L’ora più buia è un film che si basa interamente su dei dialoghi intensi e potenti, soprattutto grazie alla magnifica interpretazione di un Gary Oldman pronto ad alzare la sua prima statuetta ai prossimi premi Oscar. L’attore riesce a diventare letteralmente Winston Churchill spaziando dai discorsi più famosi fino alle parti humor meno conosciute in un’opera assolutamente da non perdere, anche per il suo messaggio di speranza straordinariamente attuale.

L’Ora Più Buia diretto da Joe Wright non è un semplice biopic, ma è una grande lezione di storia e, sopratutto, non è un film furbo. Non  parla come accaduto in “Lincoln” e “The Imitation Game” di due immensi personaggi storici inserendo al contempo argomenti come la schiavitù e la discriminazione omosessuale, ma è un’opera che racconta l’orgoglio di una nazione e di un uomo anziano e anche un po’ acciaccato in grado da solo di cambiare le sorti della guerra più di un grande esercito: “ L’ora più buia ” è il giusto omaggio alla grandezza di Winston Churchill. Questo film non avrebbe avuto modo di esistere però se non ci fosse stato proprio come protagonista Gary Oldman, qui talmente simile sia nella fisicità che nella caratterizzazione da diventare letteralmente Winston Churchill e, Daniel Day-Lewis permettendo, anche il candidato numero uno ai prossimi premi Oscar.

L’Ora Più Buia  è un film quasi teatrale, costruito su dei fantastici dialoghi scritti in modo quasi sopraffino e girato anche in modo tale da far risaltare le emozioni di tutti i protagonisti, ma soprattutto quelle del Winston Churchill di Gary Oldman. Una menzione speciale bisogna darla alla meravigliosa interpretazione di  Ben Mendelshon come Re Giorgio. Una storia che racconta come quello che doveva essere un “tappabuchi” messo lì dal suo partito perché facilmente malleabile diventerà l’uomo in grado di diventare la chiave di volta per cambiare le sorti di una guerra. Una storia interessante perché ci mostra l’intimità di Winston Churchill che va oltre lo storico discorso d’insediamento al parlamento in cui promise  sangue, lacrime e sudore ma è molto più vicino a quel fino alla fine, quella voglia di lottare per la libertà e l’indipendenza che può sicuramente vedere riferimenti politici in L’Ora Più Buia alla pesante situazione terroristica e magari alla politica demagogica di Donald Trump.

L'Ora Più Buia, Gary Oldman, recensione, Joe WrightQuel che Gary Oldman fa però in modo straordinario è portare lo spettatore lì con lui regalandoci un’intensità tale da permetterci di sentire in modo tangibile in sala la presenza di Winston Churchill vicino a noi e immaginare che soluzione adotterebbe per i problemi attuali. Questo Winston Churchill è quasi il protagonista di un thriller, ci mostra anche l’essenza della politica inglese e dei suoi giochi di potere da cui l’uomo esce con una classe impronosticabile se si pensa alla prima scena de L’Ora Più Buia in cui lo vediamo a letto quasi delirante mentre da una serie di ordini ai suoi collaboratori.

L’Ora Più Buia è un film action  pur essendone al contempo completamente privo,  come detto scritto ed interpretato attraverso dei dialoghi ed una qualità interpretativa anche degli attori di contorno straordinaria che lo muovono dandogli grande forza e ritmo. Per uno strano scherzo del destino poi la storia de l’ora più buia inizia poco prima dell’incarico a Winston Churchill e termina con la scelta di resistere, con un chiaro riferimento all’avvio dell’operazione Dinamo che lo renderebbe il prequel ideale di Dunkirk con la flotta civile in grado di salvare centinaia di migliaia  di soldati. “L’ora più buia” a differenza del Dunkirk  di Christopher Nolan  basa la sua forza integralmente su un attore straordinario piuttosto che sulla tecnica. L’obiettivo neanche troppo velato de “ L’ora più buia ”  infatti è l’ Oscar per il gigantesco Winston Churchill di Gary Oldman ed è davvero curioso come uno degli attori più meritevoli abbia dovuto aspettare tanto per questo riconoscimento, la speranza è che qualcuno si renda presto conto che epopee contemporanee come quella dello statista inglese meritano il giusto risalto perché in questo anziano uomo c’è lo stesso ardente  fuoco presente nel cuore di ogni inglese di qualsiasi ceto sociale incrociabile in un vagone della metropolitana. Un film che è lotta. Emozione. Fino alla fine.

4

Buono

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