Dead Rising 4 è un titolo che diverte e intrattiene e la versione Frank’s Big Package regala una longevità notevole grazie alla mole di contenuti offerti. Oltre al titolo base, infatti, vi è una componente multiplayer (che purtroppo è composta soltanto da missioni in co-op a tempo), un minigioco dedicato al golf e un pezzo di storia aggiuntiva che vede il buon Frank trasformato in zombie.

Dead Rising è sempre stata una serie videoludica stravagante, che ha mescolato momenti inquietanti a un umorismo ai limiti dell’assurdo. Può non essere la produzione più riuscita dal punto di vista tecnico, ma ha sempre mantenuto un’identità distintiva nonostante i suoi momenti di goffaggine e frustrazione. A un anno di distanza dalla pubblicazione su Xbox One, anche i possessori della console di casa Sony possono finalmente dilettarsi nell’uccisione degli zombie grazie alla versione arricchita, Frank’s Big Package. Il più grande cambiamento di questo quarto capitolo è rappresentato dall’abolizione del famigerato timer, permettendo ai giocatoridi esplorare in totale libertà la cittadina di Willamette, nel Colorado.

Sebbene sia molto meno frustrante andare a caccia di non morti senza avere il fiato sul collo, si tratta di una mossa che alcuni fan della serie potrebbero non apprezzare del tutto. Il protagonista di questo titolo è Frank West, eroe indiscusso del primo capitolo, che torna alla ribalta più adrenalinico che mai, seppur ormai avanti con l’età. Un’innocua partita a golf con la sua apprendista Wick Chu si trasforma  in un’indagine su degli esperimenti segreti condotti sugli zombie. Ben presto Frank si trova ad essere il nemico principale del governo ed è costretto a tornare a Willamette per scoprire cosa sia realmente accaduto durante il periodo natalizio. Quest’ultimo gioca un ruolo fondamentale nel setting del titolo, dal momento che molte combo realizzate con le armi sono a tema natalizio e numerose canzoni sono legate alla festività.

Dead Rising 4 Franck's Big Package, recensione, capcomPer quanto riguarda il gameplay, la macchina fotografica torna ad essere la fedele assistente di Frank, utile non solo per scattare selfie, ma anche per completare sfide e trovare indizi utili al proseguimento dell’indagine. Ovviamente non mancano armi di ogni tipo, che possono essere trovate in giro o costruite ex-novo, e che trasformano il noto reporter in un novello MacGyver. La storia non è il massimo, ma la personalità carismatica di Frank riesce a tenere unito saldamente il tutto. Un altro aspetto negativo di Dead Rising 4 è rappresentato da boss fight che ci sono sembrate alquanto generiche. Mentre nei precedenti titoli l’attenzione era riposta su esseri umani rotti fortemente condizionati dall’apocalisse, soprattutto a livello psicologico, i maniaci di questo quarto capitolo non paiono particolarmente interessanti.

Abbiamo un tizio vestito da Babbo Natale che vuole uccidere Frank, uno vestito da pirata, un altro da spaventapasseri e così via. Peccano, in sostanza, di una caratterizzazione ben precisa. Nonostante tutto, Dead Rising 4 è un titolo che diverte e intrattiene e la versione Frank’s Big Package regala una longevità notevole grazie alla mole di contenuti offerti. Oltre al titolo base, infatti, vi è una componente multiplayer (che purtroppo è composta soltanto da missioni in co-op a tempo), un minigioco dedicato al golf e un pezzo di storia aggiuntiva che vede il buon Frank trasformato in zombie. La chicca più gustosa, però, è rappresentata dal pacchetto Capcom Heroes, che consente ai giocatori di vestire i costumi dei 16 personaggi più celebri del brand, tra cui Zangief di Street Fighter, Mega Man, Dante di Devil May Cry e via discorrendo. Si tratta di un grande colpo di genio e del più bel esempio di fan service videoludico degli ultimi anni.

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