MISTER FELICITÀ: su TIMVISION il fascino e l’ironia di Alessandro Siani

Provincia di Bolzano, Martino (Alessandro Siani) condivide l’appartamento con la sorella, è un giovane napoletano trapiantato sulle Dolomiti, indolente, fannullone non trova un’occupazione e, soprattutto, non la cerca. Conduce un’esistenza annoiata tra il sofà e la cucina. Un avvenimento drammatico sconvolge la sua tediosa routine, l’adorata sorella rimane coinvolta in un grave incidente, perde la sensibilità degli arti inferiori. Martino, per far fronte alle esose spese mediche, è costretto a darsi da fare. Lavora in un’impresa di pulizie fino a quando una circostanza favorevole gli consente di spacciarsi per un mental coach, nuova figura paragonabile allo psicologo di sportivi caduti in depressione in seguito a traumi. Nel cast Diego Abbatantuono, sempre sul pezzo, dalla comicità innata.

Non si può dire lo stesso di Siani calante e fuori tono. L’idea di base della commedia non è male ma qualcosa va storto. Per la propria parte Siani si aggira tra una dinamica recitativa prevedibile e atteggiamenti un po’ sforzati, vincolato a una gestualità da sceneggiata talvolta alquanto ristretta. Non che il tono umoristico sia ridotto ma è che Siani inciampa in qualche scappatoia romantica fuori luogo e alcune scene appaiono già viste. Anche per lui siamo agli sgoccioli, il tempo di una comicità asciutta e desueta (anni 90) sono finiti. Il film è il terzo di Siani e sembrerebbe non premiarne la regia e, contrariamente alle aspettative, mortificarne il cabarettista camuffato sotto il costume da cineasta. Mister Felicità lascia il pubblico incerto, non riesce a destare curiosità né tantomeno interesse nelle vicende dei personaggi.

Chiara Negri

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