REVIEW

L'INDISPENSABILE GUIDA ALL'HOME ENTERTAINMENT

GUIDA ALLA VISIONE

Il dvd del mese raccontato ‘frame by frame’

Brawl in a cell block 99

S. Craig Zahler e Vince Vaughn ci forniscono i dettagli del loro vigoroso thriller.

Baby Driver

Scopriamo cosa si nasconde sotto il cofano di questo grosso colpo estivo

CLUB PRIMO CIAK

Un dvd recensito dai grandi del cinema.

Dan Slott su Distretto 9 (2009)

Dan Slott, fumettista e autore della collana The Amazing Spider-Man, al suo primo appuntamento con DISTRETTO 9. È stato difficile trovare un film nella lista de...[Read More]

John Niven su Skyfall (2012)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. Il Club del Primo Ciak di Empire è semplice: chiediamo alle persone di scegliere un film che non hanno...[Read More]

Rick Edwards su Gravity (2013)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. #18 nella lista di Empire dei “301 Migliori Film Di Tutti I Tempi” (pubblicata nel 2014) Il Club del P...[Read More]

Neil Gibbons su The Avengers (2012)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. #16 nella lista di Empire dei “301 Migliori Film Di Tutti I Tempi” (pubblicata nel 2014) Ospite d’onor...[Read More]

Stuart Hazeldine e Un Dollaro D’Onore

Il Club Primo Ciak: colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. L’idea dietro a il Club Primo Ciack di Empire è tanto semplice quanto geniale. Ogn...[Read More]

SFIDA CON I PROPRI FILM

Un regista o attore viene interpellato sui film in carriera e gli viene dato un voto sul suo rendimento.

La star di Detroit riuscirà a fuggire dal nostro labirinto di domande?

Il regista de L’Ululato si metterà ad abbaiare alla luna dopo il nostro quiz?

Riuscirà il regista di Miss Sloane a rispondere a tutte le domande?

BINGEWATCH

Maratona cinema a partire da un cofanetto dvd o serie Tv.

Uno scrittore. Sette film. In fila. Accendete un cero. Testo Simon Crook Comparso per la prima volta in un corto muto nel 1900, Sherlock Holmes è una presenza fissa nel cinema da oltre un secolo. Con più di 250 titoli, qual è stata la sua evoluzione? E chi è il punto di riferimento tra chi ha interpretato Sherlock Holmes? Armata di sette film, questa clamorosa maratona lunga dodici ore e mezza fa sul serio. Prima fermata: Dartmoor, cani infernali e Sherlock Holmes e il Mastino di Baskerville del 1939. Pensando a Holmes, è caso il che vi venga in mente Basil Rathbone. Inquadrato spesso controluce, proverbiale pipa in bocca, sembra un francobollo commemorativo vivente di Sherlock. Per un terzo del film Holmes scompare, ma si ha sempre la sensazione di avvertire la presenza rapace di Rathbone aleggiare sulla brughiera. Sembra preso letteralmente dalle pagine di Conan Doyle. Altezzoso al punto giusto, Rathbone appare inarrestabile, ma un altro mastino suggerisce altrimenti.

“Tutti qualche volta perdiamo un po’ la testa,” recita la famosa battuta di Norman Bates. Beh, devo dire che dopo nove ore di maratona sul franchise di Psycho, mi sento effettivamente un po’ fuori di testa. Non un pazzo furioso, ma incavolato nero. La figura fragile, balbettante e nervosa del Norman interpretato da Anthony Perkins è una creazione che ispira, paradossalmente, una tale simpatia che è impossibile non nutrire uno strano senso di protezione verso questo pazzoide omicida con la fissa per i travestimenti. Gli abusi che Gates ha subito dalla madre? Robetta, in confronto alla tortura inflitta a Norman dagli scadenti sequel. Prima fermata: lo slasher edipico con cui Hitchcock ha completamente sovvertito le regole del genere. Questa è la miliardesima volta che vedo Psycho, e non rimango mai deluso. Preparate i vostri radar-cinefili, e salteranno fuori sempre freschi e oscuri dettagli. Avete mai notato che Norman veste di nero dopo ogni omicidio?

Cosa succede quando decidi di guardare cinque versioni di Blade Runner, una dietro l’altra? Dopo dieci ore trascorse immerso nel suo opprimente e abbagliante retro-futuro, ho smarrito qualunque senso della realtà. È tutto il giorno che sta piovendo a dirotto sia fuori sia dentro lo schermo, non ho idea se mi trovo nella Londra del 2017 o nella L.A. del 2019, e la mia mente è come stritolata in un mangano esistenziale. È ironico pensare che un film sull’identità abbia impiegato 30 anni e cinque diverse versioni per trovare la propria; tuttavia rimane ancora una semplice domanda: Deckard è umano? In altre parole: è o non è un replicante? Strappata dalle mani di Ridley Scott, la versione col montaggio voluto dallo studio nel 1982, conosciuta come Theatrical Cut, identifica il Rick Deckard di Harrison Ford in un uomo in carne e ossa: un prodotto disumanizzato del gelido futuro di L.A. Non c’è nulla di sbagliato in questa interpretazione: è come Philip K. Dick vedeva Deckard.

IL CAPOLAVORO

Un capolavoro, in versione home, analizzato dai nostri critici.

LA SCENA CLASSICA

La scena di un titolo smembrata pezzo per pezzo, battuta per battuta.

Shining (1980) scelta da Adam Wyngard

Adam Wyngard: “La mia scena preferita in assoluto è quella con il barman in Shining, con Jack Nicholson e Joe Turkel..."

Donnie Brasco

Michael Sheen: “Senza dubbio la scena verso la fine di Donnie Brasco è quella che mi porto sempre dietro..."

Il Padrino – Parte II

Charlie Hunnam: “Il montaggio finale che chiude Il Padrino - Parte II. Non so se sto rivelando un segreto, ma..."

L'ANNIVERSARIO

Il titolo home che diventa ricorrenza.

Jacket required

Le star Matthew Modine e Vincent D’Onofrio riflettono sui trent’anni di Full Metal Jacket.

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