Miglior Film d’Animazione: Coco, Loving Vincent, Ferdinand

Molto più di una semplice illusione ottica: il cinema d'animazione dona alle pellicole una vita insospettata, come dimostrano tre film in lizza per la statuetta

Miglior Film d’Animazione: Coco, Loving Vincent, Ferdinand

Testo Matteo Guizzardi

Qui se la battono la grande pittura di un folle maestro del ventesimo secolo, l’arte impareggiabile del sogno confezionata ad arte da Disney Pixar e la simpatia incredibile di un quadrupede dalla personalità unica. Chi ha detto che questa categoria, fondata soltanto nel 2002, non riserva sorprese e colpi di scena? Forse nessuno. E infatti eccoci qua a riempirci gli occhi di luci, colori, fuochi d’artificio e tanto, tanto divertimento.

Coco

Fresco dall’aver sbancato gli Annie Awards – sono 11 i premi che si è aggiudicato tra cui miglior lungometraggio animato, miglior regia (Lee Unkrich, Adrian Molina), miglior scrittura (Molina e Matthew Aldrich) e miglior voce di recitazione (Anthony Gonzalez) – Coco deve vedersela con vari competitor tra cui un altro campioncino di casa Pixar, Cars 3, due film di casa DreamWorks, Boss Baby e Capitan Mutanda, e altri. Ma questa pellicola ha un fascino tutto messicaneggiante che con la sua variopinta allegria e le sue atmosfere sognanti promette di poter spuntare un grande risultato. Il film racconta la storia del giovane Miguel il quale ha un sogno: diventare un celebre musicista come il suo idolo Ernesto de la Cruz. E infatti Miguel non capisce perché in famiglia sia severamente bandita qualsiasi forma di musica, da generazioni.

Desideroso di dimostrare il proprio talento, a seguito di una misteriosa serie di eventi Miguel finisce per ritrovarsi nella sorprendente e variopinta Terra dell’Aldilà. Lungo il cammino si imbatte nel simpatico e truffaldino Hector; insieme intraprenderanno uno straordinario viaggio alla scoperta della storia, mai raccontata, della famiglia di Miguel. Diretto da Lee Unkrich (Toy Story 3 – La Grande Fuga), co-diretto da Adrian Molina (story artist di Monsters University) e prodotto da Darla K. Anderson (Toy Story 3 – La Grande Fuga), il film Disney esplora il tema universale legato alla famiglia in modo fresco e contemporaneo: “I rapporti con i nostri familiari sono bellissimi e complicati”, hanno spiegato non a caso Unkrich e Molina “è la nostra famiglia a determinare che tipo di persone diventeremo e questo ci ha fatto pensare: se avessimo l’opportunità di incontrare i nostri antenati, quali delle nostre caratteristiche ritroveremmo in loro? Abbiamo trovato un filo conduttore nell’esigenza di essere ricordati, di percepire che continueremo a essere importanti anche alla fine della nostra vita sulla Terra”.

Loving Vincent

Per l’ottavo anno consecutivo una nomination dell’Academy è andata a un film realizzato grazie alla nota piattaforma di crowdfunding Kickstarter. Un piccolo record di cui Loving Vincent deve essere fiero. La pellicola scritta e diretta da Dorota Kobiela e Hugh Welchman, il primo film lungometraggio interamente dipinto su tela, racconta il mistero della vita e della morte di Vincent Van Gogh, genio incredibile scomparso nel 1890. Nessun altro artista al mondo ha dato vita a così tante leggende quanto Vincent van Gogh (1853- 1890). Nel film prendono in vita opere come Caffè di notte, Campo di grano con volo di corvi, Notte stellata, ma anche ritratti e autoritratti di van Gogh- si apre in Francia, nell’estate del 1891. Definito come un martire, un satiro lussurioso, un folle, un genio e un fannullone, e spesso anche travisato e oscurato dal mito e dal tempo, il vero Vincent viene improvvisamente svelato dalle sue lettere.

Ispirandosi al suo ultimo scritto, quello in cui annotava “Non possiamo che parlare con i nostri dipinti”, Loving Vicent ha scelto di partire dalle parole dell’artista, lasciando che fossero proprio i dipinti a raccontare la storia e l’opera del pittore olandese esposto nei più importanti musei del mondo, da Amsterdam a New York, da Londra a Mosca, da Parigi a Dallas. Tanti gli aspetti unici di un film che è composto da migliaia di immagini create nello stile di Vincent van Gogh realizzate da un team di 125 artisti che hanno lavorato anni per arrivare a un risultato originale e di enorme impatto. Un lungometraggio poetico e seducente che mescola arte, tecnologia e pittura e si è aggiudicato il Premio del Pubblico all’ultimo Festival d’Annecy. Del resto la forma d’arte di questo film è differente dalla pittura. Se la pittura fissa uno specifico momento della realtà, il film appare fluido, sembra muoversi tra lo spazio e il tempo. Per questo il Painting Design Team ha impiegato un anno per reimmaginare i quadri di van Gogh come se fossero un film. In Loving Vicent 94 quadri di van Gogh sono riprodotti in una forma simile a quella originale e più di 31 dipinti sono rappresentati parzialmente. Vi sembra poco?

Ferdinand

L’ultimo film animato in CGI di Carlos Saldanha (già noto per L’Era Glaciale 2 e 3 e L’alba dei dinosauri) ci racconta la storia di un toro pacifista – doppiato da John Cena, il noto wrestler, e no, non ci sono particolari contraddizioni in questo, se avevate intenzione di chiedere – che viene adottato da un amorevole agricoltore e da sua figlia. Tuttavia, la sua vita idilliaca viene stravolta dopo che l’animale è scambiato per una bestia feroce e portato in un campo di addestramento per tori destinati a sollazzare il pubblico delle corride sfidando i matador più abili e letali che ci siano. Riuscirà a fuggire e a rivendicare la sua vita e le sue emozioni? Ferdinand è un concentrato di simpatia educativa, non a caso la storia si basa su un libro per bambini del 1936 scritto da Munro Leaf e illustrato da Robert Lawson. Saldanha aveva pensato a portare la narrazione sul grande schermo già sei anni fa quando stava lavorando su Rio 2.

Twentieth Century Fox and Blue Sky Studios present “Ferdinand.”

“Ero molto emozionato quando ho scoperto che Fox e Blue Sky stavano pensando di sviluppare un film basato sul libro”, ricorda il regista. “avevo letto l’opera e mi sono innamorato della storia e del suo meraviglioso messaggio di accettazione e di diversità. Ho pensato che questo era il momento giusto per prendere questo bel piccolo libro e svilupparlo in un film di famiglia per il pubblico di oggi.” La nomination di Ferdinand è stata la più grande sorpresa della sua categoria, ma il messaggio sulla pace e l’idea che la non violenza sia l’unica strada efficace per far valere il proprio punto di vista sono certamente temi che non invecchiano mai e che non perdono mai la loro efficacia. Per questo Ferdinand piace e la sua figura di “underdog” (o dovremmo dire “underbull”) in questa corsa ce lo rende ancora più simpatico e irresistibile.

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