Black Mirror: Bandersnatch – il dietro le quinte del film interattivo di Charlie Brooker

Black Mirror: Bandersnatch – il dietro le quinte del film interattivo di Charlie Brooker

È inutile girarsi intorno. Black Mirror: Bandersnatch è divenuta in poco tempo l’oggetto di culto della rete. Come si fa a percepirlo? Facile. I meme. Fermi, non chiudete la pagina. Non è uno scherzo. Il fatto che moltissimi hanno speso il loro tempo a generare immagini sarcastiche usando la struttura interattiva di Bandersnatch non è altro che la dimostrazione del successo di questo progetto uscito negli ultimi giorni dell’anno sulla piattaforma streaming americana. Tutti si sono immaginati che cosa sarebbe successo se film e serie televisive famose fossero state influenzate dalle decisioni del pubblico. Molto probabilmente Di Caprio si sarebbe salvato dal gelo dell’oceano in Titanic; Thanos, in Infinity War, avrebbe potuto usare i suoi infiniti poteri investendo in tecnologie sostenibili; Aldo, in Tre Uomini e una gamba, avrebbe davvero deciso se scendere o salire da quel dirupo mettendo un piede in quella rientranza a forma di zoccolo di gnu; non per ultimo, D’Alema avrebbe detto qualcosa di sinistra nel film di Nanni Moretti in Aprile.

Pictured – Fionn Whitehead

Insomma, questi esempi sono indicativi dell’effetto virale di Bandersnatch sulla gente, che si sente davvero protagonista del film, interagendo con i protagonisti. C’è pero un particolare da tenere presente. Il pubblico non avrà pieni poteri decisionali, ma sceglierà sulla base del percorso scelto dagli autori. È proprio sulla base delle preferenze dello spettatore, dalla colazione (Cereali Frosties o i Sugar Puffs?) alla musica (Thompson Twins o Now 2?) che il film gradualmente si modella. Attenzione! Può succedere che alcune opzioni possono rimandare la storia al punto di partenza, oppure che dopo un finale raggiunto con molta fatica si può tornare indietro e riprendere un’altra strada, scoprendo gli esiti della scelta scartata un momento prima. Tutto questo è certamente interessante concettualmente, ma poco allettante se alla base non ci sta una storia credibile che si appoggia alla dinamicità del mezzo (su Netflix sono già presenti alcuni contenuti interattivi). Su questo ci ha pensato Charlie Brooker, che ha accettato la sfida non nascondendo le difficoltà di produzione.

Credit: Netflix / Black Mirror

Girare Bandersnatch è stato come occuparsi di quattro episodi classici di Black Mirror, costringendo a uno slittamento della quinta stagione che sarà comunque prevista per il 2019. Brooker, in un’intervista al The New York Times, sottolinea la complessità persino nell’identificare un progetto di questo tipo: “Penso che alcune persone lo giudicheranno solo su base narrativa, altri come un gioco “. Per gli appassionati di Black Mirror, l’autore ha poi concluso che le prossime puntate non saranno interattive come questo, inserendo storie più ottimistiche rispetto a quelle distopiche e negative viste in precedenza. Brooker dà però un consiglio spassionato a chi vuole intraprendere questa avventura produttiva: “Scappate! È più difficile di quello che pensate”.

Sinossi

Nel 1984, un giovane programmatore inizia a porsi domande sulla realtà nel momento in cui lavora ad un progetto molto importante per lui: trasformare un famoso racconto fantasy in un videogioco. Presto si troverà costretto ad affrontare una straziante sfida mentale.

Le clip del backstage

On the stage

Behind the camera

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