Clint Eastwood racconta la storia vera di come tre giovani americani hanno sventato un attacco terroristico su un treno per Parigi. Un film che poteva essere l’ennesimo racconto epico, ma è proprio la regia di Clint Eastwood a deludere, non regalando tensione e riducendo a pochi minuti la scena clou dopo averci fatto vivere un viaggio dimenticabile.

Clint Eastwood torna al cinema e racconta nuovamente una storia d’eroi americani come già fatto di recente con American Sniper e Sully. Se lì però la forza del racconto si basava su una regia impeccabile, un montaggio altrettanto perfetto e due attori protagonisti strepitosi lo stesso non si può dire del suo nuovo Ore 15:17 – Attacco al treno. Clint Eastwood non si limita a raccontare l’episodio dell’attacco al treno, anzi non lo fa quasi affatto dato che occupa veramente una parte molto ridotta nei 90’ di pellicola.

Il regista premio Oscar racconta come per lui sia importante chi siano quei tre ragazzi autori del gesto eroico e per questo parte raccontando la nascita dell’amicizia tra Anthony Sadler, Alek Skarlatos e Spencer Stone. Tre ragazzi definiti problematici, tre ragazzi come tanti che cercano di dare un senso alle loro vite. Due di loro diventano militari, l’altro uno studente che con loro decide di partire per un lungo viaggio tra Roma, Venezia, Berlino, Amsterdam e Parigi, dove però arriveranno accolti da eroi dopo aver sventato un attacco terroristico da parte dell’ISIS e fermato a mani nude l’attentatore che aveva oltre 300 proiettili nella borsa.

clint eastwood, recensione, ore 15:17 attacco al trenoUna strage mancata, così come l’occasione per Clint Eastwood che non riesce a dare ritmo alla sua pellicola scivolando spesso e volentieri nella retorica. Prova a dare una dimensione ai personaggi, a non limitarsi a raccontare il fatto di cronaca, ma quel che ne esce sembra quasi un racconto monco sia nella parte iniziale che in quella finale. Personaggi che entrano nella storia e ne escono rapidamente, battute sugli americani sentite e risentite con una contrapposizione tra bene e male patriottica che ormai ha un po’ stancato.

Sicuramente il progetto di Ore 15:17 – Attacco al treno era molto ambizioso, come tutti i progetti di Clint Eastwood, che realizza però uno dei suoi film più deboli. Sapevamo quel che sarebbe successo nella vicenda, ma forse sarebbe stato il caso di realizzare questo viaggio con una scrittura diversa o quantomeno una scelta scenica diversa. Gli interpreti non sono attori di professione, questo fatto è evidente ma riesce a dare, al film, una vena realistica che non dispiace. Purtroppo quel che dispiace invece ai fan più accaniti di Clint Eastwood è vedere una regia quasi stanca nonostante i due anni trascorsi dal suo ultimo film, la scena clou dello scontro ci viene mostrata da una sola inquadratura e ricorre poco ai primi piani che avrebbero forse aiutato, come nei suoi lavori passati, a trasmettere la giusta tensione. L’opera è un film come tanti, probabilmente con il nome di un altro regista avrebbe avuto ben altro impatto ma da Clint Eastwood abbiamo il dovere di aspettarci qualcosa in più.

 

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