La rivoluzione dei David di Donatello – le novità di questa 64° edizione

La rivoluzione dei David di Donatello – le novità di questa 64° edizione

Archiviata la 91° edizione degli Academy Awards, in ballo sono ora gli Oscar italiani, i David di Donatello. Come ben saprete, le nomination sono state già svelate al pubblico, ma questa 64° edizione è contraddistinta da numerosi cambiamenti nell’assetto e nell’organizzazione dell’Accademia del cinema italiano. Tra le novità svelate dal Presidente e Direttore Artistico Piera Detassis, è stata messa in campo una nuova giuria che dovrà selezionare e decidere quale film si aggiudicherà il premio sulla base di un sistema di voto che si adegua agli standard internazionali. In più, sono mutati i criteri per l’ammissione di un lungometraggio nelle diverse cinquine, ed è stata inoltre ufficializzata la nascita del David dello Spettatore.

“Il cambiamento nasce da un grande lavoro di razionalizzazione e da un’opera di rinnovamento complessa e impegnativa – ha spiegato Piera Detassis – questo è l’inizio di un processo che vuole riportare il David nel cuore pulsante, attivo, della filiera. Il David non deve e non vuole essere semplicemente un premio che si esaurisce in una serata ma – attraverso la Fondazione Accademia del Cinema Italiano, vero giacimento di talenti ed eccellenze – diventa strumento di formazione e volano di promozione per il cinema e per la nostra produzione. David, il premio del cinema che vota il cinema. Senza rinchiudersi ma guardando al futuro”.

Ma partiamo con ordine.

Cambio di giuria

L’Accademia, nel lungo processo di ammodernamento della giuria, ha deciso di cambiare la sua struttura interna. Insieme ai “Candidati e Vincitori” che si sono susseguiti nelle precedenti edizioni dei David, ci saranno i membri della “Cultura e Società”, composta da personalità della società culturale italiana e da esperti del settore cinematografico e dell’audiovisivo, che vanno dalla distribuzione alla programmazione culturale, sino alla critica e alla comunicazione. Dal punto di vista quantitativo, dai 2148 si passerà ai 1559 membri. Tra questi,  11 saranno i membri del Consiglio Direttivo, 1165 dei “Candidati e Vincitori” e 383 della “Cultura e Società”. Le modalità di voto sono inoltre cambiate. Il nuovo sistema di pesi e contrappesi porterà i “Candidati e Vincitori” a rappresentare l’80% delle votazioni. Il restante 20% sarà invece espressione del giudizio degli esperti culturali.

I voti saranno dati in due turni distinti. Nel primo (le candidature) I produttori, registi e sceneggiatori, insieme Consiglio Direttivo e Collegio dei Soci, sceglieranno le loro tre preferenze per tutte le categorie dei David, mentre i restanti membri dei “Candidati e Vincitori” e tutti quelli di “Cultura e Società” esprimeranno le loro valutazioni nelle categorie principali. Nel secondo turno tutta la giuria esprimerà il voto per ogni cinquina, con l’unica eccezione del miglior film straniero, che, inglobato al miglior film europeo, sarà deciso già nella prima fase di votazione.

Chi ha il diritto di entrare nella competizione ufficiale?

L’Accademia da questo punto di vista ha adottato un modello flessibile di selezione dei film. A partecipare saranno i progetti usciti dal 1 gennaio al 31 dicembre 2018 in 5 città e per una durata di 7 giorni, a differenza del regolamento precedente che prevedeva una programmazione più longeva e riferita alle “città capozona”. A partire dal 2020 questa struttura cambierà nuovamente, con la partecipazione dei “film evento” che escono nelle sale in soli tre giorni, con l’eccezione di venerdì, sabato e domenica.

Il David dello Spettatore

Verrà inoltre introdotto il cosiddetto David dello Spettatore, il premio che verrà assegnato al film che si contraddistinguerà per il successo ottenuto in sala sia per quanto riguarda le presenza che per il numero di spettatori.

Il documentario

Per quanto concerne invece il discorso del documentario, una commissione composta da sette esperti farà una pre-selezione di 15 documentari da proporre alla giuria.

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