A Casa Tutti Bene è un ritorno al primo Gabriele Muccino, quello più sentimentale, che era stato messo da parte nelle ultime uscite. Non esente da difetti, regala però un gradevole affresco famigliare che rappresenta al meglio varie problematiche delle relazioni di oggi con un cast stellare in cui spiccano Stefano Accorsi e Giulia Michelini.

Gabriele Muccino torna a girare in Italia dopo la gita a Cuba per L’Estate Addosso e lo fa andando sul sicuro con un cast eccezionale. Spesso però avere un cast così vasto e variegato può essere un’arma a doppio taglio perché tutti i personaggi devono avere il loro spazio narrativo, e Gabriele Muccino in questo aspetto raggiunge l’obiettivo. È un ritorno al suo primo periodo, quello romantico ed isterico de L’ultimo bacio. Probabilmente dopo le ultime timide prove di produzione internazionale di Padri e Figlie aveva bisogno di tornare a una storia e tematiche più sue.

La scelta del cast in questo aspetto è stata brillante con le stelle luminose di Stefano Accorsi e Pierfrancesco Favino, ma anche un’ottima controparte femminile con Sabrina Impacciatore e Giulia Michelini, semplicemente pazzesca in alcuni frangenti. Il gruppo è talmente ampio che faremmo fatica a nominarli tutti, ma sicuramente Gabriele Muccino ha preso alcuni dei volti più noti dei vari formati dell’intrattenimento italiano contemporaneo dal cinema al teatro, passando per la televisione. Questa è una storia di famiglia, ma è anche un affresco di storia sociale con il confronto generazionale tra la coppia composta da Stefania Sandrelli e Ivano Marescotti e quelle dei figli e nipoti.

a casa tutti bene, gabriele muccino, recensione, stefania sandrelli, sabrina impacciatore, stefano accorsiL’Italia di oggi per Gabriele Muccino è un’Italia di apparenze, dove il privato si regge su un equilibrio molto instabile e in cui una famiglia all’apparenza molto unita dopo appena 24 ore insieme potrebbe scoperchiare rancori e segreti in grado di sgretolarla. L’idea di per sé è poco originale, ma la messa in scena può sfruttare una bella fotografia, con lo splendido sfondo dell’Isola di Ischia a rafforzare la sensazione di trovarci davanti ad una situazione reale in un mondo quasi magico. La vera pecca di questo film è che sono pochi i personaggi, soprattutto quello di Stefano Accorsi, che sembrano cogliere appieno il significato di crescita e maturazione mentre altri restano sullo schermo come monchi, privati di quello step conclusivo che possa far ritenere questo film come completamente riuscito.

La ripetitività di alcune situazioni poi ne acuisce la pesantezza portando spesso ad un calo del pathos narrativo, essenziale in questa tipologia di “dark comedy”, come la buona vecchia commedia all’italiana ci ha insegnato. Sembra quasi di trovarsi davanti ad un Perfetti Sconosciuti della famiglia, ma con meno originalità e questo probabilmente fa tutta la differenza. Un mezzo voto in più sicuramente per il coraggio di andare a girare per tante settimane nella Ischia squarciata e ferita dal terremoto, un modo per aiutare e dire davvero che “va tutto bene” e rilanciare il turismo mostrandone le bellezze, cosa che, con qualche difetto, Gabriele Muccino in A Casa tutti bene ha fatto.

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