Donna minuta, attrice gigante

octavia spencer, intervista

OCTAVIA SPENCER

Riuscirà la star di Il Diritto di Contare a fare il conto del latte?

Testo Holly Richards

Hai un soprannome?
Ne ho diversi, ma i miei amici più intimi mi chiamano ‘Rock’. Quando mi sono trasferita a L.A. stavo lavorando a un film, e uscivamo per andare al karaoke. Non sono il top delle cantanti, ma sono in grado di tenere una nota. La gente sul set ha iniziato a chiamarmi ‘Rocktavia’. Poi è diventato Rock e così è rimasto.

Ovvia domanda successiva: la tua canzone preferita per il karaoke?
Midnight Train To Georgia di Gladys Knight. Se riesci a fare nella maniera giusta le parti mormorate, non hai bisogno di prendere le note. È solo una questione di dedizione.

Chi interpretavi nella tua prima recita scolastica?
Era qualcosa che avevo scritto io a sei anni. Era il Mese della Storia Nera e io interpretavo Harriet Tubman [attivista per i diritti umani e abolizionista]. Si tratttava di un monologo. Beh dunque, in realtà era prevista la presenza anche di un’altra ragazza, ma non le diedi le battute. La scena era mia. L’avevo scritta io, quindi le battute erano mie.

Quand’eri piccola, quali poster tenevi appesi alla parete della tua stanza?
Michael Jackson, Michael J. Fox e Diana Ross. Adoravo i capelli di Diana Ross. Erano gli anni ‘80, all’epoca in cui cantava Muscles.

Qual è il film che hai visto più volte?
Ce ne sono tre: Il Colore Viola, Le Ali della Libertà e A Spasso con Daisy. Non importa quando li danno, devo assolutamente vederli. E farò tardi.

Qual è il posto più strano in cui ti sia mai capitato di vomitare?
In ascensore. Avevo mangiato un hot dog avariato al cinema. Stava uscendo da tutte le parti, tesoro. Pensavo di farcela fino a casa, e invece niente. Brutta situazione. Davvero brutta, brutta, brutta.

Quand’è stata l’ultima volta che sei uscita dal cinema prima della fine?
Non lo faccio mai. Nel momento in cui ho pagato il biglietto e comprato i miei popcorn, sono a posto. Se c’è della gente che ha speso del tempo per realizzarlo, allora rimango attaccata alla poltrona fino alla fine.

octavia spencer, intervista

A parte recitare, c’è qualcosa che ti riesce meglio di chiunque altro tu conosca?
Sono capace di risolvere i misteri, tesoro. Nel profondo sono una detective. Sono una fanatica delle indagini scientifiche. So bene che chiunque oggi è un patito di scienza forense, ma posso dirti che io lo ero da molto prima che diventasse una moda. Sai chi altro lo è? Tilda Swinton. Eravamo entrambe in Snowpiercer, e ricordo che passavamo del tempo a parlare di tutti i serial killer che conoscevamo.

Quanto costa un litro di latte?
Mi viene da dire che costa un po’ più di una sterlina. Forse un bel po’ di più. Circa la metà? Dici sul serio? Sto per essere fregata!

C’è un piatto speciale che sai cucinare?
Non so cucinare, però posso lavare i piatti. Sono un’amica davvero utile.

Hai mai scritto una lettera da fan?
Quand’ero piccola scrivevo a un sacco di persone. Ricordo di aver scritto a Michael Jackson. Penso di aver ricevuto come risposta uno dei poster che avevo appeso sul muro.

Qual è l’odore peggiore del mondo?
Quello della puzzola è sicuramente il peggiore. Puzzano più dello zolfo, e a quanto pare amano piazzarsi nel mio giardino dietro casa. Ce ne sono cinque, e lo stanno appestando. Dev’esserci una specie di party di puzzole in giro per casa mia.

Quand’è che sei rimasta maggiormente abbagliata da una celebrità?
Oh, rimango continuamente di stucco davanti alle celebrità. Ho incontrato Steven Spielberg, che è sempre stato il mio idolo fin da quando avevo 13 anni. E Oprah Winfrey. Penso che quando smetterò di emozionarmi davanti alle star, allora sarà arrivato il momento di cambiare lavoro.

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