La befana vien di notte – l’intervista a Stefano Fresi

La befana vien di notte – l’intervista a Stefano Fresi

A chiudere un 2018 coi fiocchi, ci pensa uno come Michele Soavi, che torna in scena con un film su una figura che si è impressa (nel bene o nel male) nel nostro immaginario quotidiano. La befana vien di notte si concentra sulla figura di Paola (Paola Cortellesi), che all’apparenza sembra una tipica maestra di scuola elementare. Solare, giovane, e con un fidanzato che è pronto a sposarla, la donna nasconde in realtà qualcosa di oscuro. Allo scoccare della mezzanotte, ecco che Paolo si tramuta nella Befana, pronta a portare il carbone a chi non si comporta bene. Come ogni protagonista che si rispetti, dovrà affrontare una serie di insidie che solo un potente antagonista può concepire, e noi di Empire Italia abbiamo proprio sentito lui, Mr. Johnny, interpretato da Stefano Fresi.

1-La befana vien di notte è un altro piccolo passo verso un cinema sempre più improntato al genere. È un caso isolato o davvero qualcosa sta cambiando nel panorama italiano?

F- Secondo me si sta facendo in modo di dare un carnet più ampio di scelta allo spettatore. Complice il fatto che viviamo in un’epoca in cui ormai la gente è abituata a spendere molto tempo a scegliere cosa vedere dai vari cataloghi come Netflix, Sky Go, Now TV, Amazon Prime. Ormai c’è questa possibilità di avere queste grandi banche dati a disposizione e scegliere quindi cose divise per genere, per attore, per regista. Quindi se sta davvero tornando un certo cinema di genere, può fare solo del bene. Altrimenti per andare a cercare il fantasy dobbiamo necessariamente andare a pescare nel cinema d’oltre oceano. Invece l’idea che possa nascere qui una storia e avere quelle possibilità di risoluzione, come l’utilizzo di effetti speciali, è confortante. Credo che sia una precisa scelta quella di cercare di far tornare certi film. Sotto questo aspetto Smetto Quando Voglio e Lo Chiamavano Jeeg Robot non sono stati dei casi isolati, bensì degli apripista.

2- Com’è stato lavorare con un maestro del genere come Michele Soavi?

Michele ha una serie di pregi che mi sono piaciuti. Primo fra tutti è l’entusiasmo. È un bambino che gioca col cinema. Gli piace tantissimo, ed è bravissimo, perché è un gioco che sa fare. Questo suo divertimento in primis è confortante e stimolante per gli attori che lavorano con lui. Poi è un pazzo sperimentatore. Ha iniziato a fare cinema quando i mezzi erano molto meno rispetto adesso. Ma è uno che cerca soluzioni alternative, come, ad esempio, una caduta, un salto, un’inquadratura particolare. È un vero artigiano della macchina da presa, e questo è molto piacevole per un attore da osservare sul set. Ci sa veramente fare. Sa dove posizionare al meglio la camera, e non è poca cosa.

3- Ci sono state scene particolarmente difficili da girare ne La befana vien di notte?

Considera che anche le scene basate sulla computer grafica sono scene in cui abbiamo comunque fatto cose mirabolanti su uno sfondo verde. Stare attaccati a dei fili e a fingere di volare uno appresso all’altra, le cadute dai dirupi, quello lo abbiamo fatto davvero (ride). Il solo trucco era complesso, perché la povera Paola aveva, credo, 3 ore di trucco, se non di più, per mettere la maschera da befana. Io avevo due ore solo per la barba. È stato faticoso ma divertentissimo. Poi pensa che bello avere la possibilità di giocare e interpretare un cattivo, al pari di un villain del fumetto. È bellissimo.

4- A proposito del tuo personaggio, come lo descriveresti?

È una sorta di Stregatto di Alice nel paese delle meraviglie. Forse un po’ lo ricorda anche nei colori. Sostanzialmente è un personaggio malvagio che vuole fare fuori la befana, perché si vuole sostituire a lei. Poi scopriremo le ragioni di questo nel film, chiaramente. Vuole toglierla di mezzo per diventare lui l’idolo dei bambini il 6 gennaio.

5- Una sorta di Grinch, praticamente?

Beh sì, però con una differenza sostanziale: Mr Johnny non è che ce l’ha con il Natale. Il personaggio ce l’ha proprio con la Befana “ad personam”. Il suo obiettivo non è boicottare le istituzioni delle feste, del Natale come Il Grinch. È un odio che parte da molto lontano, ma che non posso svelare.

La befana vien di notte, scritto da Nicola Guaglianone e diretto da Michele Soavi, uscirà nelle sale italiane il 27 dicembre distribuito da Lucky Red e Universal.

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