Luca Guadagnino: “Suspiria non sarà un remake”

Luca Guadagnino: “Suspiria non sarà un remake”

In attesa dell’uscita nelle sale italiane di Chiamami col tuo nome (previsto per il 25 gennaio), Luca Guadagnino torna a parlare di un altro suo progetto, che sin dall’annuncio ha provocato non poca agitazione da parte di critici e cinefili. Suspiria rappresenta il suo prossimo film che vedrà la luce, una produzione Amazon che è terminata verso la fine di quest’anno e che verrà rilasciata molto probabilmente ad autunno del 2018. Il film ripercorre lo stesso filone narrativo del cult di Dario Argento, recentemente restaurato da TLEFilms Film Restoration & Preservation Services. Una giovane ragazza americana infatti sogna di diventare una ballerina, e decide di frequentare una delle scuole più ambite in Germania, scoprendo nel corso della sua permanenza dei segreti inquietanti che dovevano rimanere nascosti. La somiglianza tra le due storie è stato il motivo degli attacchi ricevuti nei confronti di Guadagnino, accusato di riproporre il racconto di Argento al solo scopo commerciale, non inserendo nulla rispetto a quanto visto dalla pellicola del 1977. Il regista, interpellato dal giornale The Guardian, difende la sua scelta, e sostenendo che ciò che verrà proiettato altro non è che un omaggio al maestro, che ha contributo fortemente alla sua crescita in campo cinematografico.

“Ogni film che faccio è un passo nei miei sogni da adolescente, e Suspiria è il sogno megalomane adolescenziale più chiaro che ho mai avuto. Ho visto il poster quando avevo 11 anni e poi ho visto il film quando avevo 14 anni, e mi ha colpito duramente. Ho subito iniziato a sognare di crearne una mia versione. Quindi in un certo senso mi fa sorridere quando sento che la gente affermare “Come osi rifare Suspiria. È la tipica mentalità basata sul commercio”. Ero solo un ragazzo che aveva visto un film che lo ha reso quello che è diventato. È così che mi sto avvicinando: un omaggio all’emozione incredibile e potente che ho provato quando l’ho visto.

Smetti di guardare la messa in scena di Tristano e Isotta perché Patrice Chéreau era così incredibile? No, ce ne sarà uno nuovo che sarà fantastico. Quanti Amleti abbiamo vissuto nelle nostre vite che sono stati fantastici? L’arte umana non si tratta di inventare qualcosa di originale, ma di trovare un nuovo punto di vista”.

Fonte: The Guardian

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