Napoleon, il leggendario kolossal mai realizzato di Stanley Kubrick

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Anthony Frewin, storico assistente di Stanley Kubrick, una volta ha detto: “C’è un solo Stanley che potrebbe fare un film di Stanley Kubrick”. Una dichiarazione nata per devozione nei confronti del grande regista inglese, ma in realtà fatta anche per aggirare le abituali attribuzioni a questo o quel regista di progetti di film che Kubrick non ebbe modo o tempo di fare. Nomi che spaziano da Ridley Scott a Steven Spielberg, guarda caso entrambi associati a uno stesso progetto: quello di Napoleon, l’ossessione cinematografica più formidabile che occupò la vita del regista di 2001: Odissea nello spazio. Per omaggiare quel film mai realizzato, l’editore Taschen nel 2009 aveva fatto uscire un’edizione speciale curata da Alison Castle, a tiratura limitata e piuttosto costosa, realizzata come un libro-gadget: un volume al cui interno erano contenutedieci pubblicazioni di vario formato incentrate su quel progetto di film e recuperate dal mirabolante “archivio Kubrick”, che ancora oggi rappresenta un paradiso per i cinefili doc. Quasi dieci anni dopo, Taschen torna sull’argomento pubblicando, il prossimo mese di marzo, una riedizione del monumentale lavoro di Alison Castle riunendolo in un solo volume di ben 832 pagine (in lingua inglese e al costo più accessibile di 50 euro). Di Napoleon è prevista anche una mostra espositiva che si terrà a Barcellona a partire dal 18 ottobre 2018 fino al 31 marzo 2019.

Sfogliando Napoleon–The Greatest Movie Never Made, ci sono un paio dicose sulle quali qualunque appassionato di cinema e dell’artista Stanley Kubrick non potrebbe obiettare. Napoleon è davvero, materialmente, il “più grande film mai realizzato” e, per definizione, un’opera leggendaria che ha attraversato non soltanto la storia della carriera di Kubrick ma anche l’industria del cinema. Altrimenti non ci sarebbero così tante aspirazioni a metterci le mani sopra, prendendo il posto del compianto regista (e su questo Spielberg ha battuto tutti firmando nel 2001 il celebre A.I. – Intelligenza artificiale, tra l’altro dopo aver realizzato Schindler’s List nel 1993 raccontando l’Olocausto, un tema che Kubrick intendeva affrontare in Wartime Lies, altra opera rimasta nel cassetto). In seconda battuta, è quasi impossibile valutare l’immenso archivio di materiale riservato a Napoleone soltanto come un’esperienza cinematografica incompiuta o in progress, poiché la ricchezza e l’ampiezza dell’archivio sono degne di una biografia normalmente imbastita da un storico.

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“Napoleon – The Greatest Movie Never Made”. Courtesy Of Taschen

La magnifica ossessione di Kubrick per Napoleon inizia ufficialmente nell’estate del 1967, durante la post-produzione di 2001: Odissea nello spazio, e si conclude momentaneamente nel 1971. La ragione va imputata al produttore Dino De Laurentiis che nel 1970 rubò la scena a Kubrick producendo Waterloo con Rod Steiger nel ruolo di Napoleone Bonaparte. Lo studio MGM, che seguiva il progetto di Kubrick, non ci pensò due volte e smise di appoggiare il progetto. Il regista, che in privato definì il film avversario piuttosto “stupido”, al contrario non perse mai del tutto la speranza di fare il suo kolossal, tant’è che negli anni successivi continuò ad accumulare e ad archiviare materiale nella speranza di poter partire ufficialmente con la produzione. Ovunque lui andasse, una nuova casa dietro l’altra, l’archivio lo seguiva fedelmente. Nelle intenzioni del regista, il suo Napoleon doveva diventare sullo schermo un film epico, un kolossal che parlasse in modo chiaro e documentato di un uomo che fu cruciale per la storia europea. Nel suo racconto romanticismo, intrighi, tradimenti e sentimenti più frivoli dovevano accompagnarsi a spettacolari scene di battaglie per terra e per mare.

Di questa straordinaria figura storica, Kubrick desiderava sapere tutto e soprattutto voleva conoscerlo intimamente: gli atteggiamenti, i comportamenti anche più banali (il condottiero era solito mangiare bistecca e gelato assieme…), le opinioni e le esperienze che formarono la sua vita politica o che influenzarono ogni decisione. Mentre le ricerche proseguivano, il regista aveva già davanti agli occhi, nel 1968, una lista di attori di gran classe da scritturare: Peter O’Toole, Alec Guinness, Peter Ustinov e Audrey Hepburn. In quello stesso anno aveva offerto la parte principale a Oskar Werner (Jules et Jim), pur restandogli aggrappati al cuore gli attori inglesi Ian Holm e David Hemmings. Quando nel 1970 è sfiorato dalla tentazione di ripresentare il progetto, questa volta alla United Artists e al costo di 5 milioni di dollari, il nome che circola più insistentemente è quello di Jack Nicholson, con il quale in futuro farà Shining (1980). A beneficiare di tanto e tale trambusto artistico, alla fine, sarà un altro film di Kubrick: Barry Lyndon, (1975), girato con mezzi e uno stile nell’illuminazione degli interni e degli esterni che il regista aveva riservato a Napoleon.

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“Napoleon – The Greatest Movie Never Made”. Courtesy Of Taschen

Monumentale biografia di Napoleone, o kolossal storico rimasto in un limbo di carta e immagini, il volume edito da Taschen riesuma e rende disponibile in un colpo solo un’autentica leggenda, portando in casa dei fan di Kubrick quel suo meticoloso, articolato e impeccabile archivio. Alison Castle, già editor di un altro testo fondamentale, The Stanley Kubrick Archives (Taschen, 2016), ha fatto un po’ d’ordine, ma il rischio di perdersi tra l’andirivieni di carte, bozzetti, fotografie di costumi e location, cronologie, corrispondenza privata e sceneggiature è davvero forte. Nella sua prefazione, la studiosa pone l’accento sulla parola “sconsiderato” in merito al numero dei documenti collezionati per il film, spesso frutto di ricerche dello storico assistente Tony Frewin spedito sulle tracce di Napoleone a scattare istantanee o raccogliere libri e altro materiale.

In Napoleon – The Greatest Movie Never Made c’è dunque solo l’imbarazzo della scelta, ogni punto di partenza è accettabile (anche se partire dall’inizio è sempre il percorso migliore). Leggendo questo volume si ha inoltre l’impressione che ogni compartimento di “ricerca” o preparazione messo in atto dal regista e da chi lo aiutò nel lavoro (i colloqui con lo storico Felix Markham, autore di una biografia su Napoleone uscita nel 1963 che il regista intendeva già usare) riesca perfino a fornire molteplici punti di vista sul progetto, per poi tornare daccapo ai piedi della figura del condottiero e imperatore. Con in sottofondo la speciale e tenace convinzione dello stesso Kubrick che quel film in un modo o nell’altro si sarebbe fatto. Questo volume è dunque il ritratto di un film mai nato ma anche il ritratto di un regista straordinariamente umano e fedele alla sua passione sino all’ultimo.

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“Napoleon – The Greatest Movie Never Made”. Courtesy Of Taschen

Mario A. Rumor

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