziarsi il pubblico.

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>