The Crown – gli abiti delle prime due stagioni al Winterthur Museum

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Se c’è un aspetto che rende una serie televisiva (come lo è The Crown) riuscita sotto ogni aspetto, è la cura. La cura nei dettagli narrativi è fondamentale, capace di trasmettere informazioni ed emozioni al pubblico che dalla prima all’ultima puntata segue insieme ai personaggi tutti gli avvenimenti che di lì a poco porteranno a delle svolte all’interno della storia. È altrettanto vero che non si può avere davanti ai propri occhi una grandissima interpretazione da parte dell’attore senza che ci sia uno studio approfondito del soggetto, dal periodo storico di riferimento, alla società che a quel tempo determinava un certo tipo di comportamento da parte del singolo.

Tutto questo per dire che a rendere affascinante e credibile The Crown è che non sembra nemmeno di essere in un set. Tutto sembra essere lì al suo posto, come se il tempo si fosse fermato agli anni ’40, quando la guerra bussava alle porte d’Inghilterra, fino agli anni ’60, quando i conflitti, geopolitici o personali, non sembravano per niente finiti per la regina inglese. La Regina Elisabetta si è vista passare davanti ai propri occhi una serie di cambiamenti culturali che solo pochi hanno vissuto. Forse è veramente lei l’unica a poter descrivere che cosa è davvero mutato nel nostro mondo, e non è detto che tutto questo sia bene o male. Basata su The Audience, le prime stagioni di The Crown hanno riunito Peter Morgan (The Queen, Frost/Nixon) e il regista Stephen Daldry (Billy Elliot, The Hours) che con il produttore Andy Harries (The Queen) hanno raccontato la prima epoca della giovane Elisabetta, dal volto di Claire Foy. L’interprete dalla terza stagione (ancora in produzione), ha infine consegnato lo scettro all’attrice Olivia Colman, Premio Oscar per La favorita (dove recita, non a caso, la parte di un’altra sovrana inglese, Anna).

In occasione del grande successo della serie, con le sue 26 nomination agli Emmy Awards e i 2 Golden Globes per la miglior serie televisiva drammatica e per la miglior interpretazione femminile a Claire Foy, dal 30 marzo 2019 al 5 gennaio 2020 è possibile osservare da vicino i 40 abiti realizzati da Michele Clapton e Jane Petrie, grazie a una mostra che si tiene nella sede dei Winterthur Galleries, nel Delaware, Stati Uniti.

Qui sotto le immagini

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