È un filmone in costume molto bello, in cui Judi Dench ha spazio per un paio di monologhi strepitosi accanto a un cast di caratteristi britannici davvero molto bravi. Commovente il finale e gustosa, si fa per dire, la nostalgia serpeggiante per il perduto Impero inglese, che di certo non è un argomento politically correct.

Tratto dal romanzo Victoria & Abdul di Shrabani Basu, il film racconta la vera storia straordinaria dell’amicizia tra la regina Vittoria e il giovane segretario Abdul Karim (Ali Fazal), diventato suo consigliere spirituale e devoto amico. Victoria & Abdul esplora con ironia tematiche politically correct come razza, religione e potere, mettendo in scena le assurdità dell’impero (e anche la sua nostalgia!) alla luce di un’amicizia insolita e profondamente commovente. L’anziana regina, dopo nove figli, quarantacinque nipoti, imparentata con tutte le corti del mondo, stanca, annoiata e pure un po’ delusa dalla sua grande famiglia, si incapriccia di un servitore indiano.

Nonostante Vittoria vestisse il lutto da vedova da molti anni, col giovanotto esotico nasce un’amicizia quasi amorosa molto osteggiata da tutti. Lui porta quella ventata di freschezza e novità che la fa tornare a sentirsi la ragazzina di tanti anni prima. “Non conoscevo la storia della regina Vittoria e di Abdul, non sapevo dell’affetto che la sovrana provava per il servitore indiano. Lee Hall ha scritto una sceneggiatura brillante, divertente, attuale e romantica, su diversità e classi sociali, sulla donna più potente del mondo e su un servitore musulmano. Per me era più riconducibile a Il Ladro di Bagdad che ai film britannici sull’impero anglo-indiano. Ho detto che l’avrei realizzato soltanto con Judi Dench e, con mia immensa fortuna, lei ha accettato”.

Parole di Stephen Frears, dette quando ha presentato Victoria e Abdul alla Mostra di Venezia fuori concorso, in occasione del conferimento del premio Jaeger-LeCoultre Glory to the Filmmaker, dedicato a una personalità che abbia segnato in modo particolarmente originale il cinema contemporaneo. Per Judi Dench è la seconda volta nei panni della regina Vittoria, dopo La Mia Regina (titolo originale Mrs. Brown), il film di John Madden del 1997. “Non mi sarei mai aspettata di tornare a interpretare questo personaggio. Ho un grande affetto per questo ruolo, perché prima di Mrs. Brown non avevo una carriera cinematografica. E infatti quel ruolo era nato per la tv e solo dopo era diventato un film. Quindi, quando mi hanno proposto questa storia bellissima, con un regista come Frears con cui volevo tornare a lavorare, ho trovato la proposta irresistibile”.

Abdul, di fatto il ‘diverso’, incarna il ruolo attuale dell’immigrato in una trasposizione indietro nel tempo di un problema centrale ancora oggi: il razzismo non solo nei confronti di chi viene da fuori, da altrove, ma anche nei confronti di chi è socialmente ‘inferiore’: nel film è, infatti, un servitore indiano che stringe un rapporto confidenziale con l’allora donna più potente del mondo occidentale. Quasi impensabile oggi, decisamente assurdo per la mentalità imperiale di allora.

4

Buono

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