Il film tratta un argomento delicato, facilmente riducibile a una lacrimosa elegia della sofferenza. Questo non accade, la pellicola non guarda alla caduta, contrariamente a quanto ci si possa aspettare, ma si concentra sulla forza di rialzarsi. Si sostiene sullo spirito positivo e ottimistico dei personaggi, che aggiungono inestimabile valore al dramma, rendendolo godibile e, soprattutto, fonte di ispirazione.

Un inno alla vita, il potere di chi non rinuncia. Ogni Tuo Respiro (Breathe) è una prova di coraggio a lieto fine. Andy Serkis, attore britannico noto ai più per le innumerevoli collaborazioni con Peter Jackson (ha prestato voce e corpo a Gollum nella trilogia de Il Signore degli Anelli) con Ogni Tuo Respiro debutta alla regia. Il film è stato presentato in anteprima mondiale al TFFI e ha aperto il LFF. La storia dietro la pellicola si ispira a una storia vera: la malattia che afflisse i genitori del produttore del film Jonathan Cavendish.

La poliomelite colpisce Robin (Andrew Garfield, nella realtà padre di Cavendish), dando inizio a una lenta e irreversibile paralisi. Robin è un giovane avvocato londinese, sceglie casi che infondano speranza ai più deboli e, già prima della malattia, è sensibile a questioni delicate: esibisce davanti alla legge i diritti di persone affette da disabilità, spesso abbandonate a se stesse. Fare del bene non basta però per per fugare un destino crudele. Robin, da poco sposato e padre del piccolo Jonathan, si ammala; la sua sindrome lo conduce a una paralisi muscolare che comprometterà la respirazione stessa.

ogni tuo respiro, recensione, andy serkis, claire foyÈ costretto in un letto d’ospedale ad attendere la fine con struggente agonia. La sua unica possibilità di vita è affidata a una macchina. Robin non si fa abbattere dalla sua condizione; “Io non voglio sopravvivere, io voglio vivere” recita una battuta del film. Decide di agire, insieme alla moglie Diana (Claire Foy): rifiuta le cure ospedaliere e, da casa, sostenuto dagli affetti familiari, progetta una wheelchair con un meccanismo, una specie di respiratore ante litteram, che gli consenta di vivere. La brillante idea permetterà ad altri malati di alzarsi dal letto e cominciare un’esistenza più libera e disinvolta. Gli sposi, insieme, si rifiutano di diventare prigionieri della sofferenza di Robin e incantano gli altri con il loro umorismo, il loro coraggio e la loro sete di vita.

Ogni Tuo Respiro segue altri film del medesimo genere come il recente La Teoria del Tutto di James Marsh, Quasi Amici di Olivier Nakache e Éric Toledano, Lo Scafandro e la Farfalla di Julian Schnabel. Raccontare la malattia per rendere ancora più speciale la vita, un inno al coraggio e alla forza di chi non si lascia abbattere e lotta fino all’ultimo respiro. Se in La Teoria del Tutto assistiamo allo sforzo titanico di volontà e alla conseguente vittoria sulla malattia (eroica accettazione della propria condizione) di Stephen Hawking, eminente scienziato, geniale uomo di cultura, in Ogni Tuo Respiro ci si trasferisce invece su un piano comune. Il protagonista è ordinario: ciò che lo rende unico è la sua battaglia contro la malattia. Altro punto a favore della pellicola è la rilevanza del ruolo femminile: la donna è una figura irrinunciabile, forte e pragmatica, ha grande carisma e innumerevoli virtù, tra cui la nobiltà d’animo, pazienza e pertinacia.

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