Deadpool 2: il primo film e le radici del fenomeno

deadpool, deadpool 2 la seconda venuta, ryan reynolds, morena baccarin, tim miller

Un esordio folgorante, ecco le coordinate vincenti che hanno reso il primo Deadpool un successo clamoroso.

 

Deadpool debuttò nelle sale italiane il 18 febbraio 2016, anticipato di quattro giorni dall’uscita negli Stati Uniti e già da una potente eco entusiasta: nel primo fine settimana aveva guadagnato 135 milioni di dollari. Quell’anno era uno dei più attesi blockbuster, e negli Stati Uniti se ne parlava da mesi, anche grazie all’efficace campagna promozionale giocata sulla caratteristica principale del personaggio: il dissacrante senso dell’umorismo che prendeva in giro la celebrazione di san Valentino. Diretto da Tim Miller, al suo primo incarico da regista – era stato direttore creativo di Millenium – Uomini Che Odiano Le Donne e per il secondo film della saga di Thor – il grande pubblico restò subito colpito dal protagonista del film interpretato da Ryan Reynolds, attore canadese noto per il ruolo di Hannibal King in Blade: Trinity e di Lanterna Verde nell’omonimo film del 2011 basato sul supereroe dei fumetti della DC. In realtà il personaggio cinematografico di Deadpool non era un’assoluta novità: Reynolds aveva già indossato la tutina rossa in X-Men Le Origini: Wolverine.

 

Deadpool, il primo grande film
Sfigurato in volto a causa del processo che ha scatenato nel suo corpo il fattore rigenerante X, Wade Wilson si maschera nei panni di Deadpool – divertente scoprire la genesi del nome e quella del costume – infilato in una specie di muta in neoprene rossonera che lo fa sembrare un ninja, armato di due katana sul dorso. Una delle prerogative di Deadpool è l’azione, servita sin dal prologo esplosivo, ripreso in bullet time e dominato da buoni effetti visivi, campo in cui si è fatto le ossa l’esordiente regista Tim Miller. La trama prosegue con Deadpool che, aiutato dagli X-Men Colosso – un gigante paternalista creato tutto in digitale – e la teen dark Testata Mutante Megasonica (Brianna Hildebrand), vuole vendicarsi di Francis Freeman (Ed Skrein), il medico sadico che gli ha impiantato il fattore rigenerante deturpandogli però la pelle del volto.

Lo scenario creato sul cavalcavia di un’autostrada di New York diventa un inferno di incidenti e pallottole, una carneficina spettacolarizzata dal conteggio delle munizioni destinate ai bersagli inquadrati dall’anti-eroe. Il turbine di azione frenetica è ben montato sino a dilatarsi con l’arrivo di alcuni flashback, sempre introdotti da Deadpool che, con la sua voce off, imperversa con battute e sproloqui per spiegare le sue motivazioni di vendetta. La narrazione è molto fedele allo stile dissacrante e ironico del fumetto: già nei titoli di testa, al posto dei nomi dei personaggi compaiono alcuni dei principali cliché dei film di supereroi, come “cattivo britannico”, “comic relief” (quello che sdrammatizza), “adolescente lunatico”, “cameo gratuito”. Come il fumetto, anche il film è poi pieno di scene violente, di sesso e di volgarità.

E come non amarlo da subito? Wade Wilson è un romantico, quindi ecco la storia d’amore con una prostituta dalle forme da sballo interpretata da Morena Baccarin. Tra siparietti degni di una sit-com, gli incontri di Deadpool con l’amico barista e i battibecchi con la coinquilina cieca, il finale contro decine di avversari in un cantiere riporta alle conclusioni esplosive tipiche dei film Marvel. Passando da gag divertenti, allusioni sessuali, riferimenti cinefili e pop disparati, la carica scorretta di Deadpool, densa di termini scurrili e sconvenienti, caratterizza un personaggio che riempie un vuoto, quello dell’eroe cattivo ma simpatico, cui tutto è concesso, anche parlare dritto in camera verso il pubblico, esercizio da sempre difficile se non sconsigliato che sfonda nel vero meta-cinema ma che deriva direttamente dal suo personaggio nei fumetti, che si rivolge spesso al lettore.

 

Il Mercenario Chiacchierone

Nei fumetti il personaggio di Deadpool nasce nel 1991, nel numero 98 della serie Nuovi Mutanti della Marvel, creato dallo sceneggiatore Fabian Nicieza e dal disegnatore Rob Liefeld. All’anagrafe Deadpool è Wade Wilson: dopo un’infanzia difficile – padre violento e mamma morta di cancro – si arruola nell’esercito canadese e diventa poi un mercenario. Quando Wilson scopre di essere malato terminale di cancro, il governo canadese gli propone di partecipare al progetto speciale Arma X: gli viene impiantato il fattore rigenerante, che gli dona la capacità di guarire istantaneamente dalle ferite, ma resta sfigurato dalle cicatrici in tutto il corpo.

deadpool, deadpool 2 la seconda venuta, ryan reynolds, morena baccarin, tim miller

Deadpool è un anti-eroe dai metodi non convenzionali e discutibili, per il quale il fine giustifica i mezzi, ricorrendo anche alla violenza non giustificata. Questa caratterizzazione risente del contesto culturale in cui fu creato: alla fine degli anni ‘80 gli autori di fumetti avevano cominciato a scrivere storie più drammatiche, violente e sessualmente esplicite, una svolta rispetto al Comics Code, una serie di regole da seguire, che escludevano contenuti troppo violenti o sessuali.

La seconda principale caratteristica di Deadpool è la parlantina sboccata, cui deve il soprannome di Mercenario Chiacchierone. Sia nei fumetti sia nel primo film, Deadpool si rivolge direttamente al lettore/spettatore, facendo anche battute sui molti stereotipi dei supereroi.

Alla fine degli anni ‘90 Deadpool si afferma come fumetto brillante e innovativo, che affronta in maniera dissacrante temi delicati come il cancro e la schizofrenia – Deadpool sente le ‘voci’. Humour e originalità fecero di Deadpool un fumetto di culto, e l’abilità di Kelly e di Christopher Priest – lo sceneggiatore che lo sostituì nel 1999 – nel mantenere alto il livello delle storie e delle battute impedirono che diventasse monotono. Negli anni più recenti, la Marvel ha cercato di “enfatizzare l’idea che dietro tutta l’offensività, Deadpool abbia un’anima”, mettendo in mostra il suo lato più umano e raccontandone il percorso di maturazione: le sue battute sono diventate spesso un meccanismo difensivo per nasconderne la fragilità.

 

L’idea alla base del film

Di un film su Deadpool si parlava da molti anni, ma si decise di farlo nel 2009, dopo il successo di X-Men Le Origini: Wolverine, in cui Ryan Reynolds lo aveva interpretato. Con la proiezione del primo trailer al Comic-Con di San Diego del 2015, si era scatenata una grande eccitazione in attesa del film, alimentata dalla vasta copertura mediatica. La campagna promozionale del film ha ottenuto un grande successo: la trovata di presentare scherzosamente il film come una tipica commedia da weekend di San Valentino ha infiammato i cuori dei fan. A Los Angeles era anche stato allestito un cartellone pubblicitario con sopra due emoji – un teschio e una cacca – e una “L” al posto del titolo del film (dead-poo-L). Ryan Reynolds su Twitter aveva partecipato moltissimo alla promozione del film. E così Reynolds a quarant’anni ha colto il suo primo vero successo in carriera, non che prima se la passasse male, ma con Deadpool tutto è cambiato, al punto da diventare produttore del sequel.

 

Il successo del debutto

Oltre al successo commerciale, Deadpool ha ricevuto recensioni positive e spesso entusiaste sia da parte del pubblico sia della critica. L’Hollywood Reporter ha apprezzato le battute sull’universo Marvel e sulla cultura pop in generale: e dice che per la prima volta il tradizionale cameo di Stan Lee, il famosissimo autore della Marvel che compare in tutti i film sui supereroi della casa editrice, è davvero divertente. Il Guardian ha dato al film tre stelle su cinque, mentre Variety ha scritto che è un “toccasana” se confrontato con i film del Marvel Cinematic Universe (come gli Avengers o Thor), e che “usa quel trucco molto postmoderno di cavarsela con le formule e i cliché semplicemente mettendoli in mostra”. Rotten Tomatoes, tra i più importanti aggregatori online di recensioni, ha dato al film un punteggio di 84/100 basandosi sulle critiche, e di 95/100 sulle opinioni degli utenti. Metacritic, normalmente più severo nelle valutazioni, ha dato al film rispettivamente 65/100 e 8,6/10.

deadpool, deadpool 2 la seconda venuta, ryan reynolds, morena baccarin, tim miller

Leave a Reply

Your email address will not be published.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>