Intervista a Gerard Butler

Intervista a Gerard Butler

L’affascinante attore scozzese Gerard Butler, noto per la sua epica interpretazione di Re Leonida in 300, e più di recente per il suo disaster movie Geostorm, attualmente nei cinema, ha fatto tappa a Roma per parlare dei suoi nuovi progetti, della sua vita precedente come musicista e avvocato e su cosa lo sta facendo “invecchiare” molto rapidamente. E non solo perché oggi, 13 novembre, è invecchiato di un anno per definizione (Buon compleanno, Gerry).

C’è un rituale che svolgi prima di girare per caricarti ed essere pronto alla scena?

Dipende da quale scena sto per girare. A volte studio semplicemente la sceneggiatura, parlo con gli altri attori e con il regista. Altre volte è diverso, come accaduto con un film che ho appena girato. Si chiama Keepers ed è un piccolo thriller psicologico incentrato su tre custodi di un faro che si trovano invischiati in una serie di situazioni spiacevoli e nel quale il mio personaggio comincia a perdere progressivamente il lume della ragione. In questo film ci sono alcune scene ad alto tasso di emotività o follia, e in un caso come questo ho sempre bisogno, prima di girare, di prendermi il mio spazio, compiere qualche routine per esercitare la memoria, ascoltare un certo tipo di musica, leggere determinate cose. A volte ho bisogno semplicemente di prepararmi per la scena da un punto di vista prettamente fisico, per esempio se si tratta di un film d’azione in cui il tuo personaggio viene coinvolto in un incidente, pugnalato, gli sparano, e un attimo dopo ti ritrovi a combattere, e questo si ripete per 120 o 200 volte in un giorno. In queste situazioni la parte faticosa per ricreare sul set quella condizione di dolore o sforzo fisico del tuo personaggio è che devi correre, saltare, fare flessioni, dare pugni al muro, spingere la tua controfigura, tutto questo semplicemente per raggiungere quel livello. E la cosa, come dicevo, si ripete per 200 volte in un giorno. Ecco perchè questi film mi fanno invecchiare molto in fretta.

In Geostorm interpreti un ruolo che ricorda un pò quello di Bruce Willis in Armageddon. Dove hai preso l’ispirazione per questa parte?

Bruce Willis in Armageddon? (ride) Armageddon è stato uno dei primi film per i quali ho mai fatto un provino, era per uno dei ruoli minori, e ricordo che dovevo imitare l’accento texano il che mi rendeva nervoso, inoltre il mio accento scozzese tendeva sempre a venire fuori qua e là. Non penso di averlo azzeccato un granchè. Ecco, quella è stata la mia prima volta ad Hollywood. Non mi ero trasferito lì, mi trovavo lì per altri motivi e sono finito a fare un provino per Armageddon. Per Geostorm siamo andati alla NASA, perciò mi sono trovato a collaborare con due astronauti e con gli scienziati che lavorano lì. Stavamo facendo la parte ambientata a New Orleans, dove costruiscono tutta una serie di strutture tecnologiche, shuttle, serbatoi di carburante e sviluppano un sacco di nuove idee. Non direi però che ho basato il mio ruolo su un personaggio preesistente. Di solito penso a come poter portare un personaggio in una direzione nuova piuttosto che rievocare la performance di qualcun altro. Questa sarà semplicemente una versione meno convincente di Bruce Willis in Armageddon (ride).

Ti piace vedere eroine femminili in azione? Riusciremo a vederti prima o poi in un film in cui ti trovi in pericolo ed è una donna a salvarti?

Assolutamente no (ride). Ma sì, sì, potrebbe succedere. Uno dei miei film preferiti di quest’anno è Wonder Woman. Mi sono divertito un sacco a guardarlo, lei ha davvero spaccato i c#li. Conosco Gal. È una ragazza fantastica ed è stata straordinaria in quel film. Perciò ovvio, non avrei alcun problema a essere salvato da una bella donna. Sono disponibile a tutto finché si tratta di qualcosa di divertente, interessante o diverso dal solito.

Quali sono i tuoi eroi nella vita reale?

Non posso che rispondere mia madre. Mia madre ha tirato su me e i miei due fratelli senza l’aiuto di nostro padre. Tornò dal Canada con 14 dollari in tasca e tre ragazzini da sfamare. Io avevo due anni. Dovette supplicare AirCanada di farla salire su un aereo e poi è tornata. Non aveva qualifiche e così ha frequentato le scuole serali e in pratica ha cresciuto tre marmocchi, e io sono diventato prima un avvocato e ora un attore e non so se avrei mai avuto queste opportunità senza il supporto di mia madre. Lei mi ha insegnato il valore del duro lavoro e l’importanza di essere una persona onesta, perciò se me lo chiedi, si tratta di mia madre.

Gerard Butler in una scena del thriller psicologico Keepers

Nel 2011 hai detto che stavi registrando un album. Lo stiamo ancora aspettando, dov’è?

Oddio, l’album! Adoro queste cose: “Il 17 gennaio 2011 hai detto, all’incirca verso le quattro del pomeriggio, che avresti registrato un album. Indossavi una t-shirt verde e un paio di jeans. L’hai detto!” Bè, sì, l’ho detto. Stavo parlando della possibilità di farlo e poi non l’ho mai fatto, e magari un giorno lo farò. Mi sono allontanato dalla musica più di quanto avrei voluto, ammetto. Ultimamente la mia vita è stata super-impegnata. Se includi Dragon Trainer 3, in pratica ho sei film in preparazione e quattro di questi li sto anche producendo, perciò la mia vita recente è stata un continuo saltellare da un incontro per Keepers a una sessione in studio di montaggio, a un meeting per La Tana dei Ladri o per qualsiasi altra cosa di cui stiamo parlando qui. Non ho tempo per la mia vita privata, figuriamoci per fare musica.

Forse la soluzione, se non hai tempo per una carriera nella musica, è girare un musical.

Mentre studiavo da avvocato avevo una band e non ho mai smesso di adorare l’energia che senti quando canti e ti esibisci. Mi piacerebbe anche l’idea di fare un musical. Ci sono un paio di possibilità nell’aria ma non mi definirei mai un cantante. Direi che sono sempre stato più un attore. È buffo che dica questo perchè mentre parlavo mi è venuta in mente all’improvviso un’immagine di me seduto nel mio studio di avvocato. All’epoca dicevo “mi vedo più come un avvocato civilista che come un penalista”, e chi l’avrebbe mai detto che poi mi sarei trovato a dire una cosa come “Mi vedo più come un attore che come un cantante”. Immagino che alla fine si tratti sempre di recitazione.

Gerard Butler in La Tana dei Ladri

Se avessi la possibilità di viaggiare indietro nel tempo e incontrare una versione di te più giovane, magari il Gerard agli esordi della carriera da attore, che consigli gli daresti?

Ad essere onesti in questo momento sono così malconcio a causa dei film che ho girato che probabilmente mi direi di prendermi cura maggiormente del fisico, perché c’è un limite al numero di volte in cui puoi mettere su o perdere 12 chili di muscoli per un ruolo. E sai, sia che si tratti di film d’azione o di pellicole drammatiche, devi pensare alla tua longevità e ricordarti che hai una vita al di fuori della carriera di attore. Oggi molti attori sono costretti a spingersi ai limiti per distinguersi. Ci sono miei film di cui sento ancora oggi gli effetti sul fisico, per non parlare delle cose che ho fatto per aggiudicarmi una parte ma che non sono andate a buon fine, e allora ti viene da chiederti “Davvero ho fatto tutto questo? E per cosa?”. Penso quindi che anche se dai il massimo in quello che fai ci sono momenti in cui devi ricordarti che una volta finito il film dovrai comunque andare a casa, salire su una bicicletta, fare una scampagnata, andare in campeggio e goderti la vita.

Ci parli dei tuoi prossimi progetti in qualità di attore e produttore?

Certo, non so come sia successo ma mi trovo ad avere una quantità imbarazzante di progetti che stanno uscendo proprio adesso. Geostorm per esempio l’abbiamo fatto tempo fa ma è nei cinema in questo momento. Hunter Killer è un altro film realizzato qualche tempo fa, è un thriller molto avvincente ambientato in un sottomarino e nel quale c’è una resa dei conti tra Russia e Stati Uniti. Un duello che si svolte in gran parte sott’acqua. C’è un film intitolato Keepers, un cupo thriller psicologico che ho fatto con Peter Mullan, un grande attore scozzese. Nel film, che è basato su una vera storia conosciuta come “I misteri dell’isola di Flannan”, assistiamo alla discesa nella follia di tre custodi di un faro. Ho anche interpretato un poliziotto infiltrato nel film La Tana dei Ladri. Potremmo definirlo un mix tra Heat – La Sfida e The Town nel quale trovano spazio alcuni colpi di scena degni de I Soliti Sospetti. Sono anche in un cameo per Jamie Foxx nel quale vesto i panni di un trafficante di droga russo. C’è anche Robert Downey Jr. Poi ho una folle commedia dal titolo All-Star Weekend con Benicio del Toro, inoltre ho appena girato la prima parte di Dragon Trainer 3, in cui torno a indossare la veste di Stoick l’Immenso. Proprio ora sto preparando il prossimo Angel Has Fallen che non è più sulla caduta di una città. È più come reinventare il personaggio e l’intero franchise come è stato fatto con Logan in Wolverine. Abbiamo questo regista fenomenale, Ric Roman Waugh, e se non avete visto il film La Fratellanza, bè rimediate subito. È un grande film, un prison movie ma con tanto cuore. Comunque, lui dirigerà il film e questa è una grande notizia, inoltre c’è un altro paio di progetti che al momento non mi vengono in mente.

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