ROCK THE KASBAH: commedia rock con uno strepitoso Bill Murray

Rock the Kasbah di Barry Levinson è una commedia rock con un superlativo Bill Murray, in onda dal 13 novembre sul canale on demand di TIMVISION. La sceneggiatura si dipana lungo la vicenda di un unico personaggio Richie Lanz, lo stile narrativo guarda con intento imitativo al precedente film di Levinson: GoodMoning Vietnam, con il compianto Robin Williams. Richie, produttore discografico e talent scout, giunto all’acme della propria carriera, assiste all’affievolirsi delle luci della ribalta, il successo è un affare del passato, ora, non gli resta che arrovellarsi e tentare un’ultima faticosa risalita. Richie investe denari e energie in un progetto discutibile e difficilmente condiviso da altri soci del settore discografico: portare Ronnie (Zooey Deschanel) rockstar emergente a esibirsi per le truppe americane in missione in Afghanistan. Ronnie si mostra titubante e una volta raggiunta Kabul, sparisce; la fuga della ragazza è l’avvio di una serie di disgrazie tragicomiche nella vita di Richie, il produttore smarrisce il passaporto statunitense, rimane solo, ha un disperato bisogno di un interprete, incappa in situazioni strampalate e rischiose. Unico bagliore di salvezza l’incontro con Salima, giovane afghana con una voce paradisiaca, l’anima business del discografico prende il sopravvento, Richie remando contro una società tradizionalista, weltanschauung chiusa e superstiziosa, famiglia dittatoriale e intransigente, spinge la ragazza a partecipare a una versione mediorientale di American Idol, Afghan Star.

Rock the Kasbah rimanda al titolo del celebre testo dei Clash Rock the Casbah, nella pellicola come nella realtà storica Levinson dissotterra un momento, particolarmente, opprimente della storia del Middle East, il divieto apposto da Khomeini all’ascolto della musica rock in Iran e la conseguente censura delle rockstar più acclamate. Il film non è il migliore di Levinson, l’interpretazione di Bill Murray è lodevole, la colpa della mancata riuscita di alcune scene che dovrebbero suscitare immediata ilarità, è da attribuire a un protagonista investito di una centralità ingombrante e narcisistica e non alla sceneggiatura tout court. Il quid aggiuntivo lo incarna la colonna sonora dai Clash, a Rebel Rebel di David Bowie, una traccia musicale composta dagli intramontabili successi Rock 70’ e 80’.

Chiara Negri

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