Denis Villeneuve: “Il mio Dune non avrà collegamenti con quello di David Lynch”

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di Riccardo Lo Re

Denis Villeneuve continua il suo viaggio universale con la realizzazione per Legendary di Dune, il lungometraggio tratto dal romanzo del 1965 di Frank Herbert che ha ottenuto numerosi riconoscimenti in campo letterario, oltre ad aver influenzato l’immaginario cinematografico di genere fantascientifico. La storia si immerge in una lotta di potere tra due case importanti della galassia: da un lato, gli Atreides, con a capo il Duca Leto, e dall’altro gli Harkonnen, sotto il controllo del malvagio Barone Vladimir. Entrambi hanno uno scopo comune, che è la conquista e il dominio del pianeta deserticoArrakis, conosciuta proprio col nome di Dune e che produce la cosiddetta Melange,una sostanza unica e pregiata che rende il pianeta uno dei punti nevralgici dell’Impero.

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Il romanzo fu inizialmente portato nelle sale nel 1984 da David Lynch, con protagonisti Kyle MacLachlan nel ruolo dell’erede Paul Atreides, Jürgen Prochnow in quello del Duca Leto Atreides, e Kenneth McMillan nella parte del crudele Barone Vladimir Harkonnen. Il lungometraggio, prodotto all’epoca da Dino De Laurentiis, fu uno dei più dispendiosi dell’epoca, con un costo che si aggirò attorno ai 45 milioni di dollari. Per Lynch non fu per niente semplice affrontare un progetto così grosso, nonostante il successo del suo precedente lavoro The Elephant Man. Divergenze creative, problemi nella fase di montaggio tra i quali l’impossibilità del finalcut, (la durata effettiva del film fu inizialmente di 4 ore, e venne ridotta a 2 ore e 10 con tagli netti delle scene che resero incomprensibile la storia già di per sé enigmatica).Dune non diede alcuna libertà creativa all’autore, schiacciato dai compromessi voluti dall’alto che impedirono al regista di appropriarsi del progetto. Di tutti questi mali, c’è certamente una nota positiva che rilanciò all’epoca la carriera di Lynch. Dopo il flop del film, il regista di Eraserheadconsegnò tra le mani di De Laurentiis la sceneggiatura che diede alla luce uno dei cult del cineasta americano:Velluto Blu.

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Visti i precedenti, la scelta di Villeneuve di tornare ad Arrakis è sicuramente rischiosa, ma il regista di Arrival ha dalla sua parte una decisione altrettanto temeraria: il sequel BladeRunner 2049. Il film, costato 150 milioni di dollari, ha ricevuto giudizi favorevoli da parte della critica, anche se, in termini di incassi,non è stato un trionfo come ci si aspettava, ottenendo 248 milioni di dollari in tutto il mondo.L’autore di Sicario, in un’intervista su Facebook compiuta da Yahoo! Movies, ha dichiarato quelle che sono le sue vere intenzioni riguardo questo secondo tentativo di portare in sala Dune, attestando la sua stima per Lynch, e sottolineando la distanza tra la sua opera futura con quella dell’84.  “Negli anni ’80 David Lynch ha compiuto una trasposizione che ha delle qualità molto forti. – afferma Villeneuve – Voglio dire, David Lynch è uno dei migliori cineasti viventi, e ho grande rispetto per lui. Ma quando ho visto il suo adattamento, sono rimasto impressionato, ma non è quello che avevo sognato, quindi sto cercando di adattare il film a quelli che sono i miei sogni. Non avrà alcun collegamento con l’opera di David Lynch. Tornerò al romanzo e alle immagini che sono emerse quando l’ho letto”.

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