Westworld – l’evoluzione dei personaggi secondo Thandie Newton ed Evan Rachel Wood

Westworld – l’evoluzione dei personaggi secondo Thandie Newton ed Evan Rachel Wood

Manca più di un mese all’uscita della seconda stagione di Westworld, la serie televisiva che si basa su uno dei cult del cinema di fantascienza del 1973 diretto dall’autore e scrittore americano Michael Crichton, conosciuto anche per aver creato un altro grande parco dei divertimenti disperso in un’isola della Costa Rica, Jurassic Park. Il tema è lo stesso, e riguarda la natura del genere umano, che da sempre desidera primeggiare tra le specie presenti sulla Terra per mezzo dell’intelletto e della scienza, che grazie alle continue scoperte lo porta sempre di più verso l’obiettivo evolutivo. Ma si sa, usando la teoria del caos che il docente di matematica Ian Malcolm ci ha rivelato nel romanzo e nel film di Spielberg, un cambiamento minimo nell’equilibrio complessivo può portare a gravi variazioni nell’intero sistema. Usando lo stesso paragone, sembra accadere lo stesso nella serie prodotta da HBO. Non ci sono dinosauri che cominciano a riprendersi il proprio territorio, perché il racconto scritto da Jonathan Nolan riprende la ribellione delle macchine verso gli “ospiti” presenti a Westworld, prendendo gradualmente coscienza di sé e delle proprie potenzialità.

Ma ci sono ulteriori aspetti che elevano questa storia a qualcosa di più di una classica serie televisiva fantascientifica. Oltre al concetto di anima (costruito attorno al labirinto, il percorso che alcuni robot intraprendono interiormente nel raggiungimento della coscienza), c’è tuttavia un piccolissimo elemento che ha un significato simbolico di enorme importanza. Le prime a comprendere la loro capacità e la loro forza sono le donne, che in Westworld vengono in pratica schiavizzate e utilizzate al solo scopo sessuale. Sono loro che cominciano ad andare fuori dalla giostra routinaria del parco, con piccoli gesti fino alla prima grande rivolta verso le ultime puntate. Thandie Newton ed Evan Rachel Wood sono le attrici che interpretano rispettivamente i personaggi di Maeve e Dolores, le prime a capire la necessità di andare fuori dagli schemi per seguire il labirinto della loro vita, un fatto insolito visto il genere di riferimento, il western, dove il ruolo femminile è sempre stato secondario. Newton, durante l’incontro avvenuto al panel HBO in occasione del SXSW, ha risposto così alla domanda su come si sentisse a impersonare una parte in un racconto che generalmente vedeva l’uomo al centro della scena.

“Normale! Si sentiva normale anche Sigourney Weaver in Alien, ed era secoli fa. Ho chiamato il mio ragazzo Ripley perché è una donna nella quale mi riconosco. Voglio solo mettere in scena la verità, e molto spesso la verità dei personaggi che interpreto come donna è che è potente, è intelligente, ed è in grado di fare tantissime cose”.

La stessa Evan Rachel Wood ha aggiunto di non essersi chiusa nel ruolo di Dolores, un personaggio del quale si è notato un graduale sviluppo del carattere tanto quanto quello di Maeve.

“La scorsa stagione è stata un viaggio perché la vita stava imitando l’arte in un certo senso. Ecco perché mi piace lavorare con gli showrunner Jonathan Nolan e Lisa Joy, perché la sensibilità di tutti è nel posto giusto. Lo stiamo facendo per una ragione, ed è diventato lampante ed evidente il motivo già dall’anno scorso”.

L’attrice non si è immedesimata solamente nel ruolo di Dolores in Westworld, ma ne condivide alcune esperienze particolarmente spiacevoli, come lei stessa ha testimoniato il 27 febbraio di fronte al Congresso degli Stati Uniti in merito alle molestie subìte in età adolescenziale.

“Ho sempre sostenuto che interpretare questo ruolo mi ha trasformato e ha cambiato completamente la mia vita, È difficile non percorrere gli stessi cambiamenti evolutivi dei personaggi perché sei in viaggio con loro. Non sai cosa accadrà a loro; non riesci a prepararti mentalmente, e la crisi esistenziale diventa qualcosa di reale “.

Westworld uscirà su Sky Atlantic il 23 aprile.

Fonte: Variety

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