Storia accattivante, divertente, ironica e grottesca, con interpreti di spessore, sia per la bravura e il carisma sia per la sceneggiatura che subito inscena twist pesanti di stupro e omicidio. Ci si appassiona alla sorte di queste donne cazzute e orgogliose, che non rinunciano a divertirsi, ma che sono pronte a lottare con le unghie (lunghe) per farsi valere in un mondo che le considera oggetti di piacere quando va bene.

Immaginatevi che Tarantino, senza i suoi eccessi più irritanti e scontati, abbia incontrato Almodovar prima che diventasse uno storyteller per signore annoiate, e che assieme abbiano deciso di creare qualcosa di esplosivo: il risultato è Claws, una serie rivelazione. Teoricamente incentrata sulle quattro estetiste del salone di bellezza, la serie è in realtà molto focalizzata sulla loro leader Desna, interpretata da una vistosissima Niecy Nash (Indovina Chi, La Fortuna di Cookie), che coltiva il sogno di aprire un salone tutto suo, ma nel frattempo è obbligata dal fidanzato Roller (Jack Kesy di Deadpool 2, Baywatch) a riciclare il denaro per conto di Uncle Daddy, un boss locale con la faccia del super cattivo e volgare Dean Norris (Breaking Bad).

Desna a casa si prende cura anche del fratello (Harold Perrineau di Romeo + Juliet e Lost) autistico, che aggiunge complicazioni a una vita già difficile. Nel suo staff della Nail Artisan ci sono anche la sua migliore amica Jennifer, una ragazza madre, Quiet Ann, la sua ambigua autista, la modaiola Polly, appena uscita dal carcere e Virginia, una donna svogliata. Claws parla da un punto di vista molto femminista perché, pur mostrando una serie di stereotipi esagerati, li affianca alla lotta delle protagoniste per affrancarsi. Il risultato? Sparatorie, rapimenti, schiaffi, amore e molti colpi di scena.

claws, recensione, eliot laurenceL’uso della comicità sguaiata in questa ambientazione criminale e trash è lo stratagemma grazie al quale Laurence racconta la voglia di riscatto di queste donne sopra le righe, unite da profonda amicizia e lealtà, quasi costrette a indossare una maschera fatta di abitini aderenti, mosse sexy e vistose unghie finte. Riguardo agli uomini della serie, non compare alcun personaggio degno di ammirazione: sono tutti criminali, sessuomani, drogati, mafiosi, inquietanti, viscidi. Un mondo maschilista in cui le protagoniste – tra cui Carrie Preston (Vicky Cristina Barcelona, True Blood e Person of Interest) e l’irriconoscibile Judy Reyes (Scrubs) – tentano di portare una luce di normalità e bellezza non convenzionale in un ambiente altrimenti orrendo e sporco.

“Guardate la Contea di Manatee, le signore torneranno ancora!”: Sarah Aubrey, vice presidente esecutivo della programmazione originale di TNT, ha così confermato il ritorno per la seconda stagione, nuovamente prodotta da Rashida Jones, Will McCormack, Janine Sherman Barrois e Howard Deutch. “Queste donne benvolute e divertenti rappresentano la diversità di questa rete. Claws ha colpito il pubblico e continua ad attirare nuovi spettatori ogni settimana”. Infatti, Claws la scorsa estate negli Stati Uniti ha raggiunto un pubblico multiplatform di 6,3 milioni di spettatori per ogni episodio, in media 1,1 milioni di persone tra i 18-46 anni. La serie si è classificata #4 tra i drama più coinvolgenti dal punto di vista sociale.

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