Il film di Payne è stracolmo di invenzioni, intelligenza, scene fantastiche e grandi intenzioni - anche se non pienamente realizzate. Potrà anche parlare di un piccolo mondo, ma Downsizing rimane una pellicola meravigliosa, piena di coraggio e smisurata.

Alexander Payne è conosciuto principalmente per le sue storie umaniste on the road che attraversano una stravagante ma inconfondibile America – A proposito di Schmidt, Sideways, Nebraska – per cui è facile scordarsi che il suo biglietto da visita del 1999, Election, è stato invece una satira agguerrita. Ed è un elemento, questo, che caratterizza anche il suo ultimo film Downsizing, che aggiunge nuove colori alla tavolozza di Payne. Ambizioso, divertente, profondo ed emozionante, Downsizing prende un’idea forte in stile Pixar – nel prossimo futuro gli esseri umani vivranno in piccole colonie per soccorrere un pianeta ormai strabordante – e la usa come base per una commovente storia ricca di risvolti comici e politici.

Payne è molto attento nel disporre la scena rendendola assolutamente plausibile, riuscendo a rappresentare in maniera convincente lo sviluppo scientifico e culturale della miniaturizzazione – comincia con un esperimento in Norvegia, che viene poi rivelato al mondo intero durante un esilarante simposio – prima di filtrare questa idea attraverso la vita di Paul Safranek (Damon), un adorabile babbeo dal cognome impronunciabile, e di sua moglie Audrey (Wiig). Payne appare maggiormente a suo agio nelle prime fasi del film, dove scatena la sua inventiva attraverso una serie continua di divertenti assurdità. Il film si prende il suo tempo nel descrivere le minuzie della miniaturizzazione, che si tratti della necessità di cavare un dente o il modo in cui le infermiere usano le spatole per raschiare via dalle barelle i pazienti appena rimpiccioliti. Payne riesce inoltre a scovare dettagli fantastici sia nelle “piccole cose” del mondo a misura normale (ogni volta che si vola è come essere in prima classe) sia nelle intrusioni del mondo grande nella piccola comunità (una rosa diventa un centrotavola in un piccolo appartamento).

Downsizing, matt damon, kristen wiig, recensione, alexander payneDownsizing è davvero la più rara delle creature – un film di Alexander Payne con un uso massiccio di effetti speciali – per la maggior parte del film l’inganno rimane invisibile e le differenze tra una persona normale e una rimpicciolita sono assolutamente credibili e per nulla stridenti. Viene da sperare che un bel giorno Payne possa dirigere Ant-Man 9. A circa un terzo della storia l’idillio dei Safranek viene travolto da un colpo inaspettato, ed è qui che Downsizing prende una direzione completamente diversa. A partire da quel momento il film butta nel calderone una specie di party edonistico organizzato dal vicino di casa Dustin Mirkovic (un Christoph Waltz in forma smagliante nella parte di un festaiolo europeo, che insieme a Udo Kier dà vita a un’improbabile coppia), un’immersione nei bassifondi del mondo in miniatura e un tentativo finale di scampare alla fine del mondo.

Senza presunzione, il film è imbottito di temi delicati – che spaziano da ciò che le persone sono disposte a fare per sottrarsi alle difficoltà economiche, alla sovrappopolazione globale e ai pericoli del cambiamento climatico – ma non riesce mai a trovare un modo per amalgamarli bene insieme. Al contrario, Payne si concentra su quello che è una specie di viaggio per ricominciare a vivere. Mentre Wiig sfoggia le sue abilità comiche nell’interpretare una moglie ordinaria e monotona, il personaggio di Damon è un brav’uomo, dolce e di buon cuore, anche se avrebbe bisogno di più strati per risultare davvero convincente. Di fatto Damon viene completamente messo in ombra da Hong Chau, una rifugiata dissidente vietnamita convertitasi alla filantropia, rimasta ferita durante il suo ingresso in America dentro la scatola di una tv, la quale finisce nell’orbita di Paul. All’inizio incarna lo stereotipo n. 1 dell’asiatico, ma poi cresce fino a diventare il cuore vero del film. La sua è un’interpretazione semplicemente magnifica. E la parte in cui elenca gli otto tipi di scopata del maschio americano è una delle prime grandi gioie del 2018.

Ian Freer

4

Buono

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