L’uomo dalla lingua d’oro

roger moore, l'uomo dalla pistola d'oro, 007, james bond

Lo spirito e la saggezza del grande Roger Moore, nelle sue parole pronunciate nel corso degli anni a Empire.

Testo Chris Hewitt

 

NÉ AGITATO, NÉ MESCOLATO. QUESTO ERA ROGER MOORE

Il più cool, il più spensierato dei Bond, il suo 007 era imperturbabile, un uomo che di fronte al pericolo, o mentre passava il tempo con una sfilza di belle donne aveva la stessa reazione: il sopracciglio alzato a 90 gradi e una serie di battute memorabili. Alla notizia della morte di Moore, avvenuta a maggio all’età di 89 anni dopo una breve battaglia contro il cancro, qui ad Empire abbiamo avvertito distintamente la sua perdita. Non soltanto perché si tratta del primo James Bond a salutare tutti – il che, come per i Beatles o i Monty Python, è comunque un momento che segna a modo suo la fine di un’epoca. E non solo perché è il James Bond con cui molti di noi di Empire siamo cresciuti, quello con cui avevamo un forte legame emotivo. Ma soprattutto siamo stati abbastanza fortunati da incontrare Sir Roger Moore di persona in diverse occasioni e ogni volta – ogni singola volta – si è rivelato l’essere umano più gentile, umile, gradevole e spiritoso che si potesse avere la fortuna di incontrare. E sì, abbiamo avuto l’opportunità di vedere dal vivo l’immancabile sopracciglio alzato in più di un’occasione, in particolare quando abbiamo provato a spiegargli la trama di Inception (non fate domande) ed è stata una cosa straordinaria. Moore aveva un talento particolare per le parole, come sa chiunque abbia letto uno dei vari libri da lui scritti nel corso degli anni. E così, come sincero omaggio a una vera leggenda, abbiamo settacciato gli archivi – da quella volta nel 2006 quando partecipò agli Empire Awards per onorare il suo vecchio amico e sodale Tony Curtis in Attenti a quei due – alle due apparizioni nell’Empire Podcast, alla ricerca delle sue battute più indimenticabili.
Ci mancherà.

 

A PROPOSITO DEI BACI ON SCREEN

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“Era un film con Lana Turner, Diana la cortigiana. È stato lì che ho imparato come si bacia. Avevo 28 anni ed ero già stato sposato un paio di volte quindi sapevo come baciare, non lo sapevo ancora fare davanti alla macchina da presa. Avevo una battuta terribile. Dovevo dire: ‘Hai fatto di me un principe, ora fai di me un re’ e lanciarmi in un bacio alla francese! Lana mi spinse via e gridò: ‘Stop!’. Il regista le chiese: ‘Che c’è Lana?’. Lei mi guardò e disse: ‘Roger sei un grande baciatore ma quando una donna supera i 35 devi essere molto attento qui [indica il collo]. Quindi rifacciamolo, se non ti dispiace con la stessa passione ma senza premere’. E da lì ho sempre baciato con passione ma senza pressione”.

 

SULLA RECITAZIONE

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“Spencer Tracy diceva di recitare le battute e non sbattere contro i mobili. Lee Marvin una volta mi ha detto: ‘Buttati sulle battute e ricordati degli accenti’ ma io non sopporto tutta questa analisi, tutte quelle riflessioni profonde. Come si può notare dalle mie interpretazioni”.

 

ACROBAZIE

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“Il mio fondoschiena ha qualche foro in più del normale. Sono saltato in aria in La spia che mi amava quando Curt Jürgens mi ha sparato un missile da sotto il tavolo. Io, molto stupidamente, dissi: ‘Penso che dovrei sedermi sulla sedia, invece che stare in piedi dietro di essa’. La sedia aveva un riforzo in acciaio per protezione. Il team degli effetti speciali, un po’ in ansia, fece partire il razzo cinque secondi in anticipo, prima che potessi muovermi. Sono volato da una parte all’altra della stanza con il fondoschiena in fiamme e tutti se la ridevano di gusto. Pensavano fosse venuta alla perfezione, finché non si sono resi conto che quelle erano fiamme vere”.

 

007 E DOPPI SENSI

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“Le battute e i colpi di teatro c’erano anche prima del mio arrivo. Sean le aveva. Il suo era uno stile più diretto, ma io volevo che la gente fosse conscia del fatto che stessi per dire qualcosa di divertente. O almeno qualcosa che io pensavo fosse divertente. Mi è sempre piaciuta la battuta che mi ha dato Tom Mankiewicz [in L’uomo dalla pistola d’oro], quando Bond punta la pistola ai gioielli di famiglia dell’armaiolo e dice: ‘Parla ora o passerai il resto della tua vita con i gioielli in mano’.

 

SULL’INTERPRETAZIONE DI BOND

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“Sapevo di non poter fare Bond in maniera convenzionale perché la mia teoria è: se è una spia, allora nessuno dovrebbe riconoscerlo. Ma in realtà tutti lo riconoscono – tutti i barman del mondo! ‘Ah, Mr. Bond! Martini, eh? Agitato non mescolato’. Non è una spia! È uno che si lancia a capofitto e vince. Avendo letto le sceneggiature lo sapevo e quindi volevo fosse divertente per me e coinvolgente per il pubblico. E ha funzionato. A volte, ha funzionato”.

 

SU TONY CURTIS

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“Quello che posso dirvi è che ha avuto a che fare con alcune delle donne più belle del mondo. E poi sua moglie l’ha scoperto”.

 

LE SCENE DI SESSO

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“La gente mi chiede: ‘Com’è essere a letto con quelle bellissime donne?’ Beh, non è che ci sia molto romanticismo in ballo. Do solito ti capita di girare un lunedì mattina su un freddo set – lo studio è stato chiuso tutto il fine settimana e indossi un paio di calzini di lana e vai sotto le coperte. Ed è davvero difficile essere romantici quando sei circondato da gente che ti fa: ‘Dai Rog! Dalle un bel bacio!’”

 

SU MICHAEL CAINE

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Io lo chiamo Sir Morrie Micklewhite. È il suo vero nome, Maurice Micklewhite. Sul telefono l’ho memorizzato ‘Caine’. Lui mi chiama Rog”.

 

SULL’INCARICO PER UNICEF

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“Mi prende un sacco di tempo. Non me ne pento affatto! È un’attività che amo. Sento che per una volta [cantando come Sinatra] ‘in my life i’ve got someone who neeeeeeds meeeeee…’. No, è che per una volta sto facendo qualcosa di utile. Invece che saltellare di qua e di là dicendo: ‘Il mio nome è Bond’”.

 

RECITARE CON GLI ALLIGATORI IN VIVI E LASCIA MORIRE

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“È stato un terribile errore da parte mia proporre di indossare scarpe in pelle di coccodrillo mentre correvo sopra di loro. C’erano 1500 di quelle bestiacce e uno di loro era imparentato con le mie scarpe”.

 

SULLA FAMOSA FRASE DI BOND…

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“Guy [Hamilton, regista di Vivi e lascia morire e L’uomo dalla pistola d’oro] si era preoccupato di evitare ogni possibile confronto con Sean. Non ho mai detto Martini per esempio. Ma il mio incubo era che avrei dovuto dire [imitando l’accento di Sean Connery] ‘Il mio nome è Bond’. Ero convinto che lo avrei detto con accento scozzese. Forse è per questo che mi è uscito con un tono così posato. Stavo cercando di non suonare come Sean”.

 

SULLA NOMINA A CAVALIERE

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“A causa delle mie ginocchia malandate, ho dovuto esercitarmi a fare l’inchino [Mima un rumore di cigolio]. Michael [Caine] mi ha detto: ‘Non ti preoccupare, Rog. Ci sarà sicuramente una ringhiera alla quale aggrapparti’. E fortunatamente c’era davvero. In realtà non ricordo molto della cerimonia, a parte che sono un codardo e mentre la spada si abbassava su di me ho chiuso gli occhi. Non potevo dire alla Regina: ‘Non mi tagli la testa!’ Avrebbe fatto notizia, no?”

 

A PROPOSITO DE L’UOMO CHE UCCISE SE STESSO

roger moore, l'uomo dalla pistola d'oro, 007, james bond
“Credo che sia l’unico film in cui ho dato una vera prova di recitazione. Ehi, non dovete concordare con me così facilmente!”

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