REVIEW

L'INDISPENSABILE GUIDA ALL'HOME ENTERTAINMENT

GUIDA ALLA VISIONE

Il dvd del mese raccontato ‘frame by frame’

Baby Driver

Scopriamo cosa si nasconde sotto il cofano di questo grosso colpo estivo

Guardiani della galassia Vol.2

Il regista James Gunn ci illumina sulla sua ultima fantastica impresa cinematografica

CLUB PRIMO CIAK

Un dvd recensito dai grandi del cinema.

John Niven su Skyfall (2012)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. Il Club del Primo Ciak di Empire è semplice: chiediamo alle persone di scegliere un film che non hanno...[Read More]

Rick Edwards su Gravity (2013)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. #18 nella lista di Empire dei “301 Migliori Film Di Tutti I Tempi” (pubblicata nel 2014) Il Club del P...[Read More]

Neil Gibbons su The Avengers (2012)

Colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. #16 nella lista di Empire dei “301 Migliori Film Di Tutti I Tempi” (pubblicata nel 2014) Ospite d’onor...[Read More]

Stuart Hazeldine e Un Dollaro D’Onore

Il Club Primo Ciak: colmiamo lacune cinematografiche, una persona alla volta. L’idea dietro a il Club Primo Ciack di Empire è tanto semplice quanto geniale. Ogn...[Read More]

SFIDA CON I PROPRI FILM

Un regista o attore viene interpellato sui film in carriera e gli viene dato un voto sul suo rendimento.

Il regista de L’Ululato si metterà ad abbaiare alla luna dopo il nostro quiz?

Riuscirà il regista di Miss Sloane a rispondere a tutte le domande?

Django è riuscito a disfarsi dalle catene?

BINGEWATCH

Maratona cinema a partire da un cofanetto dvd o serie Tv.

“Tutti qualche volta perdiamo un po’ la testa,” recita la famosa battuta di Norman Bates. Beh, devo dire che dopo nove ore di maratona sul franchise di Psycho, mi sento effettivamente un po’ fuori di testa. Non un pazzo furioso, ma incavolato nero. La figura fragile, balbettante e nervosa del Norman interpretato da Anthony Perkins è una creazione che ispira, paradossalmente, una tale simpatia che è impossibile non nutrire uno strano senso di protezione verso questo pazzoide omicida con la fissa per i travestimenti. Gli abusi che Gates ha subito dalla madre? Robetta, in confronto alla tortura inflitta a Norman dagli scadenti sequel. Prima fermata: lo slasher edipico con cui Hitchcock ha completamente sovvertito le regole del genere. Questa è la miliardesima volta che vedo Psycho, e non rimango mai deluso. Preparate i vostri radar-cinefili, e salteranno fuori sempre freschi e oscuri dettagli. Avete mai notato che Norman veste di nero dopo ogni omicidio?

Cosa succede quando decidi di guardare cinque versioni di Blade Runner, una dietro l’altra? Dopo dieci ore trascorse immerso nel suo opprimente e abbagliante retro-futuro, ho smarrito qualunque senso della realtà. È tutto il giorno che sta piovendo a dirotto sia fuori sia dentro lo schermo, non ho idea se mi trovo nella Londra del 2017 o nella L.A. del 2019, e la mia mente è come stritolata in un mangano esistenziale. È ironico pensare che un film sull’identità abbia impiegato 30 anni e cinque diverse versioni per trovare la propria; tuttavia rimane ancora una semplice domanda: Deckard è umano? In altre parole: è o non è un replicante? Strappata dalle mani di Ridley Scott, la versione col montaggio voluto dallo studio nel 1982, conosciuta come Theatrical Cut, identifica il Rick Deckard di Harrison Ford in un uomo in carne e ossa: un prodotto disumanizzato del gelido futuro di L.A. Non c’è nulla di sbagliato in questa interpretazione: è come Philip K. Dick vedeva Deckard.

Dopo fantasmi, manicomi, streghe, freak show e hotel infestati, l’ultima stagione della serie American Horror Story è stata anticipata con trepidazione dal suo creatore Ryan Murphy come una rinascita drastica. Sembrava un modo per gonfiare l’hype. In un certo senso è tutto nella norma. Nel rispetto della tradizione della serie, la sesta stagione si ispira a fatti realmente accaduti – in questo caso Roanoke, una colonia del Nuovo Mondo, i cui abitanti sono misteriosamente svaniti nel nulla nel 1590. È piuttosto la struttura del programma a risultare letteralmente sovvertita: la serie infatti si svela come un’azzeccata parodia di Paranormal Witness. Tutti nel North Carolina, allora, dove la coppia di sposini Shelby e Matt Miller (Sarah Paulson e Cuba Gooding Jr) si stanno felicemente sistemando nella loro nuova casa, che appare accogliente quanto un mattatoio.

IL CAPOLAVORO

Un capolavoro, in versione home, analizzato dai nostri critici.

LA SCENA CLASSICA

La scena di un titolo smembrata pezzo per pezzo, battuta per battuta.

Shining (1980) scelta da Adam Wyngard

Adam Wyngard: “La mia scena preferita in assoluto è quella con il barman in Shining, con Jack Nicholson e Joe Turkel..."

Donnie Brasco

Michael Sheen: “Senza dubbio la scena verso la fine di Donnie Brasco è quella che mi porto sempre dietro..."

Il Padrino – Parte II

Charlie Hunnam: “Il montaggio finale che chiude Il Padrino - Parte II. Non so se sto rivelando un segreto, ma..."

L'ANNIVERSARIO

Il titolo home che diventa ricorrenza.

Jacket required

Le star Matthew Modine e Vincent D’Onofrio riflettono sui trent’anni di Full Metal Jacket.

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