9-1-1 è un procedurale che non stanca. Una serie che mette al centro i personaggi e che ha come cornice le situazioni estreme che vengono affrontate in ogni episodio. Con un cast eccellente, guidato dalle bravissime Connie Britton e Angela Bassett, lo show è una ventata d’aria fresca nel panorama dei procedurali.

9-1-1 è la prima incursione di Ryan Murphy nel mondo delle serie procedurali. Il prolifico produttore, infatti, ha sempre preferito concentrarsi su serie tv fortemente serializzate e con un’importante trama orizzontale. Da Nip/Tuck, passando per Glee e le serie antologiche American Horror Story e American Crime Story, Murphy ha sempre scritto prodotti character-driven, incentrati sui personaggi, preferendoli a serie – solitamente di genere crime/medical/investigativo – che hanno una struttura ripetitiva.

Così Murphy, ispirato da una vicenda personale che ha messo a rischio la vita di suo figlio, ha deciso di creare il suo procedural. Una serie che non si concentra tanto sull’emergenza o il caso della settimana, ma sulle persone che se ne occupano: i soccorritori. 9-1-1 è infatti un diverso tipo di procedurale: solitamente le serie di questo genere si focalizzano su un caso alla settimana, mettendo i protagonisti in secondo piano. Nella serie di Murphy viene fatto l’opposto: i casi estremi e le emergenze trattate in ogni episodio sono uno strumento, un espediente narrativo, per raccontare le vite dei personaggi principali.

E salvare una vita può fare la differenza: i protagonisti sono persone che hanno i loro problemi e che devono farsi carico anche di quelli delle persone che devono salvare. Essere un operatore di primo soccorso ha un grande impatto sulle vite dei personaggi principali. Lo show fa un giusto mix di vita lavorativa e privata, esplorando le storie dei personaggi mentre indossano la divisa ma anche quando la tolgono. E come dice Athena Grant, il personaggio interpretato da Angela Bassett, nel secondo episodio dello show: togliersi la divisa la sera rappresenta un qualcosa di importante: dimenticare i drammi vissuti durante la giornata di lavoro.

ryan murphy, 9-1-1, recensione, angela bassettUn cast eccellente, guidato da Connie Britton e dalla Bassett, che hanno già lavorato con Murphy in passato e dal veterano delle serie tv Peter Krause. 9-1-1 usa dei casi estremi basati su situazioni realmente accadute, su chiamate al 911 realmente effettuate. Il team di scrittori si mette sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo: da YouTube ai notiziari. Nell’episodio pilota, ad esempio, viene trattato il caso di un neonato incastrato nelle tubature: sembra una situazione assurda e inconcepibile ma è realmente accaduta.

Il realismo dei casi trattati aiuta la serie a differenziarsi rispetto agli altri show di genere. 9-1-1, che è attualmente una delle novità più seguite negli USA, trova da subito il suo ritmo, intervallando lo schema procedurale ad una trama orizzontale ben organizzata. Non stanca il telespettatore attivo, perché il focus resta sui personaggi. Le situazioni, seppur estreme, vengono rese credibili da una scrittura attenta e da una ricerca sui reali casi su cui sono basate. Potremmo quasi definire 9-1-1 un esperimento che va oltre il procedural e che crea un nuovo genere.

 

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