Edge of Tomorrow

Edge of Tomorrow

Guardando un film non vi è mai capitato di pensare che sarebbe stato perfetto per trarne una serie tv? A noi capita di continuo. Stavolta tocca a Edge Of Tomorrow – Senza Domani, di Doug Liman, e vi spieghiamo perché.

L’epoca in cui viviamo è quella del trionfo delle serie tv. Il medium del piccolo schermo si è accostato sempre di più a canoni estetici e narrativi propri del cinema: la cura per la confezione, per il concept, l’attenzione alla performance degli attori, una certa, maggiore singolarità del prodotto, anche se articolato in una serialità più o meno consistente. Gli spunti da cui partire non sono però tutti uguali. Ci sono storie che hanno in loro stesse il germe della serializzazione, la possibilità di essere sviluppate in quel particolare formato senza incorrere in forzature. Tra queste possiamo annoverare senz’altro il plot alla base di Edge Of Tomorrow, il film di Doug Liman uscito nel 2014. Una miscela di suggestioni post-apocalittiche e grande fascinazione per l’action giocato quasi come in un videogame, con la possibilità di sfruttare numerose ‘vite’ per superare un determinato ‘livello’. Lo scenario è un’invasione aliena, che sta mettendo in ginocchio il genere umano conquistando i continenti a suon di aspre battaglie contro le forze terrestri. Improvvisamente uno degli ufficiali dell’esercito si ritrova con la capacità di riavvolgere il tempo, potendo così morire tante volte in battaglia ma sempre con la possibilità di rivivere la medesima situazione, e magari superarla con successo.

Il suo potere potrebbe essere la chiave per vincere la guerra, insieme alla carismatica Rita Vrataski, il capo militare interpretato da Emily Blunt. Basta sapere queste poche nozioni sul film per capire come Edge Of Tomorrow sia perfetto per ricavarne una serie tv. Prendere i personaggi, lanciarli nella furia della battaglia come palline in un flipper, sapendo che ogni volta si può spingerli alle estreme conseguenze, patire con loro e poi entusiasmarsi per vederli ritentare l’impresa. Una volta nelle serie tv gli eroi erano messi in pericolo mille volte, ma sapevi che alla fine si salvavano sempre, anche a prezzo di far succedere coincidenze a dir poco improbabili, o salvataggi in extremis del tutto campati per aria. In una serie tratta da Edge Of Tomorrow si potrebbe spezzare questo vincolo e dare libero sfogo al divertimento. Perché è di questo che si tratta: chi ha visto il film sa che la commedia è forte e presente quanto l’azione, e che Cruise e la Blunt sono una coppia favolosa di protagonisti. Impossibile pensare ad altri attori a guidare un ipotetico show televisivo. Il resto lo fanno le armature-esoscheletri, le battaglie, l’immaginario nerd all’ennesima potenza. Il punto è proprio inventarsi mille varianti di una stessa situazione, facendo leva sulla stregonesca aspirazione a cui tutti una volta o l’altra pensano: quella di poter modificare il passato ben armati del famigerato senno di poi. Un concetto enorme espresso sotto le brillanti spoglie di un prodotto pop.

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