Roma, il nuovo film di Alfonso Cuarón

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Presentato al Festival di Venezia in concorso alla 75ma edizione della kermesse, Roma ha fatto ieri il suo debutto. Si tratta di uno dei lavori più personali del regista Alfonso Cuarón, colui che negli anni ha firmato titoli come Harry Potter E Il Prigioniero Di Azkaban, I Figli Degli Uomini e Gravity. Con Roma il filmmaker messicano cambia totalmente genere e ci racconta di Cleo (Yalitza Aparicio), giovane collaboratrice domestica di una famiglia di classe media di Città del Messico, residente nel quartiere di Roma. Cuarón dedica questo film alle donne che lo hanno cresciuto, attinge ai propri ricordi realizzando un quadro dei conflitti famigliari e della gerarchia sociale che segnavano la vita del paese ai tempi delle turbolenze politiche del Messico degli anni ’70.

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“Mentre stavo finendo le riprese del film precedente, mi ripromisi che il prossimo sarebbe stato qualcosa di più semplice e di più personale” racconta Cuarón. “Mi resi conto che infine era giunto il momento di tornare indietro e di fare un film in Messico, ma con tutte le risorse, tutti gli strumenti e tutte le tecniche che avevo acquisito nel corso degli anni”. David Linde, direttore generale di Participant Media, ha dichiarato a proposito del regista: “Amo il modo in cui è capace di spaziare da un film epico come Gravity a storie drammatiche e profondamente intime. È uno dei pochi registi in grado di fare colossal che in realtà sono storie intime e drammatiche come pellicole minori. Tutto ciò che fa ha qualcosa di personale”. Roma è​ il primo film che Cuarón ha girato nel suo paese natale dopo Y Tu Mamá También, e il regista era intenzionato a farne un’esperienza essenzialmente messicana. “È stato profondamente liberatorio girare un altro film nella mia lingua madre” ha dichiarato. “Lo spagnolo che parliamo noi è chilango, con il tipico accento degli abitanti di Città del Messico. Sogno in chilango, è per me assolutamente naturale ed istintivo. Nel film ho voluto recuperare una certa sottigliezza linguistica di quel periodo”.

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