Surfin’ Vietnam

apocalypse now, fulvio risuleo

Scopriamo qual è la scena preferita di Fulvio Risuleo, regista di Guarda in alto, e perché proprio Apocalypse Now….

Testo Matteo Guizzardi

Con il suo film Guarda In Alto, presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma, il giovane regista Fulvio Risuleo ha voluto adottare un’idea originale, diversa e particolare per raccontare in maniera personale Roma, la sua città. Un interesse verso questo progetto, che nasce in primo luogo dalla singolarità delle location in cui si svolge la storia, i tetti della Città Eterna, e poi dalla volontà di dare un aspetto di realtà a una storia surreale. Le ambientazioni dei tetti sono state scelte per far sembrare quei luoghi, di solito inesplorati e segreti, come un mondo underground, con la differenza che qui tutto è alla luce del sole. Al centro vi è Teco (interpretato dall’emergente Giacomo Ferrara, che ha interpretato Spadino, il criminale di etnia Sinti, in Suburra, la serie tv firmata Netflix), giovane annoiato che lavora come assistente in un forno, protagonista di un fantasioso viaggio nell’Upperground.

apocalypse now, fulvio risuleo

A un regista così giovane e innovativo ma dotato di una cultura cinematografica già sterminata, abbiamo chiesto quale scena di un film ha sempre sognato di girare in prima persona. La sua risposta? Apocalypse Now. “Parlo della scena nella quale ci viene presentato il colonnello William ‘Bill’ Kilgore interpretato da Robert Duvall e veniamo a sapere che lui non si trova in Vietnam per combattere bensì per fare surf. È anche la scena nella quale il colonnello pronuncia la famosa battuta: ‘Mi piace l’odore del napalm di mattina… profuma di vittoria’. È una sequenza che ritengo fantastica, perché introduce un personaggio iconico, entrato a buon diritto nella storia del cinema, e che si trova così in contrasto rispetto all’ambiente che lo circonda. È un modo molto intelligente con cui il regista Francis Ford Coppola ci segnala che il suo film non è tanto una pellicola sulla guerra bensì sugli effetti che la guerra ha sugli esseri umani. Il modo in cui Duvall ci viene mostrato – un uomo a petto nudo circondato da soldati subordinati in divisa – ci fa anche capire come il diverso grado di potere sia connotato dall’abbigliamento, o in questo caso, dalla scelta di non indossarlo”.

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