La famiglia ricomincia dal vino in Ritorno in Borgogna, il nuovo film di Cédric Klapisch

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Uscirà al cinema il 19 ottobre, distribuito da Officine Ubu, il nuovo film del regista Cédric Klapisch, a cui si devono pellicole come Rompicapo a New York, L’appartamento spagnolo e Bambole russe. La sua nuova opera, Ritorno in Borgogna, è una sorta di racconto di formazione, o meglio di ri-formazione, non tanto di un singolo personaggio quanto di una rete di legami famigliari spenti dalla vita e dalle sue varie circostanze. I rapporti umani, infatti, come il vino, sono soggetti a un fattore importante: il tempo. Lo scorrere delle stagioni, l’invecchiamento, sono tutte forze che influenzano il risultato.

Sono passati dieci anni da quando Jean ha lasciato la sua famiglia, proprietaria di un grande vigneto a Meursault, in Borgogna. Ha girato il mondo, e questa vita lo ha distratto dalle sue radici e dagli affetti. Ma quando il padre si ammala di una grave malattia, Jean decide di tornare nella sua terra, dove ritrova anche la sorella Juliette e Jérémie. La vendemmia sta per cominciare, ma proprio allora il padre muore, catapultando i tre fratelli al centro di nuove incombenze e responsabilità, tra cui quella di trovare in fretta una grossa somma di denaro per pagare le tasse di successione. In questa nuova situazione, si creano le premesse perché i fratelli recuperino il loro legame.

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Non è strano che Klapisch abbia messo a fuoco in questo film un legame tra il vino e la famiglia, visto che, come dice lui stesso:

Non c’è bisogno di girarci troppo attorno: chiaramente per me il vino è mio padre. Conosco il vino attraverso mio padre – che praticamente non beve altro che vino della Borgogna. Quando iniziai a bere (attorno ai 17-18 anni) mi fece assaggiare il suo vino. Grazie a lui ho imparato ad apprezzarlo […]. Sono cosciente del fatto che sia stato mio padre a trasmettermi la cultura del vino e questo interesse per la Borgogna. Per questo ho sempre associato il vino all’idea della trasmissione. Ho intuito che il motivo che mi avrebbe spinto a fare un film sul vino sarebbe stata la voglia di parlare della famiglia. Quello che ereditiamo dai nostri genitori, quello che trasmettiamo ai nostri figli.

Ma, agli occhi del regista francese, anche l’arte di fare cinema ha molto in comune con la produzione del vino:

Ci sono delle somiglianze incredibili tra la lavorazione del vino e quella di un film. La relazione con il tempo è simile nelle due discipline, nelle quali è necessario essere molto pazienti; girare un film è quasi come essere in un campo durante il raccolto, il montaggio è come la vinificazione: avviene nelle cantine e speri che possa invecchiare bene.

Ritorno in Borgogna si prende il tempo necessario per svolgere la sua storia, con le vicende dei tre fratelli e del vigneto che “respirano” per un intero anno sullo schermo, ribadendo come il film stesso segua i ritmi naturali, come sia stata la natura a dettare le regole, oltre che a fornire lo scenario, una fonte di ispirazione continua e discreta, con la bellezza di una terra che diventa una presenza fondamentale per una storia che non poteva essere ambientata in nessun altro posto. Quello tra storia e location è quindi un legame in più che il film celebra, oltre a tutti gli altri. Qui sotto potete vedere il trailer di Ritorno in Borgogna. Nel cast troviamo Pio Marmai, Ana Girardot e Francois Civil.

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