La casa dei misteri – Intervista al production designer Simon Bowles

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Al binario dei film gialli all’inglese, Mistero a Crooked House è arrivato in anticipo rispetto all’atteso Assassinio sull’Orient Express di e con Kenneth Branagh. Primo adattamento per il grande schermo del romanzo È un problema, il film è interpretato da grandi star di Hollywood (Glenn Close, Gillian Anderson, Christina Hendricks) con il giovane Max Irons nei panni scomodi dell’investigatore innamorato. Ma la vera protagonista è la vecchia dimora del defunto Aristides Leonides: minacciosa, imponente, quasi un personaggio a parte. Empire ne discute con il production designer del film Simon Bowles.

di Mario A. Rumor

Un buon numero di film in costume nell’arco della tua carriera: AUnited Kingdom – L’amore che ha cambiato la storia, La ragazza del dipinto, Centurion, i favolosi anni ‘80 di Pride e i tempi di guerra in Dad’sArmy. Quale è stato il tuo film più impegnativo e quale quello che ti ha dato maggiori soddisfazioni?

Sono orgoglioso di tutti i film in cui sono stato coinvolto come production designer, in quanto ognuno di essi è sempre diverso per via del periodo storico o del genere di appartenenza. Posso citare a titolo di esempio i risultati tecnici ottenuti nel creare l’enorme e terrificante struttura per la caverna di The Descent (2005), realizzata in studiocon schiuma di poliuretano nonostante il minuscolo budget; l’euforia di trasportare il pubblico indietro negli anni ‘80 in Pride (2014); oppure il fatto di convincere gli spettatori americani che A Royal Weekend (2012), una pellicola su uno dei loro presidenti, sia stata filmata poco fuori New York, anzichéa North West London!

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L’appartamento di Roger e Clemency (gli attori Christian McKay e Amanda Abbington) è di un bianco scuro abbellito con pezzi d’arte inglesi della fine degli anni ‘50.

Nel romanzoÈ un problema di Agatha Christie, da cui è tratto Mistero a Crooked House, la descrizione della vecchia magione Three Gables è contenuta. La scrittrice la presentava appunto come la “casa sbilenca” del titolo originale. Arduo trovare una casa che fosse all’altezza?

Per Mistero a Crooked House ho prelevato la descrizione della Christie non solo per mostrare una vecchia casa di mattoni e calcina, ma soprattutto per riportare le sensazionidi insicurezza e presagio che quella dimora provoca. Il regista Gilles Paquet-Brenner e io volevamo cercare una casa asimmetrica, che evocasse una costruzione voluta da un padre-padrone, il vecchio Aristides, per tenerci dentro figli e nipoti come in un mausoleo. Per gli esterni abbiamo avuto fortuna, alla fine abbiamo trovato un edificio liberato dall’Esercito britannico che era stato requisito ai tempi della Seconda guerra mondiale, circa 80 anni fa. Appariva sinistro in ogni angolo lo si guardasse e poggiava su terreni piuttosto trascurati. Per gli interni invece ho voluto che ogni dependance della famiglia, contenuta all’interno di questa casa, offrisse stili totalmente differenti per mettere in luce personaggi contrastanti. La dimora che abbiamo usato per gli esterni disponeva soltanto di due grandi stanze, così le altre location le abbiamo create altrove. Ma questo è normale durante le riprese di un film. L’obiettivo è stato quello di creare un sentimento di curiosità grazie al quale, quando Charles (Max Irons) varca la soglia di ogni appartamento della famiglia, sia lui che il pubblico potessero avere un’istantanea di ciò che vi era contenuto dentro, prima ancora di conoscere i suoi abitanti.

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Il salotto di Magda (Gillian Anderson) è incredibilmente teatrale con lussuose tende a frangia, piume di struzzo e foto pubblicitarie della donna che raccontano il suo desiderio di tornare sul palco.

Di solito come affronti le fasi iniziali di un lavoro, soprattutto come in questo film con numerose ambientazioni e tanti dettagli della Londra del dopoguerra?

Assaporo sempre l’inizio di un film perché devo conoscere ogni possibile dettaglio della sceneggiatura. A seconda del genere, trascorro molto tempo facendo ricerche e spulciando polverosi volumi in librerie specializzate, mi consulto con esperti della materia, mi reco sui luoghi reali descritti nello script, faccio la conoscenza con superstiti di famiglie e loro conoscenti, indosso guanti di cotone per maneggiare progetti architettonici originali del XVIII secolo, sento il parere di specialisti per discutere consuetudini e limitazioni su come avvenivano gli spostamenti in passato, e così via. Dopo aver assorbito queste nozioni basate su fatti autentici, metto tutto da una parte e inizio a modellare la nostra versione della realtà, una versione che servirà a condurre lo spettatore in un altro spazio visivo e migliorare l’aspetto narrativo del racconto. In Mistero a Crooked House ho preteso un tema di visualizzazione basato sui contrasti, non solo tra i personaggi ma anche nei momenti del film stesso. Il contrasto tra gli interni apparentemente quieti, minacciosi e statici di Three Gables e gli appassionati e confusi esterni del centro di Londra. Il film d’altronde è ambientato in un momento della storia del Dopoguerra britannico in cui i giovani cercavano di esprimere se stessi ritrovando anche i divertimenti perduti. Abbiamo ridato vita a danze sfrenate, coffee shop, club dove si suonava il jazz e le vie notturne in cui Charles e Sophia (Stefanie Martini) si innamorano.

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La camera da letto di Josephine(Honor Kneafsey) è “la camera dei sogni” per bambine con un letto da principessa, una gigantesca casa delle bambole nella quale la ragazzina gioca alla famiglia felice e bambole spaventose che sembrano osservare e ascoltare.

Mistero a Crooked House è basato su un intrigante romanzogiallo di Agatha Christie. Ti sei concentrato su particolari decorazioni degli interni? Alcuni di essi sono stati creatiin studio?

Per questo film ho cercato le location animato dallo stesso spirito di un regista mentre fa il casting degli attori: scegliendo i look migliori e le personalità che emanano le ambientazioni, ciò che offrono al racconto ma anche come si amalgamano agli altri elementi dell’insieme. Quattro diverse proprietà ci hanno fornito alcuni interni di Three Gables. Dal momento che volevamo seguire Charles all’interno della casa, esplorando gli ambienti, abbiamo deciso di filmare in loco. Invece di ricostruire i set in un teatro di posa, li ho costruiti all’interno dei veri ambienti per ottenere l’atmosfera richiesta.

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Lo studio e la camera da letto del defunto Aristides (Gino Pacciano) ha pareti scure con tende spesse e pesanti, ricordi da viaggi mondani e il suggerimento che il fumo del suo sigaro fluttui ancora nell’aria.

A riprese avviate hai potuto lavorare in autonomia o c’è stato scambio di opinioni con il regista Paquet-Brenner?

Ritengo fondamentale la collaborazione tra i vari dipartimenti di un film. Con Paquet-Brenner ho lavorato a stretto contatto fin dal nostro primo incontro per discutere l’aspetto e il clima emotivo da dare alla pellicola. Ha appoggiato in pieno la mia idea dei contrasti, che poi si è sposata bene alle sue scelte del cast. Il termine “film artigianale” viene evocato spesso ma racchiude un po’ i miei obiettivi primari. Ogni singola decisione presa ha fornito input precisi agli altri reparti artistici. Per esempio: le dimensioni e l’altezza di una finestra in un set ha influenzatola maniera di illuminare una scena da parte del direttore della fotografia. Allo scopo di creare un’atmosfera soffocante, ho piazzato una finestra molto alta su un muro. Oppure per dare l’impressione di dominare la vista dall’alto di un ufficio con un personaggio che ha certamente qualcosa da nascondere, mi sono affidato auna vetrata enorme che parte dal pavimento e arriva al soffitto. E ancora: se scelgo un tema a colori di blu e bianco per un set, allora il reparto costumi deve esserne consapevole così da progettare abiti e costumi in armonia con quell’ambiente. Io coinvolgo sempre tutti i dipartimenti creativi dal momento che a partire dai miei schizzi si dirama la realizzazione di una messe di oggetti di scena, arredi, fino alle foto diligentemente collocate sul mobilio in un set totalmente arredato.

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“Sentivo che l’ingresso e la scala erano una parte importante nel film. Soprattuttonella scena dell’arrivo di Charles, quando varca per la prima volta la soglia e vede i ritratti di famiglia. Volevo che la gerarchia fosse mostrata dai ritratti in ordine di altezza, dalla nipotina al grado più basso sino al vertice con il vecchio Aristides”, racconta a Empire Simon Bowles.

Crooked House è anche il primo adattamento cinematografico in assoluto dal romanzo di Agatha Christie: che opinione ti sei fatto del lavoro di Gilles Paquet-Brenner?

Mi è piaciuto molto lavorare con Paquet-Brenner. È un collaboratore piacevole, con un gran gusto visivo e possiede un background nel genere horror molto simile al mio quando si tratta di giocare su contrasti coraggiosi e forti personalità.

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L’altroAgatha Christie dell’anno al cinema è Assassinio sull’Orient Express di Kenneth Branagh. Sarà una dura concorrenza?

In questi giorni mi sono divertito a leggere Tweet dei fan di Agatha Christie in merito all’uscita dei due film e di quanto trepidante sia l’attesa. Il trailer di Assassinio sull’Orient Express è favoloso. Ho avuto la fortuna di partecipare ai primi screening test di Mistero a Crooked House a febbraio. Erano presenti due gruppi di invitati: giovani di vent’anni e i membri di un club dedicato alla Christie. Grazie al cielo entrambi si sono fatti coinvolgere positivamente dal film.

Posso curiosare nei tuoi prossimi impegni?

Attualmente sto progettando Johnny English 3 per la Working Title, Focus Features e la Universal. È un’altra bella opportunità per creare qualcosa di completamente differente dagli altri lavori. Come saprete in Johnny English c’è un personaggio alla James Bond, solo che è interpretato da RowanAtkinson. È un progetto da sogno per me perché ho l’occasione di progettare enormi set che saranno costruiti nei Pinewood Studios, creando gadget di scena costruiti per finire in costosissime auto e con riprese da effettuarsi in località straniere molto glamour. Credo che ogni progetto sia collegato in qualche modo. Per esempio, la scelta cromatica che ho sfruttato in Crooked House per i personaggi di Roger e Clemency farà un’apparizione anche in uno dei set di Johnny English 3!

 

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